C’è un momento dell’anno in cui le strade che salgono sulla Maiella sembrano sospese tra sogno e realtà. È l’autunno, quando la montagna abruzzese si veste di oro e rame, e la nebbia si insinua tra i faggi come un respiro lento.
La foto di Roberto Tucci, condivisa nel gruppo Viaggiando Abruzzo, cattura perfettamente quell’atmosfera rarefatta che solo chi ha guidato su questi tornanti può riconoscere: l’asfalto umido, il fruscio delle foglie, l’odore del bosco bagnato.
Salire lungo queste strade significa attraversare un paesaggio che cambia a ogni curva. I rami si piegano sopra la carreggiata formando una volta naturale, un tunnel di luce filtrata dove i colori si fondono: verdi che resistono, gialli intensi, rossi bruciati dal tempo. Ogni metro racconta una stagione che si trasforma, una montagna che si prepara al riposo invernale.
La Maiella, con la sua imponenza e il suo carattere selvaggio, invita al raccoglimento. Qui non c’è fretta, solo il rumore dei propri passi e il ritmo costante del cuore che si adatta al respiro del bosco. In autunno, più che in ogni altro periodo, la montagna madre mostra il suo lato più intimo: quello della lentezza, della bellezza che non ha bisogno di essere cercata, perché si rivela da sé, nella curva di una strada o nel silenzio della nebbia.




























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