Quando varchi la Basilica di San Francesco ad Assisi e risali le scale ai lati dell’abside, ti trovi improvvisamente immerso in un’oasi di serenità e bellezza che difficilmente dimenticherai.
È qui, nel maestoso Chiostro Maggiore, noto come Chiostro di Sisto IV, che il Rinascimento abbraccia la spiritualità francescana in una danza di pietra e luce. Questo straordinario spazio interno, costruito tra il 1474 e il 1476 per volere di papa Francesco della Rovere, rappresenta uno dei gioielli architettonici più affascinanti del Sacro Convento di San Francesco, patrimonio UNESCO dal 2000.
Il chiostro colpisce immediatamente per la sua eleganza sobria e la perfetta proporzione. Progettato da Antonio da Como e Ambrogio Lombardo, questa struttura rinascimentale si sviluppa su due ordini di archi, creando un gioco di luci e ombre che cambia continuamente con il passare delle ore. Lo stemma “parlante” del pontefice, la quercia (della Rovere), decora ancora oggi il lato est con un’iscrizione datata 1474, testimonianza di quasi 550 anni di storia. La genialità architettonica risiede nella capacità di integrare perfettamente elementi medievali precedenti – come le finestrelle romaniche del XIII secolo – con il nuovo linguaggio rinascimentale, creando un’armonia che sorprende e conquista.
Gli Affreschi di Dono Doni: Storie Francescane in Monocromo
Ciò che rende il Chiostro di Sisto IV veramente speciale sono gli affreschi monocromi realizzati nel 1564 dal pittore assisano Dono Doni insieme a suo figlio Lorenzo. Questi affreschi, che ricoprono le pareti del doppio loggiato, raccontano episodi della vita di San Francesco e Santa Chiara con una delicatezza e una profondità narrativa che testimoniano il genio artistico del Doni. Dono Doni (1500 circa – 1575) fu un maestro influenzato inizialmente da Giovanni Spagna e successivamente dalla maniera di Giulio Romano, per approdare infine a uno stile maturo pienamente aderente all’arte michelangiolesca.
Particolarmente suggestive sono le rappresentazioni che enfatizzano la sequela di Francesco, il suo desiderio profondo di seguire Cristo portando la croce e imitandone la salita al Calvario. Tra i tondi con ritratti di illustri francescani, questi affreschi creano un percorso meditativo che guida il visitatore attraverso i valori fondamentali dell’ordine francescano: la povertà, l’umiltà e la conformazione a Cristo. Gli affreschi rappresentano Francesco che si affretta dietro Cristo, illustrando quel desiderio radicale di seguire concretamente gli insegnamenti del Signore, non attraverso contemplazione ascetica ma mediante azioni concrete della vita quotidiana.
Quando Visitare: Il Periodo Ideale
Il Chiostro di Sisto IV è accessibile tutto l’anno, ma il periodo migliore per la visita è la primavera (aprile-giugno) o l’inizio autunno (settembre-ottobre). In questi mesi, le temperature gradevoli rendono piacevole passeggiare tra i porticati, e la luce naturale esalta i dettagli degli affreschi. La basilica e il chiostro sono aperti dalle 6:00 alle 18:30 nei giorni feriali in orario invernale, permettendoti di pianificare una visita meditativa anche al tramonto. L’ingresso è gratuito, e dal chiostro puoi accedere direttamente alla Basilica Superiore senza passare per l’ingresso principale.
Gastronomia Umbra: Assaporare l’Autenticità
Dopo aver camminato tra i porticati del chiostro, la fame spirituale si unisce a quella letterale. Assisi offre una gastronomia che riflette la genuinità della terra umbra, caratterizzata da piatti rustici e saporiti basati su ingredienti locali di stagione.
Assaggia gli stringozzi al tartufo nero di Norcia, pasta fatta a mano che si scioglie in bocca, condita con il pregiatissimo tartufo nero della regione. Per i secondi, non perdere l’agnello alla scottadito, costolette cotte lentamente sulla griglia che mantengono una tenerezza invidiabile, oppure il celebre piccione alla ghiotta, preparato in casseruola di coccio con una salsa di olio extravergine, vino rosso e fegatini.
Particolarmente curiosa è la bruschetta al tartufo, semplice ma straordinaria: fette di pane artigianale abbrustolito con tartufo nero grattugiato finemente e mescolato con olio extravergine d’oliva. Un assaggio dell’Amaro Francescano, il digestivo tradizionale di Assisi, è d’obbligo: un liquore a base di radici e piante officinali con 28 gradi di alcol, creato secondo una ricetta che risale agli anni Settanta e che rappresenta il perfetto complemento a una serata di contemplazione spirituale.
Informazioni Pratiche per la Visita
Il chiostro si raggiunge salendo le scale ai lati dell’abside della Basilica Inferiore. Se arrivi in auto, i parcheggi Saba di Porta Nuova sono a soli cinque minuti a piedi dal centro. La città è facilmente raggiungibile dalla Strada Statale 75 o in treno dalla stazione di Assisi. Per informazioni dettagliate sugli orari e le visite guidate: **www.sanfrancescoassisi.org**
Il Ricordo che Porterai Con Te
Mentre esci dal Chiostro di Sisto IV, lo sguardo catturato dagli ultimi raggi di sole sulle pietre rinascimentali, capirai perché Assisi rimane uno dei luoghi spirituali più significativi d’Europa. Questo chiostro non è semplicemente un’opera architettonica; è un invito silenzioso a rallentare, a riflettere, e a riconnettersi con ciò che davvero importa. Sarà il profumo dell’amaro francescano sulle tue labbra a suggellare il ricordo di un’esperienza indimenticabile, e la memoria degli affreschi di Dono Doni resterà impressa nella tua memoria come una meditazione visiva sulla fede e la dedizione francescana.





























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