La domanda di Manuela R. nel gruppo “Viaggiando Abruzzo” ha toccato il cuore di molti: trasferirsi in un paese abruzzese per vivere nella natura e in serenità, lontano dal rumore delle città, è un sogno sempre più condiviso.
Dietro questo desiderio c’è la ricerca di un ritmo di vita più umano, fatto di relazioni vere, silenzi abitati e orizzonti verdi che restituiscono equilibrio e senso del tempo.
Abruzzo: natura, umanità e spazi dell’anima
L’Abruzzo è una regione che unisce la montagna e il mare in distanze di pochi chilometri. Più del 30% del suo territorio è protetto, distribuito tra tre parchi nazionali e numerose riserve naturali. È una terra di transizioni dolci: dai declivi dell’Adriatico alle vette innevate, dai borghi di pietra alle colline piene di ulivi e vigneti. Questa varietà consente di scegliere un luogo che rispecchi la propria idea di serenità: il contatto diretto con la natura, sì, ma anche una rete sociale autentica.
Dove vivere: i borghi del silenzio e della vita autentica
Molti paesi dell’Abruzzo offrono un equilibrio perfetto tra isolamento e vitalità. Nel Parco della Maiella, ad esempio, Guardiagrele è un punto ideale: un paese vivo, con servizi e ospedale, ma con la montagna a due passi. Sul versante opposto, Santo Stefano di Sessanio, piccolo borgo medievale nel cuore del Gran Sasso, regala una sensazione di sospensione nel tempo, con le sue pietre antiche e la vita di comunità.
Chi ama le atmosfere lacustri può rifugiarsi a Scanno o Villalago, incastonati nella Valle del Sagittario, dove l’acqua e le gole creano paesaggi incisi dalla natura. Invece, chi cerca un contesto marittimo senza rinunciare alla quiete trova casa nella collina di Città Sant’Angelo, sulla costa pescarese, borgo annoverato da Forbes tra i luoghi ideali in cui vivere.
Infine, per chi desidera una scelta più “sperimentale”, piccolissimi paesi come Carapelle Calvisio o Montelapiano, con meno di cento abitanti, mostrano un modo di vivere che ha il respiro del tempo antico, fatto di relazioni lente e accoglienza autentica.
L’Abruzzo dell’accoglienza e del ritorno
Oggi l’Abruzzo attrae non solo italiani in cerca di tranquillità, ma anche stranieri e “nomadi digitali” che scelgono di lavorare a distanza tra un monte e una spiaggia. L’offerta di coworking e internet veloce cresce, anche in borghi come Santo Stefano di Sessanio o Tortoreto Alto, favorendo modelli di vita ibridi e sostenibili.
Al tempo stesso, molte amministrazioni locali favoriscono il ripopolamento dei piccoli centri con contributi e incentivi, come il bonus di 2.500 euro annui per chi trasferisce la residenza nei comuni montani.
I consigli dei lettori: il cuore pulsante dell’Abruzzo raccontato da chi lo vive
Quando Manuela ha chiesto alla community di Viaggiando Abruzzo un consiglio su dove trasferirsi per ritrovare armonia con la natura, la risposta è stata un coro di voci appassionate, genuine, e profondamente legate alla loro terra. Attraverso le loro parole emerge un Abruzzo dal volto umano, generoso e complesso: quello dei borghi vivi, delle montagne familiari e dei mari silenziosi durante l’inverno. Le risposte non sono solo suggerimenti geografici, ma piccoli frammenti di vita, testimonianze d’amore e appartenenza.
M. Di F. invita a scoprire Guardiagrele, la “porta della Maiella orientale”, sottolineandone la posizione perfetta tra montagna e mare, la vitalità dei suoi abitanti e i servizi che non mancano nemmeno nelle contrade. Un consiglio pratico e autentico: un luogo dove il silenzio convive con la comodità quotidiana.
Dalle montagne ci spostiamo alle colline: I. B. di T. suggerisce con semplicità Tussio, un borgo raccolto dove la vita scorre a ritmo lento, tra pietra, vento e tradizioni. M. A. P., invece, descrive Roccacasale (AQ) come “un paesino magico”, incastonato nella valle del Peligna, dove la quiete si mescola al mistero delle antiche rocche che dominano il paesaggio.
R. C. racconta Città Sant’Angelo come un equilibrio perfetto tra mare, montagna e campagna: “un borgo bellissimo e una campagna stupenda”. Le sue parole riecheggiano quanto riportato anche da riviste internazionali come Forbes, che ha definito Città Sant’Angelo uno dei migliori luoghi al mondo dove vivere per qualità della vita e bellezza autentica.
Più riflessive sono le parole di A. E. P., che consiglia Orsogna, un paese vitivinicolo animato da una comunità forte e accogliente, non lontano da Ortona. “Qui si vive bene tra mare e Maiella”, spiega, mettendo in luce lo spirito laborioso che caratterizza molti borghi interni d’Abruzzo. Dello stesso tono è l’intervento di L. P., che elogia Colledimezzo, affacciato sul Lago di Bomba, “un luogo incantevole dove il lavoro e la natura si incontrano”, con la curiosa presenza di un coworking in un castello vista lago — segno di una nuova vitalità rurale.
S. V., milanese di origine e giuliese d’adozione, racconta la sua esperienza di cinque anni a Giulianova come un ritorno al benessere: “non tornerei indietro”. Un parere corroborato da S. A., che consiglia Giulianova e Francavilla al Mare per chi, con l’età, cerca un luogo tranquillo ma ben servito, a misura di persona. Le loro testimonianze rivelano un Abruzzo costiero che, anche fuori stagione, sa mantenere il tepore della vita di comunità.
Spostandoci verso l’interno, T. C. offre invece il contributo più concreto: il racconto di chi ha scelto davvero di trasferirsi. Vive a Carapelle Calvisio, minuscolo borgo tra Calascio e Santo Stefano di Sessanio, dove ha trovato non solo serenità ma anche un aiuto concreto attraverso il contributo regionale al ripopolamento dei piccoli paesi. “Qui c’è più umanità”, dice, “e meno fretta”. Le sue parole rappresentano perfettamente l’essenza di quelle iniziative di rinascita come l’“HUB di Montagna” che a Fontecchio supporta chi vuole ripartire nei paesi d’Abruzzo.
Sul fronte marittimo, P. B. descrive Martinsicuro come una cittadina in crescita, “riparata dalle colline e piena di servizi”, mentre A. R., trasferitasi a Villarosa di Martinsicuro, racconta la gioia di vivere al mare a settant’anni: “il meglio che la vita possa offrire”.
Accenti simili arrivano da S. M., che propone Lentella per la sua quiete, e da A. P., che cita il piccolo paese del comune di Tornimparte vicino a L’Aquila come “una favola” immersa tra natura e comunità viva.
C’è poi l’Abruzzo della montagna vera, quello invocato da A. D. D., che elenca con passione Scanno, Opi e Villetta Barrea: “lì c’è il vero Abruzzo”. Questi borghi, celebrati anche da Italia.it per la loro autenticità e paesaggi mozzafiato , rappresentano l’anima più poetica e incontaminata della regione. E. L., invece, consiglia un approccio stagionale: “comprati una casa in montagna per la primavera e l’autunno, poi d’inverno torna in città”. La sua è una visione pratica e dolce del vivere lento, con Marsia o Cappadocia come rifugi di fresco e silenzio.
Non mancano riflessioni più analitiche: S. C. invita a considerare i pro e i contro tra collina, mare e montagna; S. M. e L. P. ricordano invece che, per quanto l’Abruzzo sia bello, i servizi e i collegamenti non sono sempre efficienti. E. C. chiude con una nota equilibrata: “Sulmona è perfetta — ospedale, stazione, autostrada. E anche arte.” Lo stesso pensiero condiviso da R. T., che ricorda come Abruzzo significhi anche vivere circondati da cultura e bellezza.
Infine, le parole affettuose di L. C., che riassumono tutto: “Penne tutta la vita: ospitalità, cordialità e tranquillità”.
Perché, in fondo, il consiglio dei lettori non è solo una mappa di luoghi, ma una bussola emotiva: l’Abruzzo che emerge dalle loro esperienze è quello in cui si trova ciò che oggi molti di noi cercano – un equilibrio tra terra e cielo, tra comunità e libertà, tra lentezza e vita piena.




























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