Alle prime giornate fresche di settembre, nelle Foreste Casentinesi il bosco cambia tono con una rapidità quasi silenziosa: l’aria si fa più netta, la chioma degli alberi comincia a virare, e i sentieri attorno a Camaldoli ritrovano una calma che ad agosto è rara. È il momento giusto per un viaggio a piedi lento e preciso, fatto di anelli brevi, soste nelle antiche locande di montagna e una tavola che si riempie di funghi porcini, castagne e piatti semplici, cucinati come si faceva quando il bosco dettava ancora il ritmo delle giornate.
Foreste Casentinesi a settembre: perché partire ora
La terza settimana di settembre è una soglia interessante per chi cerca le Foreste Casentinesi fuori dai picchi di affluenza. Il foliage iniziale non esplode ancora nei colori più intensi, ma è proprio questa transizione a rendere il paesaggio più leggibile: il verde si alleggerisce, compaiono i primi gialli sui margini del bosco, e la luce radente mette in risalto i tronchi e i dislivelli del terreno.
In questo stesso periodo prende slancio anche la stagione dei funghi porcini, che nel Parco tende a dare il meglio tra metà settembre e fine ottobre, con andamento legato alle piogge e alle quote. Per chi viaggia con un’idea di turismo lento, la combinazione è perfetta: camminare al mattino, rientrare nel pomeriggio, cenare in una locanda di montagna senza dover inseguire orari o attrazioni.
Un anello a piedi tra Eremo di Camaldoli e Foresta della Lama
Il percorso ad anello attorno all’Eremo di Camaldoli e alla Foresta della Lama è una delle scelte più coerenti per entrare nel paesaggio senza consumarlo in fretta. La rete escursionistica del Parco supera i 600 chilometri di sentieri, ma in quest’area basta un itinerario ben costruito per avere molto: bosco fitto, punti panoramici, silenzi lunghi e tracce della vita monastica che ancora orientano il cammino.
Un’opzione classica è partire dall’area di Camaldoli o da un accesso verso il Passo dei Fangacci, scendere o attraversare verso il pianoro della Lama e rientrare lungo sentieri segnati dal Parco e dal CAI. Il consiglio, però, è di non fissarsi sul “fare tanto”: in questa stagione rende di più un anello moderato, con tempo per fermarsi nei punti in cui il bosco cambia consistenza. Le informazioni ufficiali sui sentieri e sul loro stato di percorribilità restano il riferimento più affidabile: Parco Nazionale Foreste Casentinesi.
Camaldoli: il tratto spirituale del cammino
L’Eremo di Camaldoli non è solo una tappa, ma un modo diverso di percepire il bosco. Qui la spiritualità non si presenta come scenografia: è fatta di distanze misurate, di cancelli, di voci basse, di prati ordinati e di una relazione antica con la foresta. Nella terza settimana di settembre, quando il flusso dei visitatori diminuisce, il complesso si visita con una calma che permette di ascoltare il luogo invece di attraversarlo distrattamente.
Per chi cerca un viaggio rigenerativo, è una tappa molto forte: non chiede performance, chiede attenzione. E proprio per questo funziona bene anche per coppie, camminatori solitari e viaggiatori che vogliono rallentare davvero, senza trasformare il rallentamento in un gesto di facciata.
La Foresta della Lama: il bosco che cambia prima degli altri
La Foresta della Lama ha un carattere diverso: più profonda, più avvolgente, più “selvaggia” nella percezione di chi arriva da fuori. È uno dei luoghi più interessanti per osservare l’avvio del foliage nel Parco, anche se il momento migliore dipende sempre da quota, esposizione e piogge delle settimane precedenti. Il primo cambiamento cromatico, in settembre, si avverte spesso nei dettagli: una fascia di foglie più chiare, il sottobosco più aperto, il contrasto tra le chiome ancora verdi e i primi rami già spenti.
In quest’area il cammino va fatto con scarpe vere da trekking, non con calzature improvvisate. Dopo le piogge, alcuni tratti possono diventare scivolosi; in estate avanzata e in autunno le condizioni del fondo cambiano rapidamente, quindi conviene verificare sempre l’aggiornamento dei sentieri prima di partire.
“Settembre è il mese in cui il bosco smette di nascondersi: il camminatore attento vede arrivare il colore prima del grande foliage, sente l’umidità salire dal terreno e capisce se la stagione dei funghi sarà generosa già dai dettagli del sottobosco.”
Funghi porcini, castagne e antiche locande di montagna
Chi sceglie le Foreste Casentinesi in questa fase cerca spesso anche il lato gastronomico del viaggio, e non a torto. La stagione dei funghi porcini è una delle ragioni più concrete per programmare un weekend tra Camaldoli, Badia Prataglia e i borghi del Casentino. Nei menu compaiono tagliatelle ai porcini, polente, uova al tegamino, zuppe di bosco e secondi semplici; nelle locande più tradizionali iniziano a rientrare anche castagne, funghi misti e preparazioni legate alla cucina appenninica.
Il punto non è “mangiare tipico” in senso generico, ma cercare tavole piccole e sincere, spesso con poche camere e una cucina legata al territorio. È il tipo di ospitalità che si adatta bene a un soggiorno lento: dopo il rientro dal sentiero, si cena presto, si dorme in quota o in un paese vicino, e la mattina dopo si riparte senza traffico né fretta.
Per un approfondimento utile sul territorio e sulle sue stagioni, può essere comodo anche questo articolo di Viaggiando Italia sulle Foreste Casentinesi.
Come arrivare e come organizzare il percorso
Le Foreste Casentinesi si raggiungono facilmente in auto, ma l’ultimo tratto richiede un po’ di attenzione: strade di montagna, tornanti, parcheggi non sempre ampi nei fine settimana e possibilità di trovare tratti più affollati intorno ai punti noti come Camaldoli e Badia Prataglia. Per chi viaggia senza auto, la soluzione più pratica è combinare treno e navetta o trasferimento locale, pianificando bene gli orari di rientro.
Per l’escursione, meglio partire al mattino presto. In settembre la luce è ancora buona, ma il bosco trattiene umidità e alcuni sentieri restano freschi e ombrosi anche nelle ore centrali. Il percorso va pensato come una giornata piena, non come una semplice passeggiata. Mettere in conto soste lunghe è il modo migliore per godersi davvero la Foresta della Lama e la zona di Camaldoli.
Box consigli pratici
- Controlla sempre lo stato dei sentieri prima di partire, soprattutto dopo piogge o vento forte.
- Usa scarpe da trekking con suola scolpita: i tratti nel bosco possono essere umidi e scivolosi.
- Porta acqua e uno strato termico leggero: a settembre le temperature scendono in fretta nel tardo pomeriggio.
- Se vuoi cercare funghi, informati sui regolamenti del Parco e rispetta i limiti di raccolta.
- Prenota con anticipo le locande di montagna nei weekend: la disponibilità resta limitata, anche se il turismo è più distribuito rispetto all’estate.
- Per il foliage iniziale, scegli le ore del mattino o il tardo pomeriggio: la luce laterale valorizza i primi cambi di colore.
- Con bambini o camminatori poco allenati, meglio un anello breve e una tappa spirituale a Camaldoli, evitando di allungare troppo la giornata.
Per chi è ideale questo viaggio
Questo itinerario funziona bene per chi cerca un turismo lento senza retorica, ma anche per chi ama la montagna di mezza stagione. Le coppie trovano una dimensione raccolta, i food lover hanno una ragione in più per arrivare, i camminatori possono costruire un anello di varia difficoltà, mentre chi vuole staccare dal rumore urbano trova nei luoghi della spiritualità una pausa reale, non decorativa.
È anche un viaggio adatto a chi preferisce le settimane di confine, quando il calendario turistico cambia passo e il territorio mostra il suo lato più vero. Nessuna scena costruita. Solo bosco, pioggia leggera, sentieri segnati e tavole essenziali.
FAQ
Quanto dura il percorso ad anello tra Camaldoli e la Foresta della Lama?
Dipende dal tracciato scelto e dalle soste, ma conviene considerarlo come un’escursione di mezza giornata abbondante o di giornata intera se si vuole camminare con calma.
Il percorso è adatto ai bambini?
Sì, ma solo per tratti brevi e ben scelti. Per famiglie con bambini piccoli è meglio evitare itinerari troppo lunghi o con dislivelli continui.
Quando vedere il foliage nelle Foreste Casentinesi?
A fine settembre si osservano i primi cambiamenti cromatici; i colori più intensi arrivano di solito più avanti, tra ottobre e novembre, in base a quota e meteo.
Si possono raccogliere funghi nel Parco?
Sì, ma solo seguendo le regole del Parco e i limiti previsti. Prima di partire conviene informarsi sulle disposizioni aggiornate.
Dove conviene dormire per questo itinerario?
Le soluzioni migliori sono antiche locande, piccoli alberghi di montagna e strutture nei dintorni di Camaldoli o Badia Prataglia, così da partire presto e rientrare senza lunghi spostamenti.
Settembre, in queste foreste, non chiede di fare tutto: chiede di scegliere bene. E se il viaggio giusto fosse proprio quello che lascia al bosco il tempo di cambiare davanti ai tuoi passi?




























Discussion about this post