Il Lazio non è solo Roma e i suoi monumenti immortali: questa regione custodisce borghi e paesaggi che raccontano storie antiche e sorprendenti. Un itinerario di un giorno in auto può regalare un viaggio breve ma intenso, combinando natura, arte e mistero.
L’itinerario che ti proponiamo parte dal suggestivo Sacro Bosco di Bomarzo, conosciuto anche come Parco dei Mostri, e si snoda tra due perle vicine: Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, e Viterbo, con le sue atmosfere medievali. Tre luoghi collegati facilmente tra loro, perfetti per una giornata alla scoperta di angoli unici del Lazio.
Sacro Bosco di Bomarzo – Il Parco dei Mostri
Visitare il Sacro Bosco di Bomarzo è come entrare in un mondo sospeso tra sogno e incubo, un luogo capace di sorprendere adulti e bambini. Nato nel XVI secolo per volontà del principe Pier Francesco Orsini, il parco ospita sculture colossali scolpite nella roccia vulcanica: figure mitologiche, mostri, draghi, elefanti da guerra e persino una casa pendente che sfida le leggi della fisica.
L’atmosfera è enigmatica, quasi onirica, e ogni angolo del giardino sembra nascondere un messaggio simbolico. Ancora oggi, studiosi e visitatori si interrogano sul significato di queste opere straordinarie: allegorie filosofiche, un percorso iniziatico o un rifugio personale del principe?
Qualunque sia l’interpretazione, passeggiare tra queste sculture immerse nella vegetazione è un’esperienza unica. Il parco è facilmente visitabile in un paio d’ore, e rappresenta la tappa ideale per iniziare la giornata con qualcosa di insolito e indimenticabile.
Civita di Bagnoregio – La città sospesa
A circa mezz’ora d’auto da Bomarzo, si raggiunge Civita di Bagnoregio, soprannominata “la città che muore” a causa della costante erosione che minaccia il suo fragile promontorio tufaceo. Per accedervi bisogna attraversare un lungo ponte pedonale che regala già di per sé un panorama mozzafiato sulla Valle dei Calanchi.
Una volta varcata la porta d’ingresso, il tempo sembra fermarsi: vicoli lastricati, archi medievali, case in pietra e fiori colorati alle finestre raccontano di un borgo che resiste al tempo e alle intemperie.
Camminare per le sue stradine silenziose è come rivivere atmosfere d’altri tempi, lontane dal ritmo caotico della modernità. Civita è anche un luogo vivo, con piccoli ristoranti che propongono piatti tipici della tradizione laziale come le pappardelle al cinghiale o la zuppa di ceci e castagne. Oggi la città è un simbolo di resilienza e bellezza fragile, da visitare almeno una volta nella vita.
Viterbo – La città dei papi e delle terme
Il viaggio si conclude a Viterbo, poco più di 20 km da Civita di Bagnoregio. Questa città, spesso sottovalutata rispetto ad altre mete laziali, custodisce un patrimonio storico di grande rilievo. Il quartiere medievale di San Pellegrino è uno dei centri storici meglio conservati d’Italia: un intricato dedalo di stradine, torri e piazze che riportano all’epoca comunale.
Da non perdere è il Palazzo dei Papi, costruito nel XIII secolo, dove si svolsero i conclavi che diedero origine alla parola stessa “conclave”. Viterbo è famosa anche per le sue fonti termali, già apprezzate dagli antichi romani: le terme dei Papi o le piscine libere di Bagnaccio sono un ottimo modo per rilassarsi dopo una giornata di visite.
La città offre anche una tradizione gastronomica ricca, con piatti come l’acquacotta viterbese o le frittelle di fiori di zucca. Viterbo unisce cultura, benessere e gusto, chiudendo l’itinerario in bellezza.




























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