C’è un momento, a Campo Imperatore, in cui il paesaggio sembra fermarsi per lasciare spazio alla meraviglia. È qui che il Lago Pietranzoni appare come un grande occhio azzurro adagiato nel verde dei prati, un dettaglio sorprendente e quasi irreale dentro l’immensa piana d’alta quota dell’Abruzzo.
A raccontarlo, attraverso il suo sguardo sensibile, è Marino Baroncini, che ha saputo cogliere tutta la grazia di questo piccolo specchio d’acqua incastonato tra montagne, silenzi e luce. La sua fotografia non mostra solo un luogo: restituisce un’emozione, quella sensazione rara che si prova davanti ai paesaggi capaci di parlare senza parole.
Il Lago Pietranzoni si trova nel cuore di Campo Imperatore, uno degli scenari più iconici del Gran Sasso, dove la natura alterna spazi ampi, profili montuosi e distese erbose che cambiano volto con le stagioni. In questo contesto il lago, pur nelle sue dimensioni contenute, diventa protagonista assoluto: la sua forma quasi perfetta richiama davvero un occhio che osserva il cielo, i pascoli e le cime tutt’intorno.
Lo sguardo di Marino Baroncini
Nello scatto di Marino Baroncini, il lago emerge come un piccolo universo sospeso. L’acqua riflette il cielo in tonalità delicate, mentre il bordo di pietre chiare disegna un contorno naturale che enfatizza la forma circolare dello specchio d’acqua. Intorno, i prati verdi sembrano amplificare la sensazione di quiete, e sullo sfondo le montagne chiudono la scena con una presenza maestosa e discreta.
La foto allegata racconta bene questa atmosfera: in primo piano domina il bacino del lago, calmo e brillante, quasi immobile; tutt’intorno si apre la piana erbosa, punteggiata di pietre; in lontananza, le montagne inquadrano l’orizzonte e regalano profondità al paesaggio. È un’immagine che trasmette respiro, spazio e armonia, con quella luce tipica delle grandi altitudini che rende tutto più nitido e poetico.
Perché visitarlo
Visitare il Lago Pietranzoni significa vivere Campo Imperatore con passo lento, lasciandosi guidare dalla bellezza essenziale di questi luoghi. Non è solo una tappa da fotografare: è un posto da ascoltare, perché qui il vento, il silenzio e la vastità diventano parte dell’esperienza.
Per chi ama il turismo naturalistico, l’Abruzzo più autentico e i paesaggi che restano impressi nella memoria, questo lago è una piccola meraviglia da inserire in ogni itinerario sul Gran Sasso. Ed è proprio nella sua semplicità che sta il suo fascino più grande: un occhio azzurro nella prateria, capace di riflettere il cielo e, per un attimo, anche lo stupore di chi lo osserva.




























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