La prima settimana di settembre ha un’aria precisa: l’estate non è ancora finita, ma la luce si fa più netta, le albe più fresche, i sentieri più silenziosi. È il momento in cui la Via degli Dei smette di essere solo un nome e torna a essere un’esperienza concreta: camminare con passo regolare, senza il caldo pieno della stagione alta e senza la fatica del fango autunnale sugli Appennini. Per chi cerca un trekking sostenibile, è anche il tempo giusto per rallentare, scegliere ospitalità piccole e autentiche, e leggere il paesaggio con attenzione.
Via degli Dei a settembre: perché partire adesso
La Via degli Dei, il cammino tra Bologna e Firenze lungo circa 130 chilometri, è uno degli itinerari più amati d’Italia proprio perché riesce a tenere insieme natura, storia e un’idea di viaggio essenziale. A settembre, però, cambia il suo carattere: le temperature diventano più gestibili sulla Piana del Mugello, i tratti in quota respirano meglio, e l’intero percorso si presta a una progressione più fluida.
È anche una scelta coerente con il presente: molti viaggiatori cercano esperienze meno affollate, più lente e più rispettose dei territori attraversati. La Via degli Dei risponde bene a questa domanda, perché non premia la fretta ma la continuità. Camminare qui significa attraversare piccoli centri, dormire in strutture familiari, fare acquisti locali e ridurre l’impatto del viaggio senza rinunciare alla qualità dell’esperienza.
Come dividere le tappe della Via degli Dei
Il percorso classico viene spesso affrontato in 5 o 6 tappe, ma la scelta migliore dipende da allenamento, tempo disponibile e abitudine al dislivello. In prima settimana di settembre, quando le giornate sono ancora lunghe ma non torride, una divisione equilibrata funziona molto bene.
Opzione 1: 5 tappe per camminatori allenati
- Bologna – Badolo
- Badolo – Madonna dei Fornelli
- Madonna dei Fornelli – Passo della Futa
- Passo della Futa – San Piero a Sieve
- San Piero a Sieve – Firenze
Questa soluzione è adatta a chi ha già esperienza di cammini di più giorni e vuole mantenere un buon ritmo senza spezzare troppo il percorso.
Opzione 2: 6 tappe per un passo più sostenibile
- Bologna – Sasso Marconi o Badolo
- Badolo – Monzuno
- Monzuno – Madonna dei Fornelli
- Madonna dei Fornelli – Passo della Futa
- Passo della Futa – San Piero a Sieve
- San Piero a Sieve – Firenze
Questa versione è più adatta a chi vuole vivere il trekking in modo lento, a famiglie con ragazzi abituati a camminare, o a chi desidera avere più tempo per visitare i borghi e fermarsi lungo il percorso.
Opzione 3: 7 tappe per chi cerca respiro e paesaggio
Chi preferisce un passo ancora più morbido può inserire soste intermedie, soprattutto tra Bologna e Monzuno o tra la Futa e San Piero a Sieve. È una soluzione ideale per chi viaggia con zaino leggero, ama fermarsi nei borghi e considera il cammino parte integrante della vacanza, non solo un obiettivo sportivo.
Monzuno e San Piero a Sieve: dove trovare accoglienza autentica
Uno degli aspetti più interessanti della Via degli Dei è che i centri abitati non sono semplici punti di passaggio: diventano luoghi in cui recuperare energia, ascoltare accenti diversi, riconoscere forme di ospitalità ancora legate alla dimensione locale.
Monzuno: il ritmo giusto del borgo
Monzuno è uno dei passaggi più significativi per chi cerca accoglienza sincera e semplice. Qui il valore sta nella misura: strutture piccole, ritmi lenti, ristorazione essenziale ma concreta, e quella sensazione rara di arrivare in un posto che non ha bisogno di mettersi in vetrina. Per il camminatore è una tappa utile anche dal punto di vista logistico, perché consente di spezzare bene il tratto appenninico e di recuperare prima della salita più impegnativa.
San Piero a Sieve: il punto di svolta del cammino
San Piero a Sieve ha un ruolo diverso: è spesso il luogo in cui si sente avvicinarsi la fine della parte più faticosa del trekking. Il paese funziona bene come sosta per chi vuole dormire in una struttura accogliente, fare rifornimento e concedersi una cena calma prima dell’ultimo tratto verso Firenze. È anche un nodo strategico per i collegamenti, quindi molto utile per chi viaggia con margini stretti o intende rientrare in treno.
La variante storica: seguire la Flaminia Militare
Per chi ama il cammino come lettura del territorio, la Via degli Dei offre una chiave in più: la possibilità di toccare i resti originali della Flaminia Militare, la strada romana che collegava Bologna ad Arezzo. È uno dei tratti più suggestivi dell’intero itinerario, soprattutto nella zona tra Madonna dei Fornelli e il Passo della Futa, dove il percorso si sovrappone a segmenti antichi e il paesaggio sembra trattenere una memoria più lunga del passo umano.
Questa variante non è solo un dettaglio archeologico: cambia il senso del viaggio. Camminare su basolati antichi, o vicino a ciò che resta di una strada romana, aggiunge profondità a un trekking già ricco di stratificazioni. È il punto in cui il turismo lento incontra davvero la storia.
“Il cammino non è una parentesi dalla vita quotidiana: è un modo diverso di stare nel tempo. Sulla Via degli Dei ogni salita costringe a scegliere il ritmo, e ogni borgo ricorda che la lentezza può essere una forma di intelligenza.”
Consigli pratici per la Via degli Dei a settembre
- Prenotare con anticipo le strutture, soprattutto nei fine settimana della prima settimana del mese.
- Portare scarpe già rodate: il terreno alterna sterrato, tratti boschivi e passaggi più duri.
- Mettere nello zaino una giacca leggera impermeabile: settembre può cambiare volto in poche ore.
- Partire presto: si cammina meglio nelle prime ore del mattino e si arriva con più margine nei borghi.
- Scegliere strutture piccole e locali per dormire e cenare, così da sostenere davvero il territorio.
- Controllare sempre l’acqua disponibile lungo la tappa, perché alcuni tratti richiedono autonomia.
- Non sottovalutare il dislivello: la Via degli Dei non è una passeggiata panoramica, ma un cammino vero.
Cosa vedere lungo il percorso, oltre ai sentieri
La forza della Via degli Dei sta anche nei dettagli laterali. A Bologna il cammino parte da un contesto urbano fortissimo, con i portici e San Luca come soglia simbolica. Più avanti, la zona del Mugello apre scorci di grande respiro, mentre il Passo della Futa porta con sé una memoria storica intensa. Per chi viaggia con sensibilità culturale, questi elementi contano quanto il sentiero stesso.
Anche i viaggiatori food lover trovano qui un terreno interessante: osterie, piccole trattorie e prodotti locali raccontano un’Appennino che non vive di cartolina, ma di stagionalità e concretezza. Settembre è un buon mese anche per questo, perché i menù iniziano a cambiare e il territorio torna a esprimere sapori più asciutti e autentici.
Per chi è ideale questo cammino
La Via degli Dei a settembre è perfetta per:
- camminatori che vogliono un trekking sostenibile e ben organizzabile;
- coppie che cercano un viaggio lento e condiviso;
- viaggiatori solitari che amano l’autonomia;
- gruppi di amici con buon passo;
- chi vuole unire paesaggio, storia e ospitalità diffusa.
È meno adatta a chi cerca comodità continue o un’esperienza puramente ricreativa: qui il cammino chiede presenza, attenzione e capacità di adattarsi.
FAQ sulla Via degli Dei
Quando è il periodo migliore per fare la Via degli Dei?
La primavera e la prima settimana di settembre sono tra i momenti migliori, per temperature più equilibrate e condizioni di cammino favorevoli.
Quante tappe servono per completarla?
In genere 5 o 6, ma chi vuole un ritmo più lento può dividerla in 7 tappe con soste intermedie.
Dove conviene dormire lungo il percorso?
Monzuno e San Piero a Sieve sono due tappe molto utili per trovare ospitalità piccola, pratica e legata al territorio.
La Via degli Dei è adatta ai principianti?
Sì, ma con preparazione e una divisione delle tappe sensata. I dislivelli richiedono comunque abitudine al trekking.
Si possono vedere i resti della Flaminia Militare?
Sì, soprattutto nel tratto tra Madonna dei Fornelli e il Passo della Futa, dove il cammino segue tracciati storici legati alla strada romana.
La Via degli Dei, a inizio settembre, non è solo un itinerario da spuntare in agenda: è un modo per rientrare in un tempo più umano, dove il paesaggio si attraversa e non si consuma. E se il viaggio più giusto, oggi, fosse proprio quello che ci insegna a camminare senza correre?



























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