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Come fare per visitare l’Eremo di San Bartolomeo in Legio? Percorso breve e lungo

In questo articolo ti racconteremo come fare per raggiungere e visitare l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, uno tra i più belli e particolari tra quelli di Pietro da Morrone, ovvero Celestino V, il Papa del Rifiuto.

Prima di tutto, pensiamo di siano gradite alcune informazioni sull’Eremo

L’eremo di San Bartolomeo in Legio si trova su di uno sperone roccioso di circa 50 metri a 700 m s.l.m. nella Majella, nel comune di Roccamorice, a poca distanza dall’eremo di Santo Spirito a Majella. L’eremo è anteriore all’XI secolo e venne restaurato da Pietro dal Morrone, futuro papa Celestino V, intorno al 1250. Qui vi si stabilì intorno al 1274 per almeno due anni, al ritorno del suo viaggio a Lione fatto per ottenere dal papa Gregorio X il riconoscimento della sua Congregazione dei celestini.

Ecco i percorsi che puoi percorrere per raggiungere l’eremo: uno breve e più semplice e un altro più lungo ma comunque fattibile con un minimo di allenamento.

  • L’Eremo di San Bartolomeo da località Decontra (Caramanico). La partenza del nostro itinerario è Decontra, piccolo borgo del comune di Caramanico Terme affacciato sulla Valle dell´Orfento. Da qui, lasciata l´auto ad un crocevia tra due carrarecce subito dopo aver abbandonato il paese, prosegui a piedi sul sentiero CP verso destra, seguendo le indicazioni per “Anello di Valle Giumentina”.
    Dopo i primi minuti di cammino, giungerai ad un altro incrocio e la segnaletica costituita da cartelli in legno ti indicherà nuovamente la strada giusta da percorrere. Svolta quindi a sinistra seguendo nuovamente per Valle Giumentina. (continua a leggere su Majambiente)
  • L’Eremo di San Bartolomeo da Roccamorice. Poco prima del ristorante, un cartello ci fa prendere una carrareccia verso sinistra che attraversa un piccolo boschetto e scende in maniera graduale portando inizialmente in mezzo alle ginestre e quindi in mezzo ai campi aperti. In prossimità di un crocifisso in ferro si attraversa una strada sterrata, proseguendo sempre dritti (cartello) e superando una zona di felci che ci portano al bordo del vallone. Inizia ora la discesa più ripida (continua a leggere su PlantMountain)

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