Ci sono angoli che non chiedono di fare qualcosa. Soltanto di fermarsi. A Civita di Bagnoregio, nello scatto di Anna Santomarco, basta una facciata di pietra vestita di fiori per sentire che il viaggio può avere un passo diverso.
Sopra i tetti si allargano nuvole chiare, attraversate da aperture d’azzurro. In basso, il selciato accompagna lo sguardo verso un arco in penombra, mentre i fiori rossi e rosa sembrano traboccare dalla pietra. È da questo incontro tra solidità e leggerezza che nasce il racconto fotografico della nostra lettrice.
Civita di Bagnoregio, la bellezza che invita a fermarsi
Anna Santomarco ha immortalato un angolo del borgo nel quale la bellezza non appare distante o solenne: ha la misura di una finestra, di un vaso appoggiato a terra, di una pianta che segue il profilo di un ingresso.
L’inquadratura ci lascia davanti alla casa, abbastanza vicini da distinguere le irregolarità dei muri e abbastanza lontani da abbracciare le stradine che le passano accanto. Non occorre conoscere la destinazione di quei passaggi per desiderare di imboccarli. Il viaggio comincia proprio lì, dove l’occhio trova una direzione e la curiosità fa il resto.
La luce diurna, sotto un cielo mosso dalle nuvole, lascia leggere le sfumature calde delle facciate. La vegetazione rigogliosa e le fioriture restituiscono un’atmosfera di stagione mite, senza bisogno di assegnare a questo momento una data precisa.
Una cascata di fiori sopra l’arco
Al centro della scena, la scala esterna si raccoglie attorno a un grande arco. Lungo il parapetto, i fiori disegnano una cascata irregolare: piccoli accenti accesi sul fondo color miele della muratura.
Più in alto, una finestra incorniciata dalla pietra riprende lo stesso dialogo tra verde e colore. A sinistra, le piante avvolgono gli ingressi; a destra, un passaggio si stringe fra gli edifici e invita a cercare ciò che l’inquadratura non mostra. Persino i vasi ai piedi dei muri sembrano accompagnare il cammino, uno dopo l’altro.
Guardando questa scena, viene voglia di avvicinarsi alla zona d’ombra sotto l’arco, poi tornare indietro di qualche passo per osservare ancora l’insieme. È una piccola oscillazione dello sguardo, quella che conosce chi fotografa quando un luogo offre tanti dettagli, ma trova la propria armonia soltanto a una certa distanza.
La pace non è un borgo vuoto
Una figura sul margine destro ricorda che questo angolo non è una scenografia immobile. Ci sono presenze, soglie, finestre, oggetti quotidiani: tracce discrete che tengono il borgo dentro la vita.
La pace, allora, non coincide con l’assenza di persone. È piuttosto la sensazione che ogni cosa possa occupare il proprio spazio senza imporsi: il cielo sopra i tetti, i fiori sui parapetti, un passante lungo la strada.
È questo che lo scatto di Anna Santomarco suggerisce a chi ama il turismo lento. Non una lista di tappe da completare, ma il piacere di una passeggiata guidata dai particolari: scegliere un vicolo perché incuriosisce, alzare gli occhi verso una finestra fiorita, concedersi una sosta senza cercare subito la meta successiva.
Per un momento, immaginiamoci su quelle pietre, davanti all’arco, con il solo desiderio di guardare ancora. La bellezza di Civita di Bagnoregio, qui, ha il carattere semplice delle cose che non chiedono attenzione e proprio per questo la trattengono. Ai lettori della community, l’invito è di condividere le proprie fotografie e storie con “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia: anche un piccolo angolo incontrato lungo il cammino può diventare un racconto capace di farci partire.




























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