C’è un modo di viaggiare che non si ferma ai grandi monumenti o alle città più note. È un tipo di viaggio fatto di deviazioni impreviste, sentieri poco battuti e scoperte che lasciano il segno. Il Lazio, terra antichissima e stratificata, sa sorprendere anche chi pensa di conoscerlo bene. Tra boschi, laghi e colline si nascondono luoghi che sembrano usciti da un sogno o da un racconto fantastico. In questo itinerario vi portiamo a scoprire tre mete surreali e inaspettate, perfette per chi cerca qualcosa di insolito, scenografico e carico di suggestioni.
1. Il Bosco Sacro di Bomarzo e il Parco dei Mostri (VT)
Nel cuore della Tuscia viterbese, incastonato tra le colline boscose di Bomarzo, si trova un luogo che sfida ogni logica: il Parco dei Mostri. Questo giardino manierista, progettato nel XVI secolo dal principe Pier Francesco Orsini, è popolato da enormi sculture in pietra che raffigurano creature mitologiche, mostri, divinità e animali fantastici. Il contesto è un fitto bosco di querce, dove il tempo sembra essersi fermato e l’atmosfera è sospesa tra il grottesco e il poetico.
Tra le figure più celebri c’è l’Orco con la bocca spalancata (che ospita al suo interno un tavolo da picnic), la Casa Pendente che sfida le leggi della fisica, e il gigantesco Nettuno. Si racconta che il parco fu costruito per elaborare un lutto personale del principe, e ogni angolo sembra custodire un messaggio allegorico o un sogno trasformato in pietra.
Come visitarlo: il Parco è aperto tutto l’anno ed è facilmente raggiungibile in auto da Viterbo o Orte. Dopo la visita, si può esplorare il borgo medievale di Bomarzo o spingersi fino a Soriano nel Cimino per una passeggiata tra castagni e palazzi storici.
2. Il Lago fantasma di San Benedetto (RM)
Nascosto tra le rocce e le forre della Valle dell’Aniene, poco distante da Subiaco, il Laghetto di San Benedetto è un piccolo specchio d’acqua smeraldina che sembra uscito da una leggenda nordica. Circondato da alte pareti calcaree e fitti boschi, questo laghetto prende il nome dal vicino Monastero di San Benedetto, scavato nella roccia viva. Il luogo è così silenzioso e appartato da sembrare irreale, e quando la luce del sole colpisce l’acqua, si sprigiona un bagliore magico.
Un tempo accessibile solo a piedi tramite un sentiero nel bosco, oggi è più facilmente raggiungibile, ma ha mantenuto intatta la sua aura mistica. Secondo alcune leggende locali, in certe notti d’estate si sentirebbero canti provenire dall’acqua, forse legati alla presenza dei monaci benedettini che per secoli hanno vissuto in eremitaggio nella zona.
Come visitarlo: da Subiaco si segue la strada per il Monastero, e poi un breve sentiero porta al laghetto. Dopo la visita, vale la pena salire fino ai monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto per un tuffo nella spiritualità e nell’arte medievale.
3. La Città che muore: Civita di Bagnoregio (VT)
Sospesa su un altopiano di tufo, erosa lentamente dal tempo e dalle frane, Civita di Bagnoregio è un villaggio surreale, avvolto in un’atmosfera da fine del mondo. Il borgo, collegato al resto del mondo da un lungo ponte pedonale, appare come un miraggio, specialmente nelle giornate di nebbia, quando sembra galleggiare nell’aria. Non a caso viene spesso definita “la città che muore”.
Passeggiando per i suoi vicoli stretti, tra case in pietra e viste mozzafiato sui calanchi circostanti, si ha la sensazione di essere entrati in una realtà parallela. Nonostante le difficoltà strutturali e il progressivo spopolamento, Civita ha conosciuto una rinascita grazie al turismo, diventando un simbolo della resilienza e della bellezza fragile.
Come visitarla: si accede dal paese di Bagnoregio, pagando un piccolo contributo per la manutenzione. Nei dintorni si possono esplorare la Valle dei Calanchi, il Museo Geologico e il suggestivo borgo di Lubriano.
Il Lazio è molto più di Roma e delle sue glorie imperiali. È una regione in cui la meraviglia si nasconde nei dettagli, nei silenzi dei boschi, nelle pietre consumate dal tempo, nei racconti sussurrati dal vento. Questo itinerario tra Bomarzo, il Laghetto di San Benedetto e Civita di Bagnoregio è pensato per chi ama viaggiare con occhi curiosi e spirito aperto, pronto a farsi sorprendere. Tre luoghi surreali, diversi ma uniti da una stessa forza evocativa: quella del mistero e dell’immaginazione. Un invito a uscire dalle rotte consuete e a lasciarsi affascinare dall’insolito.




























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