Ad agosto 2025, il gruppo Viaggiando Abruzzo ha raccolto con entusiasmo il racconto e le immagini che Giuliano F. ha condiviso dal borgo di Casoli (provincia di Chieti), regalando ai partecipanti – fisici e virtuali – un’esperienza che unisce arte visiva, memoria e suggestione paesaggistica.
Una partenza col sole all’orizzonte
La narrazione di Giuliano comincia con il viaggio: le curve della strada che, da valle a monte, si inerpicano tra boschi e campi, avvolte in un’atmosfera arsa dal sole d’agosto, con l’aria calda che sembra sfumare i contorni. Arrivato in paese, percorre vicoli, scalinate di pietra e stretti passaggi: ogni scorcio è occasione per fermarsi, scrutare e immortalare.
Nel gruppo Viaggiando Abruzzo, un post lo descrive così:
“❤ Adagiato sulle prime pendici della Maiella orientale, Casoli è un borgo che sembra custodire in sé l’anima più autentica dell’Abruzzo.” Facebook
Questa sensazione guida il suo occhio: non scegliere il facile scatto panoramico, ma l’angolo minuto dove la luce filtra tra gli archetti, dove l’ombra accarezza una soglia fessurata, dove la materia della pietra rivela la lenta storia del tempo.
I soggetti preferiti: spazi antichi e frammenti di vita
Nel suo percorso fotografico, Fornaro privilegia:
- Particolari architettonici: archi, portali, cornicioni consunti, ringhiere in ferro battuto anch’esse segnate dal vissuto.
- Texture e materie: superfici di muro screpolate, intonaci consumati, lapidi incise, segni d’intonaco venuto meno.
- Luce radente: scatti nelle ore in cui il sole è basso, per evidenziare i rilievi e gli spessori delle pietre antiche.
- Spazi vuoti e silenzi: vicoli deserti, finestre chiuse, scorci dove l’abitante è assente ma la presenza umana permane nei segni lasciati sul muro.
Alcune sue immagini – pubblicate nel gruppo – mostrano il borgo antico in prospettive insolite: una scala che si arrampica verso un cielo terso, un portone semiaperto sul buio, una feritoia dove filtra un raggio di sole. Il contrasto tra luce e ombra diventa motivo dominante.
Momenti narrativi e riflessioni condivise
Oltre agli scatti, Giuliano condivide pensieri che accompagnano le immagini: le sue pause, l’impatto emotivo, i dettagli che altrimenti sfuggirebbero. In un post di panoramica, invita chi legge a soffermarsi:
Il ringraziamento implicito agli altri membri del gruppo per il supporto e la condivisione rende il racconto partecipato: non un reportage sterile, ma un dialogo collettivo con chi osserva.
Casoli: tra storia, memoria e rinascita
Nel suo reportage visivo, appare un borgo che non è solo “bello da cartolina”, ma carico di stratificazioni storiche e culturali. Casoli, che un tempo era la “Casulae” romana, ha attraversato dominazioni longobarde, bizantine, normanne e altro ancora.
Una tappa importante del viaggio fotografico è Palazzo Ricci, già dimora baronale, oggi soggetto a interventi di restauro per un progetto di valorizzazione del borgo antico. Qui, l’architettura racconta la storia locale, gli ospiti che vi transitavano, gli eventi passati. Ne parla anche un articolo sulla visita ai monumenti storici di Casoli, dove si menzionano palazzo Ricci, il Castello ducale connesso a D’Annunzio e altri edifici di rilievo architettonico.
Le fotografie di Giuliano sembrano inseguire proprio questo connubio tra scorcio e memoria: uno stipite scrostato accanto a una targa commemorativa, un muro dove pendono rigagnoli d’acqua, il contrasto tra l’antico e l’usura del tempo.
L’effetto sulle persone del gruppo
I post con le foto ricevono commenti di apprezzamento e stupore. Alcuni partecipanti segnalano di riconoscere angoli che conoscevano, altri chiedono coordinate precise per poter replicare il cammino. L’esperienza diventa così una mappa condivisa: qualcuno dice “vedo quel vicolo anch’io, era lì che passavo da ragazzino”, e la fotografia diventa veicolo di memoria collettiva.
Più volte nel gruppo si invitano gli iscritti a supportare le condivisioni, apprezzando che queste immagini siano testimonianze visive di un Abruzzo meno frequentato, un Abruzzo “di dentro”.
Una conclusione aperta verso nuovi passi
Il viaggio fotografico di Giuliano Fornaro a Casoli, narrato su Viaggiando Abruzzo, non è un resoconto finito: è un invito. Invito a riscoprire borghi, a guardare con lentezza, a lasciarsi sorprendere dalle crepe del muro, dalle ombre sul selciato, dal dialogo muto tra pietra e luce.
Forse, chi legge ora questo articolo vorrà prendere lo stesso cammino, con macchina fotografica alla mano, e scrivere a sua volta la propria versione di Casoli, borgo antico che accoglie chi cerca bellezza nei dettagli.






































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