Sulle colline di Lanciano, dove il profilo della Maiella accompagna lo sguardo e l’aria profuma già d’autunno, Fiorella G. ha immortalato con le sue fotografie i grappoli di Montepulciano d’Abruzzo in attesa di essere raccolti.
Acini scuri, compatti, quasi lucidi, pendono dai filari ordinati che segnano il paesaggio, raccontando con silenziosa eleganza una storia di lavoro, pazienza e tradizione.
La vendemmia in Abruzzo è molto più di un’attività agricola: è un rito collettivo che unisce generazioni. Nelle campagne, soprattutto a settembre, si respira un’atmosfera che sa di festa e di condivisione. Famiglie intere si ritrovano nei vigneti, armate di forbici e cesti, per raccogliere i frutti di un anno di cura e dedizione. Ogni grappolo reciso porta con sé la promessa di un vino che, da secoli, rappresenta una delle eccellenze più conosciute e apprezzate della regione.
Il Montepulciano d’Abruzzo è un rosso corposo, dal colore intenso e dai profumi che spaziano dalle note di frutti rossi maturi alle sfumature speziate. È un vino che si abbina in modo naturale alla cucina abruzzese: accompagna con vigore l’agnello alla brace, si sposa con gli arrosticini, esalta la ricchezza dei primi piatti a base di ragù e regala profondità a formaggi stagionati come il pecorino locale. Anche in abbinamenti più moderni, come con piatti di cucina mediterranea, mantiene intatta la sua capacità di avvolgere il palato senza sovrastarlo.
Guardando le foto di Fiorella, si percepisce la bellezza semplice e autentica di un momento sospeso: l’attesa della vendemmia, il silenzio dei filari, la promessa di un calice che presto racconterà in ogni sorso la forza della terra abruzzese. È un invito a scoprire, o riscoprire, la magia di un vino che non è soltanto bevanda, ma patrimonio culturale e identitario di un intero territorio.































Discussion about this post