Viaggiando Italia | Luoghi da visitare, Eventi, Idee di Viaggio, Roma, Venezia, Salento, Case Vacanza
No Result
View All Result
venerdì, 6 Febbraio, 2026
  • English
  • Italia
    • Cosa visitare in Abruzzo?
    • Lazio
    • Toscana
    • Trentino-Alto Adige
    • Puglia
  • Eventi
  • Community
  • Italiano
  • English
  • Redazione
  • Chi siamo
  • Contatti
Viaggiando Italia | Luoghi da visitare, Eventi, Idee di Viaggio, Roma, Venezia, Salento, Case Vacanza

Un giorno magico tra le Rocche di Pietralunga, Gubbio e Città di Castello in Inverno

by Redazione
20 Gennaio 2026
in 1 giorno, Italia, Itinerari, Marche, Pietralunga
Pietralunga

Pietralunga Viaggiando Italia ai

L’inverno trasforma l’Umbria in uno scrigno di intimità e bellezza silenziosa, dove il freddo mordente e le prime nevi regalano ai borghi medievali un volto quasi mistico.

Se c’è un itinerario che incarna tutto il fascino della regione durante i mesi più freddi, è senza dubbio quello che collega tre gemme del nord-est umbro: Pietralunga, Gubbio e Città di Castello. Questi tre borghi, collegati da meno di 70 chilometri di strada scenografica, raccontano storie di condottieri, santi e artisti, di rocche fortificate e piazze che sembrano sospese nel tempo.​

Quando il sole invernale scivola dietro le colline dell’Appennino e i boschi di querce e faggi si tingono di una tonalità grigiastra più profonda, questi tre luoghi rivelano la loro vera essenza: celle di meditazione in pietra dove la storia respira ancora. L’itinerario che proponiamo può essere completato in un’intera giornata, partendo al mattino da Pietralunga—il cuore battente di questo triangolo mistico—proseguendo verso la maestosa Gubbio, per concludere nella cosmopolita Città di Castello, con le sue collezioni d’arte contemporanea che dialogano perfettamente con il Medioevo circostante.​

A differenza della stagione estiva, quando le strade si affollano di turisti, l’inverno vi consente di camminare negli stessi vicoli dove hanno camminato San Francesco, i condottieri Fortebracci e i maestri del Rinascimento, quasi in solitudine. Non troverete frotte di visitatori davanti ai musei; troverete, invece, ristoranti accoglienti dove il tartufo nero—il re incontrastato della tavola locale—profuma d’autenticità e tradizione. Questo itinerario non è soltanto un elenco di monumenti: è un invito a rallentare, a respirare l’aria fredda e pura delle montagne umbre, e a riscoprire il valore della contemplazione in un mondo sempre più frenetico.​

Pietralunga: Dove la Rocca Longobarda Abbraccia la Valle

Iniziamo il nostro viaggio nel borgo che forse più di tutti rappresenta l’anima segreta dell’Umbria settentrionale. Pietralunga sorge su un colle che domina la Valle della Carpinella, a circa 566 metri sul livello del mare, arroccata in quella posizione strategica che i Longobardi dell’VIII secolo riconobbero come perfetta per controllare le vie di comunicazione tra Arezzo, Tiferno e Gubbio. Il profilo inconfondibile di questo borgo è segnato dalla sua torre pentagonale, la Rocca, che emerge dalle mura medievali come una sentinella vigilante: è uno dei simboli più significativi di tutta l’Umbria settentrionale e, nei giorni invernali quando le nuvole si addensano sulle colline, assume un aspetto quasi fiabesco.​

Entrando nel centro storico da Piazza Fiorucci—il cuore pulsante del paese, che funge da balcone naturale sulla valle sottostante—si viene immediatamente afferrati dal fascino del Medioevo intatto. Le mura castellane, di recente restaurate, abbracciano il borgo con un caldo abbraccio di pietra grigia. Qui si erge il Palazzo Comunale, costruito tra il 1498 e il 1502 direttamente sopra i resti della fortificazione longobarda originaria: un gesto simbolico che rappresenta la continuità del potere attraverso i secoli. All’interno del palazzo si possono ancora ammirare gli stemmi della famiglia Vitelli, i signori di Città di Castello che dominarono questa regione durante il Rinascimento.​

La Pieve di Santa Maria, la chiesa parrocchiale di Pietralunga risalente al VII-VIII secolo, domina il fondo della piazza con la solennità di chi ha vegliato su generazioni di fedeli. Il suo portale romanico, purtroppo danneggiato da una granata durante la Seconda Guerra Mondiale nel luglio 1944, conserva comunque una bellezza tormentata e affascinante. All’interno, gli affreschi attribuiti a Raffaellino del Colle rappresentano il Martirio di San Sebastiano con una drammaticità che ancora oggi commuove chi sa osservare. Il Polittico di Ottaviano Nelli, importante pittore eugubino del XV secolo, era conservato qui prima di essere trasferito alla Galleria Nazionale dell’Umbria nel 1955.​

Accanto alla chiesa si trova il Palazzo del Capitano del Popolo, edificato nei primi anni del Quattrocento come sede della magistratura locale. Dietro questo palazzo, le antiche mura castellane, recentemente restaurate, offrono uno spettacolo di ingegneria medievale che merita una lunga contemplazione. Le scalette di Via Santa Maria, costruite nel 1599, sono un’ulteriore dimostrazione della straordinaria continuità abitativa e costruttiva di questo luogo: ogni generazione ha lasciato il suo segno, con umiltà e dignità.​

Camminando tra i vicoli tortuosi, si incontrano le dimore delle famiglie nobili pietralunghesi: i Felicchi, i Bonari (che ha dato i natali al Beato Buccio Bonori), gli Urbani con la loro scritta affascinante “Ab Urbanis Urbana semper” ancora visibile sul portale, e i Martinelli. Ogni casa racconta una storia di mercanti, ecclesiastici e guerrieri che hanno tracciato il destino di questo borgo. Il Convento di Sant’Agostino, fondato nel XIII secolo e magnificamente conservato, rappresenta il centro spirituale e culturale del paese fino alla metà del Seicento: qui insegnavano i frati agostiniani e qui, prima di essere dispersi, si conservavano le opere d’arte sacra più preziose.​

Il Tartufo: L’Oro Nero che Profuma le Tavole Pietralunghesi

Ma Pietralunga non è soltanto storia medievale: è anche il regno gastronomico del tartufo, uno dei prodotti più pregiati che la natura umbra possa offrire. Gli sterminati boschi di querce, cerri e roverelle che circondano il borgo nascondono le famose “tartufaie”—quei luoghi segreti dove questi funghi sotterranei crescono in abbondanza grazie alle condizioni ideali di terreno e clima. Il tartufo bianco pregiato è il più ricercato, ma i cavatori (i cosiddetti “tartufai”) conoscono bene anche il tartufo nero scorzone, tipico dei mesi estivi, e il tartufo nero dolce che prospera durante l’inverno.​

La tradizione della caccia al tartufo, protetta dall’UNESCO, rappresenta un’industria fiorente che vede coinvolti cavatori, aziende di trasformazione, fiere e commercianti. Ogni ristorante del borgo propone piatti ricchi di questo ingrediente straordinario: dalla pasta fresca spolverata di tartufo grattugiato, ai formaggi infusi di tartufo, fino ai dolci sorprendenti aromatizzati con il prezioso tubero. Non è raro assaggiare anche la famosa Patata Bianca di Pietralunga, certificata con la De.Co. (Denominazione Comunale di Origine), una varietà autoctona dalla pasta finissima e dal sapore caratteristico unico.​

Se siete fortunati e visitate Pietralunga tra novembre e dicembre, potrete partecipare alla Mostra Mercato del Tartufo, dove non solo potrete acquistare questi funghi freschi, ma anche scoprire le eccellenze enogastronomiche dell’intera Umbria centrale. E se desiderate un’esperienza ancora più autentica, numerosi locali offrono tour di caccia al tartufo accompagnati da tartufai esperti e dai loro cani addestrati—i veri protagonisti di questa affascinante tradizione.​

A breve distanza da Pietralunga (lungo la strada provinciale verso Reggio e Gubbio), sorge l’Abbazia di San Benedetto Vecchio, un monastero del XI secolo dove prosperi il silenzio contemplativo e il misticismo medievale. Costruito in stile romanico, quest’edificio sacro si trova sul sentiero francescano della pace da Assisi a Gubbio ed è ancora oggi un luogo di ospitalità per i pellegrini che percorrono questo cammino spirituale. Le sue tre navate originarie, le arcate possenti e i capitelli decorativi rappresentano l’apogeo dell’architettura benedettina umbra.​

Gubbio: La Città Medievale dove San Francesco Incontrò il Lupo

Dopo circa 26 minuti di auto attraverso strade montane suggestive (23 chilometri da Pietralunga), emergerete dalla nebbia invernale dinanzi a Gubbio, una delle più belle e meglio conservate città medievali d’Italia. Arroccata su un colle ripido, con le sue case in pietra grigia e le strade lastricate che sembrano condurre direttamente nel Trecento, Gubbio esercita un fascino quasi magnetico, soprattutto durante l’inverno quando le luci natalizie iniziano a decorare i vicoli e le piazze.​

Gubbio è legata indissolubilmente alla figura di San Francesco: si racconta che qui il santo abbia compiuto uno dei suoi miracoli più celebri, il quale attirò inizialmente molti visitatori religiosi nei secoli. La leggenda più conosciuta narra dell’incontro di Francesco con il lupo della città—una bestia feroce che terrorizzava gli abitanti fino a quando il santo non la “convertì” con il suo carisma spirituale. Nel Medioevo, la chiesa della Vittorina fu eretta proprio nel luogo di questo presunto incontro.​

Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli: Un Capolavoro Sospeso

Iniziate la vostra esplorazione di Gubbio dalla Piazza Grande, nota anche come Piazza della Signoria, una delle piazze medievali più spettacolari d’Italia. Questo è un luogo che rimane impresso nella memoria: una piazza “pensile” che si affaccia sulla città sottostante, creando un’illusione vertiginosa di levitazione. Qui, uno di fronte all’altro, si ergono i due capolavori dell’architettura civile medievale: il Palazzo dei Consoli e il Palazzo del Podestà (o Palazzo Pretorio).​

Il Palazzo dei Consoli, costruito nel 1300 in puro stile gotico, domina la piazza con un’autorità che ancora oggi affascina ogni visitatore. La sua facciata, caratterizzata da sei finestre gotiche simmetricamente disposte, si erge verso il cielo come una preghiera in pietra. La Torre campanaria, alta 60 metri, scandisce ancora il tempo della città con le sue campane centenarie, mentre la Loggia panoramica offre una vista che lascia senza fiato sulla pianura sottostante. All’interno, il Museo Civico custodisce una collezione di arte medievale e rinascimentale che merita almeno un’ora di contemplazione attenta.​

Dalla piazza, dirigetevi verso via dei Consoli, una delle strade medievali più affascinanti di tutta l’Italia centrale, dove potrete ammirare il Palazzo e la Fontana del Bargello. Secondo un’antica tradizione locale, chiunque faccia tre giri intorno a questa fontana riceve la famosa “patente dei matti”—un simpatico attestato di follia leggera concesso a chiunque voglia abbracciare lo spirito bizzarro di Gubbio.​

Il Palazzo Ducale, il Duomo e le Chiese Minori

Poco distante si erge il Palazzo Ducale, costruito dal duca di Urbino Federico da Montefeltro nel 1470 in stile rinascimentale, rappresentando l’unica eccezione alla prevalente atmosfera medievale della città. Dai suoi giardini pensili si gode una vista sublime sulla città e sulla valle circostante, particolarmente suggestiva durante i tramonti invernali quando il sole basso illumina i tetti in laterizio con una luce dorata quasi irreale.​

Il Duomo di Gubbio, dedicato ai Santi Mariano e Giacomo, fu edificato tra il 1194 e il 1350 in stile gotico su un’antica chiesa romanica. All’interno, gli affreschi di artisti umbri cinquecenteschi (in particolare opere della scuola locale) creano un’atmosfera di profonda spiritualità. Non perdete la Chiesa di San Francesco, situata ai piedi della città dove sorge la lunghissima Loggia dei Tiratori, costruita nel 1600 dalla corporazione dei tessitori, un’opera di ingegneria civile dedicata all’asciugatura dei panni appena tessuti.​

L’Albero di Natale Più Grande del Mondo e le Magiche Luminarie Invernali

Se visitate Gubbio tra dicembre e gennaio, vi imbatterete in uno spettacolo unico al mondo: l’Albero di Natale più grande del pianeta. Illuminato nella notte, quest’installazione gigante—alta ben 750 metri—si estende dal monte Ingino fino alle mura medievali della città, con oltre 250 luci che illuminano la stella sulla sommità, 300 che ne disegnano la sagoma e 450 che lo riempiono di una danza luminosa. L’albero viene acceso tradizionalmente il 7 dicembre, e la visione della montagna intera trasformata in un albero di Natale fluorescente è qualcosa che rimane nel cuore di ogni visitatore per il resto della vita.​

Nel suggestivo quartiere medievale di San Martino, dal 1997 viene allestito un presepe a grandezza naturale con statue di persone reali che rappresentano la scena della Natività. Le viuzze medievali, i portoni in legno massello, gli archi in pietra grigia—tutto si trasforma in uno scenario fiabesco durante le festività natalizie. I mercatini di Natale allestiti nel centro storico propongono prodotti artigianali, decorazioni e prelibatezze tipiche del periodo, trasformando Gubbio in una vera e propria “ChristmasLand”.​

Dove Assaporare l’Eccellenza Gastronomica Eugubina

Gubbio offre un’esperienza culinaria che va al di là delle semplici soddisfazioni della pancia. L’Osteria dei Re, situata nella bellissima Piazza Bosone in pieno centro storico, propone piatti intensi a base di prodotti locali di altissima qualità, carni integralmente prodotte da aziende locali. La loro polenta con tartufo e gorgonzola rappresenta una combinazione sapida e sofisticata che incarna il genio della cucina eugubina. Il prezzo è democratico, circa 30-35 euro a persona per un’esperienza completa.​

Per un’esperienza più raffinata, la Taverna del Lupo—una stella Michelin con 50 anni di storia—propone rivisitazioni sofisticate della cucina umbra tradizionale. Qui la fonduta di formaggi con tartufo è un’opera d’arte culinaria che giustifica pienamente il suo costo (circa 50 euro a persona). In alternativamente, la Cresciamia e il Ristorante Picchio Verde (con un affascinante camino rinsaldante) offrono comunque un’esperienza memorabile a prezzi più contenuti.​

Città di Castello: Dove il Rinascimento Incontra l’Arte Contemporanea

Dopo aver percorso circa 40 chilometri attraverso la splendida Valtiberina (circa 50 minuti da Gubbio), arriviamo a Città di Castello, la “Porta Nord-occidentale” dell’Umbria, situata a soli 20 chilometri dal confine toscano. Se Pietralunga rappresenta il cuore mistico dell’Umbria e Gubbio il suo volto medievale più consacrato, Città di Castello incarna la sintesi perfetta tra tradizione storica e contemporaneità, tra l’eredità del Rinascimento e le audaci sperimentazioni dell’arte moderna.​

Una Città Fondata dai Romani e Riedificata dal Genio Rinascimentale

Fondata dagli Umbri antichi, Città di Castello divenne un importante municipio romano con il nome di Tifernium Tiberinum. Si racconta che Plinio il Giovane possedesse una residenza privata in questa città, e in effetti la Cattedrale degli XI secolo fu edificata direttamente sopra un antico tempio romano. La città ha conservato una straordinaria quantità di edifici rinascimentali grazie al mecenatismo della famiglia Vitelli, la cui influenza si estese ben oltre i confini locali.​

Il centro storico è cinto da imponenti mura cinquecentesche che ancora oggi proteggono il tessuto urbano medievale. Passeggiando attraverso questi vicoli, si incontrano palazzi nobiliari eleganti, cortili intimi, loggiati sofisticati e chiostri tranquilli che invitano alla contemplazione. Ogni angolo racconta di un passato glorioso caratterizzato dalla presenza di grandi maestri dell’arte rinascimentale.​

La Cattedrale, le Chiese e il Patrimonio Religioso

La Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, costruita sull’XI secolo e successivamente ricostruita, rappresenta l’apogeo dell’architettura religiosa della città. All’interno si conservano tesori artistici di inestimabile valore, incluse opere di maestri umbri rinascimentali. Il Museo del Duomo, adiacente alla cattedrale, conserva preziose testimonianze di arte sacra che testimoniano la dedizione e il gusto artistico dei fedeli medievali.​

Le chiese di Santa Maria Maggiore, Santa Maria delle Grazie, San Francesco e San Domenico rappresentano altrettanti piccoli universi di arte e spiritualità. Particolarmente notevoli sono l’Oratorio di San Crescentino a Morra (con affreschi di Luca Signorelli) e la Pieve di Canoscio, uno dei punti di riferimento più importanti della devozione mariana in tutta l’Umbria.​

La Pinacoteca Comunale: Un Tempio della Pittura Rinascimentale

All’interno del magnifico Palazzo Vitelli alla Cannoniera si trova la Pinacoteca Comunale, una collezione che non ha nulla da invidiare alle gallerie più celebri dell’Italia centrale. Qui si conservano capolavori di Raffaello, Luca Signorelli, Ghirlandaio, Raffaellino del Colle e Pomarancio—nomi che rappresentano l’élite della pittura rinascimentale italiana. Passare qualche ora in questa pinacoteca significa immergersi totalmente nell’universo estetico del Rinascimento, dove la bellezza fisica era considerata un riflesso della bellezza divina.​

La Fondazione Burri: Quando l’Arte Contemporanea Dialoga con la Storia

Ciò che rende Città di Castello veramente unica è la presenza della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, uno spazio dedicato ai capolavori di Alberto Burri (1915-1995), uno dei più importanti artisti contemporanei italiani. La fondazione occupa due sedi: il Palazzo Albizzini stesso, un palazzo rinascimentale della seconda metà del XV secolo con influenze fiorentine, e gli Ex Seccatoi di Tabacco, strutture costruite negli anni cinquanta-sessanta per l’essiccazione del tabacco tropicale.​

Burri è noto per la sua ricerca sperimentale che combina materiali poveri (tela, carta, metallo arrugginito) con una profonda sensibilità estetica, creando opere che sfidano le convenzioni e stimolano una riflessione sulla natura dell’arte stessa. Le sue “Sacchi” (tele cucite e piene di materiali vari), i suoi “Cretti” (crepe dipinte su tela), e i suoi esperimenti con il fuoco rappresentano un dialogo audace tra tradizione e innovazione.​

Visitare la Fondazione Burri significa fare un salto contemporaneo rispetto alle atmosfere medievali di Pietralunga e Gubbio—un salto che rimane comunque perfettamente coerente con la missione complessiva di questo itinerario: scoprire come l’Umbria sia un palinsesto di stili, epoche e sensibilità artistiche, tutte egualmente nobili e affascinanti.

Il Tessile e l’Artigianato: La Bellezza nelle Mani

Meritano una menzione speciale il Centro Documentazione delle Arti Grafiche Grifani-Donati, punto di riferimento nella valorizzazione della tradizione tipografica cittadina, e la Collezione Tessile al secondo piano di Palazzo Tommasini, dove si ripercorre la storia dell’azienda “Tela Umbra”. Questo marchio storico rappresenta l’eccellenza dell’artigianato tessile umbro, una tradizione che continua ancora oggi con la produzione di tessuti di straordinaria qualità.​

Dove Mangiare a Città di Castello

Città di Castello offre numerosi ristoranti dove assaporare la cucina umbra autentica, sempre con ingredienti locali di altissima qualità. I piatti variano dalle ricette tradizionali a proposte più sofisticate, ma il tartufo—ovunque—rimane il protagonista indiscusso della tavola locale, proprio come a Pietralunga e Gubbio.​

Un Invito a Riscoprire l’Intimità dell’Umbria

Questo itinerario giornaliero attraverso Pietralunga, Gubbio e Città di Castello rappresenta più di una semplice gita turistica: è un’esperienza trasformativa che vi consente di toccare con mano la stratificazione storica e culturale dell’Umbria più autentica e meno commercializzata. Tre piccoli borghi, meno di 70 chilometri di strade suggestive, e un’intera giornata per reimmergervi nella bellezza atemporale dell’Italia medievale e rinascimentale.​

In inverno, quando il freddo e la quiete regnano sovrani, questa esperienza acquista una dimensione ancora più profonda e meditativa. Camminate lentamente per le strade di Pietralunga, assaporate il tartufo nero appena grattugiato sulla pasta nel centro storico, lasciatevi affascinare dall’immensità dell’Albero di Natale di Gubbio illuminato nella notte invernale, e perdetevi nei contemplative stanze della Fondazione Burri a Città di Castello, dove l’arte contemporanea vi ricorda che la bellezza e l’innovazione non appartengono soltanto al passato.​

Se cercate un’alternativa alla frenesia delle grandi città e desiderate riscoprire il valore della lentezza, della storia e dell’autenticità, questo itinerario è il vostro. Non rimandatelo: prendete l’auto, preparatevi per una giornata di meraviglie, e lasciate che l’Umbria vi sussurri le sue storie antiche. Vi garantiamo che tornerete a casa non soltanto con le valigie piene di ricordi, ma con il cuore ricolmo di quel tipo di bellezza che solo i piccoli borghi medievali sanno regalare a chi sa veramente guardare.

Tags: cosa visitarecosa visitare in italiadove andare in vacanza in italiadove viaggiare in italiafotoitaliavacanza in italiavacanze in italiavisitare italia
Previous Post

Il super-borgo di Oggi è… Canale di Tenno, medievale e incantevole – 20 gennaio 2026

Next Post

6+ posti da visitare a febbraio nelle province di Frosinone e Latina

Redazione

Redazione

Potresti leggere anche

valle d'arano
Le Foto dei Lettori

La Valle d’Arano sotto la Neve: un cuore bianco del Parco Naturale Sirente Velino

6 Febbraio 2026
esanatoglia
1 giorno

Un giorno di scoperta nelle Marche: Esanatoglia e dintorni in primavera

6 Febbraio 2026
weekend monti dauni
Consigli di Viaggio / Travel tips

5 Idee per un Weekend sui Monti Dauni: borghi, natura e sapori autentici

6 Febbraio 2026
dove mangiare a bovino
Dove mangiare

Bovino “nel piatto”, un viaggio sensoriale tra i Monti Dauni

6 Febbraio 2026
Eventi

Sipari, note e coriandoli: guida agli eventi da non perdere in Campania fino all’8 Febbraio 2026

6 Febbraio 2026
via dell'acqua roma assisi
Assisi

Assisi in Primavera: 3 luoghi da visitare tra “pietra e natura”

6 Febbraio 2026
Next Post
monastero san magno

6+ posti da visitare a febbraio nelle province di Frosinone e Latina

Discussion about this post

Feste e Sagre

Ecco le date della 73ª Sagra del Carciofo Romanesco di Ladispoli (2026)

by Redazione
31 Gennaio 2026
0

Quando arriva la primavera nel litorale laziale, Ladispoli si trasforma in una vera e propria capitale del gusto. Dal 10...

sagre feste italia febbraio

Febbraio 2026: le Sagre e le Feste da non perdere in tutta Italia

by Redazione
20 Gennaio 2026
0

Il mese di febbraio trasforma l'Italia in un grande palcoscenico di tradizioni, colori e sapori autentici. Dalle Alpi alla Sicilia,...

sagre italia febbraio 2026

Febbraio tra Polenta, Cardo Gobbo e Cotechino: 3 Sagre a cui ti consigliamo di partecipare nel 2026

by Redazione
9 Gennaio 2026
0

Febbraio è il mese dove l'Italia si trasforma in un paradiso gastronomico per chi ama le sagre autentiche e i...

sagre campania dicembre 2025

Atmosfere di festa e gusto: le 3 Sagre imperdibili in Campania a Dicembre 2025

by Redazione
11 Novembre 2025
0

Dicembre in Campania è un mese magico, dove le tradizioni si intrecciano con i sapori autentici e le atmosfere natalizie...

Dove mangiare?

dove mangiare a bovino

Bovino “nel piatto”, un viaggio sensoriale tra i Monti Dauni

by Redazione
6 Febbraio 2026
0

Bovino, incastonato tra le colline dei Monti Dauni, non è solo uno dei "Borghi più belli d'Italia", ma una vera...

Termoli a tavola: guida ai sapori del borgo e ai 3 ristoranti da visitare

by Redazione
6 Febbraio 2026
0

Mangiare a Termoli non è una semplice sosta rigenerante, ma un viaggio sensoriale che profuma di salsedine e terra arsa...

Dove Mangiare a Frascati

Dove Mangiare a Frascati? I 3 Ristoranti per un’esperienza autentica

by Redazione
5 Febbraio 2026
0

Benvenuti a Frascati, la perla dei Castelli Romani dove il vino scorre generoso e la tavola è un rito sacro....

dove mangiare a frosolone

Dove mangiare a Frosolone: alcuni consigli per esperienze gastronomiche molisane

by Redazione
2 Febbraio 2026
0

Frosolone, affascinante borgo medievale della provincia di Isernia in Molise, rappresenta ben più di una semplice meta turistica. Questa cittadina...

Borghi da visitare

Monteleone di Spoleto

Monteleone di Spoleto, il borgo del Leone e l’enigma della Biga Etrusca

by Redazione
6 Febbraio 2026
0

Se chiudete gli occhi e provate a immaginare l'Umbria, probabilmente la vostra mente volerà subito verso le colline dolci di...

carapelle calvisio

Carapelle Calvisio, il borgo gioiello del Gran Sasso che ti ruberà il cuore

by Redazione
5 Febbraio 2026
0

Se stai cercando una destinazione lontana dal caos dei circuiti turistici tradizionali, un luogo dove il tempo si muove ancora...

Murano

Città di Murano, l’Isola del Vetro Soffiato tra Arte, Tradizione e Sapori Veneziani

by Redazione
5 Febbraio 2026
0

Immagina di attraversare la laguna veneziana e di approdare in un'isola dove il tempo sembra essersi fermato al XII secolo....

pesche

Pesche, Isernia: il “Paese Presepe” tra storia, tranquillità e sapori autentici del Molise

by Redazione
4 Febbraio 2026
0

Arroccato sul Monte San Marco come un quadro vivente di pietra e storia, Pesche è il luogo dove la geografia...

Turisti raccontano

Gole di Celano

Le Gole di Celano-Aielli in Inverno, un viaggio nel cuore dell’Abruzzo selvaggio

by Redazione
3 Febbraio 2026
0

C'è un momento, quando cammini dentro le Gole di Celano d'inverno, in cui il rumore del mondo esterno scompare e...

confetti di sulmona

Confetti di Sulmona, il cuore della dolcezza abruzzese – L’esperienza di Daniela S. in un negozio storico

by Redazione
29 Gennaio 2026
0

Sulmona non è solo una destinazione, è un'emozione che si tocca con le dita e si assaggia lentamente. È in...

parco nazionale del gran sasso

“Dovremmo passarla tutti ogni tanto una giornata così, riempire gli occhi di bellezza e tornare a casa con il cuore in pace…”

by Redazione
29 Gennaio 2026
0

Ci sono alcuni momenti nella vita che ti cambiano il respiro, che ti riconsegnano quella leggerezza che credevamo perduta tra...

terminillo

Terminillo: il Bosco incantato di fiocchi di neve – l’esperienza magica di Francesca F. al Rifugio Angelo Sebastiani

by Redazione
28 Gennaio 2026
0

Quella mattina di gennaio, quando Francesca si è fermata al Rifugio Angelo Sebastiani a 1.820 metri di quota sul Terminillo,...

Foto dei Lettori

valle d'arano

La Valle d’Arano sotto la Neve: un cuore bianco del Parco Naturale Sirente Velino

by Redazione
6 Febbraio 2026
0

Esistono luoghi che non sono semplicemente destinazioni, ma veri e propri rifugi dell’anima. Per Sara Megale, uno di questi angoli...

Navelli visto da Collepietro

Il respiro dell’Abruzzo: Navelli incastonata tra cielo e terra nel “click” di Domenico V.

by Redazione
6 Febbraio 2026
0

C’è un momento preciso, quando percorri le strade tortuose della Provincia dell’Aquila, in cui il tempo sembra decidere di fermarsi....

velino

Il Monte Velino innevato: l’emozionante scatto di Roberto T. tra pace e freddo inverno

by Redazione
5 Febbraio 2026
0

Immagina di svegliarti all'alba in una Abruzzo sonnolento, con il cuore che batte forte per l'avventura imminente. Roberto T., appassionato...

pianella

“Pianella in Love”: il Romanticismo di un Borgo abruzzese raccontato da In Viaggio con Social Media Mammager

by Redazione
5 Febbraio 2026
0

Ci sono momenti in cui una fotografia riesce a catturare l'essenza stessa di un luogo, trasformando uno scorcio urbano in...

  • Italia
  • Eventi
  • Community
  • Italiano
  • English
  • Redazione
  • Chi siamo
  • Contatti
Seguici anche sui social

© 2025 by Viaggiando Italia - Web Marketing Solutions P. IVA 02583850694 - Tutti i diritti riservati.

No Result
View All Result
  • Italia
    • Cosa visitare in Abruzzo?
    • Lazio
    • Toscana
    • Trentino-Alto Adige
    • Puglia
  • Eventi
  • Community
  • Italiano
  • English
  • Redazione
  • Chi siamo
  • Contatti

© 2025 by Viaggiando Italia - Web Marketing Solutions P. IVA 02583850694 - Tutti i diritti riservati.