A metà ottobre, a Chiusa, le foglie dei castagni cominciano a coprire i sentieri con uno strato secco e irregolare. L’aria sa di legna, mosto e terra bagnata; nelle vigne sopra il paese restano gli ultimi colori della vendemmia, mentre sulle pendici del monte Sabiona il monastero appare tra i rami spogli. È il momento del Törggelen, antica consuetudine della Valle Isarco che unisce cammino, castagne, vino nuovo e soste nei masi contadini. Una formula adatta a chi vuole vivere l’autunno senza rincorrere troppe tappe: si parte a piedi, si segue il paesaggio e si lascia spazio alla tavola.
Che cos’è il Törggelen e perché provarlo in autunno
Il Törggelen nasce dalla tradizione di festeggiare la fine della vendemmia nelle osterie contadine, chiamate Buschenschank. Il termine è legato al “Torggl”, il torchio utilizzato per la spremitura dell’uva. Tra ottobre e novembre i masi aprono le loro stube e propongono piatti stagionali, spesso preparati con prodotti della fattoria.
Il menù cambia da locale a locale, ma può comprendere taglieri di speck e salumi, pane rustico, zuppe, canederli, carne affumicata, crauti e dolci a base di castagne. La conclusione tradizionale è affidata alle castagne arrostite, accompagnate dal vino nuovo, il Suser, o da vini della Valle Isarco.
Il periodo più indicato va generalmente dai primi di ottobre alla metà di novembre. Le date, tuttavia, dipendono dall’andamento della vendemmia e dall’apertura dei singoli masi. Conviene telefonare prima: molte Buschenschank lavorano soltanto in alcuni giorni della settimana e accettano gli ospiti su prenotazione.
VOCE DEL TREND
“Il Törggelen ha senso quando il pasto resta legato al percorso: si cammina tra castagneti e vigneti, poi ci si siede dove il vino è stato prodotto. La distanza tra sentiero e tavola deve essere breve, quasi naturale.”
— Manifesto ideale di una Buschenschank della Valle Isarco
Chiusa, il punto di partenza dell’itinerario
Chiusa, in tedesco Klausen, è una base comoda per costruire un itinerario del Törggelen. Il centro storico si sviluppa lungo il fiume Isarco e conserva case alte, facciate colorate, vicoli stretti e passaggi porticati. La stazione ferroviaria si trova a breve distanza dal centro abitato, un dettaglio utile per chi preferisce arrivare senza automobile.
Prima di iniziare la camminata vale la pena attraversare il borgo con calma. Dalla zona centrale si sale verso il Monastero di Sabiona, visibile da diversi punti della valle. Il percorso è in salita e presenta tratti lastricati: dopo la pioggia può risultare scivoloso, soprattutto lungo le rampe più ombreggiate.
Il monastero, costruito su uno sperone roccioso, è uno dei luoghi più riconoscibili della Valle Isarco. La salita non è lunga come un’escursione di montagna, ma richiede scarpe adatte e un passo regolare. Il panorama cambia man mano che si guadagna quota: i tetti di Chiusa si raccolgono sotto il sentiero, mentre le vigne occupano i versanti più esposti al sole.
Il cammino tra vigneti e castagneti
L’itinerario del Törggelen a Chiusa può essere organizzato in una giornata, con una lunghezza variabile in base alle deviazioni e alla Buschenschank scelta. Una soluzione semplice consiste nel partire dal centro di Chiusa, raggiungere Sabiona e proseguire sui sentieri collinari verso i masi e i castagneti della zona.
Il tratto più piacevole è quello che alterna piccoli vigneti, prati inclinati e boschi di castagno. In autunno il fondo può essere ricoperto di foglie e castagne cadute: il percorso non presenta necessariamente difficoltà tecniche, ma non va affrontato con scarpe da città. Bastano calzature con suola scolpita, una giacca impermeabile e una borraccia.
Per chi desidera camminare più a lungo, il Sentiero del Castagno offre un sistema di percorsi nella bassa montagna della Valle Isarco. Il tracciato complessivo è molto esteso e collega diverse località tra Bressanone e l’area di Bolzano; non è quindi un itinerario da percorrere interamente in una giornata. A Chiusa conviene scegliere una sola sezione, verificando prima il punto di partenza e il collegamento con il paese.
Una buona regola è fissare la prenotazione del pranzo prima di mettersi in cammino. I masi non sono ristoranti aperti con orario continuato: alcuni servono il Törggelen soltanto a pranzo, altri concentrano l’attività nel fine settimana.
Sabiona e i castelli d’autunno
Il Monastero di Sabiona introduce alla parte culturale dell’itinerario. La sua posizione difensiva racconta il ruolo strategico della rupe, posta sopra il passaggio della Valle Isarco. Gli edifici religiosi e le mura si integrano con la roccia; la visita va affrontata tenendo conto delle salite e degli spazi irregolari.
Per completare il tema dei castelli d’autunno si possono aggiungere, in auto o con i collegamenti locali, altre architetture storiche della valle. A poca distanza si trova Bressanone, mentre nei dintorni di Velturno e Villandro i percorsi del Törggelen attraversano masi, vigne e castagneti. Chi ha più giorni può usare Chiusa come base e distribuire le escursioni, evitando di concentrare tutto in una sola giornata.
La combinazione tra castelli, monasteri e osterie contadine funziona soprattutto fuori dai fine settimana più affollati. Dal lunedì al giovedì alcuni locali potrebbero avere aperture ridotte, ma i sentieri risultano generalmente più tranquilli.
Cosa mangiare in una Buschenschank
Il Törggelen non è una degustazione veloce. Il pasto segue tempi distesi e spesso viene servito in più portate. Le preparazioni cambiano secondo la disponibilità della cucina, ma è utile aspettarsi una proposta rustica e sostanziosa.
Tra i piatti più comuni si possono trovare:
- speck, salumi e formaggi locali;
- zuppe e canederli;
- crauti e patate;
- carne affumicata o arrosto;
- pane contadino;
- castagne arrostite;
- dolci con mele o castagne;
- vino nuovo e vini bianchi della Valle Isarco.
Chi viaggia con bambini dovrebbe chiedere in anticipo se sono disponibili porzioni semplici. Per vegetariani e persone con intolleranze è meglio comunicare le esigenze al momento della prenotazione: i menù dei masi sono spesso fissi o poco modificabili.
Consigli pratici per organizzare la giornata
Periodo: da inizio ottobre a metà novembre, con il momento più caratteristico tra metà ottobre e i primi giorni di novembre.
Durata: una giornata intera per Chiusa, Sabiona, cammino e pranzo in maso. Per esplorare più tratti del Sentiero del Castagno servono almeno due o tre giorni.
Come arrivare: Chiusa è collegata alla linea ferroviaria del Brennero. In auto si raggiunge tramite l’autostrada A22, uscita Chiusa-Val Gardena. Dal centro è possibile organizzare l’escursione a piedi, ma per alcune Buschenschank può essere utile un autobus locale o un taxi.
Cosa portare: scarpe con buona aderenza, impermeabile leggero, strati caldi, acqua e una torcia se il rientro è previsto nel pomeriggio inoltrato. In ottobre la luce diminuisce rapidamente.
Prenotazioni: contattare il maso con alcuni giorni di anticipo, soprattutto per il sabato e la domenica. Verificare anche eventuali chiusure straordinarie e la presenza di un menù Törggelen.
Errori da evitare: partire senza controllare il percorso, sottovalutare la salita a Sabiona, scegliere una stube troppo lontana senza un piano per il rientro e pensare di poter cenare tardi ovunque.
Per informazioni aggiornate su sentieri, eventi e strutture ricettive si può consultare il portale turistico ufficiale di Chiusa e della Valle Isarco. Per altri itinerari dedicati ai borghi e ai cammini italiani, è possibile approfondire anche la sezione Itinerari di viaggio di Viaggiando Italia.
A chi è adatto l’itinerario
La proposta è indicata per coppie, gruppi di amici e viaggiatori interessati alla gastronomia locale. Le famiglie possono scegliere i tratti più brevi intorno a Chiusa, evitando le sezioni con maggiore dislivello. I camminatori esperti possono invece collegare più frazioni e inserire una seconda tappa del Sentiero del Castagno.
L’itinerario richiede una certa autonomia: i sentieri non hanno sempre servizi lungo il percorso e le osterie seguono orari stagionali. È quindi più adatto a chi accetta di programmare almeno le tappe principali.
FAQ
Quando si svolge il Törggelen a Chiusa?
In genere da inizio ottobre a metà novembre, con il periodo più intenso tra metà ottobre e i primi giorni di novembre. Le aperture dipendono dai singoli masi.
Quanto dura l’itinerario del Törggelen?
Un percorso tra Chiusa, Sabiona e una Buschenschank può occupare una giornata. La durata varia in base alla stube scelta e alle soste.
Il percorso è adatto ai bambini?
Sì, scegliendo i tratti più brevi e valutando la salita verso Sabiona. Sono necessarie scarpe adatte e attenzione dopo la pioggia.
Serve prenotare nelle osterie contadine?
Sì. Molte Buschenschank lavorano con aperture limitate e il pranzo del fine settimana può esaurirsi rapidamente.
Si può arrivare a Chiusa in treno?
Sì, Chiusa si trova lungo la linea ferroviaria del Brennero. Dalla stazione si può raggiungere il centro e organizzare a piedi una parte dell’itinerario.
Una partenza da progettare senza fretta
A Chiusa l’autunno si percorre seguendo una sequenza concreta: una salita verso Sabiona, un sentiero tra castagni e vigne, una tavola apparecchiata in una stube e il rientro prima che faccia buio. Il Törggelen non richiede un programma pieno; chiede piuttosto di scegliere bene il percorso e il maso in cui fermarsi. La prossima partenza potrebbe cominciare da una domanda semplice: quante tappe servono davvero per sentirsi dentro un luogo?

























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