Ci sono borghi che si lasciano scoprire lentamente, seguendo la curva di una strada, il profilo di un campanile o il colore di una persiana. E poi ci sono luoghi capaci di raccontarsi anche attraverso i muri. È il caso di Bomba, piccolo paese dell’entroterra abruzzese che Daniela Saltamartini ha attraversato con lo sguardo attento di chi sa riconoscere la bellezza nei dettagli.
Il suo reportage restituisce un paese fatto di pietra, silenzi e immagini. Un paese in cui le facciate diventano pagine, le scale si trasformano in tele e ogni scorcio sembra custodire una memoria da riportare alla luce.
“Basta alzare gli occhi per incontrare una storia.” È questa la sensazione che accompagna gli scatti di Daniela, tra vicoli raccolti, case addossate le une alle altre e opere d’arte che sorprendono all’improvviso.
Murales tra vicoli e memoria
Il percorso fotografico entra nel cuore del borgo attraverso una serie di immagini dipinte sulle pareti. In una di esse, una donna sembra affacciarsi da una vecchia stalla, accanto a un animale: la scena ha il sapore della vita quotidiana di un tempo, quando il lavoro, la famiglia e la campagna erano inseparabili.
Poco più in là, una figura femminile appare seduta davanti a una finestra dai riflessi azzurri. Sul davanzale, alcuni oggetti evocano gesti semplici e domestici. La pittura non si limita a decorare il muro: ricostruisce un’atmosfera, suggerisce voci, profumi e giornate trascorse lentamente.
Tra le immagini spiccano anche una madre con il suo bambino, dipinta sui gradini di una scalinata, e una famiglia di orsi accompagnata dalla frase “Amarena mamma meravigliosa”. Sono opere diverse per soggetto e tono, ma unite dalla volontà di portare colore, emozione e racconto negli angoli del paese.
Il volto autentico di Bomba
Il borgo appare raccolto e verticale, costruito lungo strade in salita e passaggi stretti. Le abitazioni mostrano balconi in ferro, persiane, archi e murature segnate dal tempo. In alto, il campanile emerge tra i tetti, mentre sullo sfondo il paesaggio si apre verso le montagne e le colline dell’Abruzzo.
Uno degli scatti mostra un’antica insegna dedicata a Bomba e al suo territorio. Le parole evocano distanze, altitudini e percorsi: un piccolo frammento di storia viaria che sembra invitare a proseguire il viaggio. Un’altra immagine, invece, conduce lo sguardo fuori dal paese, verso il profilo dei rilievi e la luce limpida di una giornata autunnale.
A rendere ancora più sorprendente il racconto è il grande murale dedicato ai cavalli. Gli animali corrono sulla parete con criniere mosse dal vento, in una scena potente e dinamica. Il disegno dialoga con l’architettura circostante e trasforma uno spazio quotidiano in un teatro all’aperto.
Un viaggio da vivere senza fretta
Le fotografie di Daniela Saltamartini raccontano Bomba non come una semplice destinazione da attraversare, ma come un luogo da osservare con calma. Qui il viaggio passa dai vicoli alle piazze, dalle pietre antiche alle opere contemporanee, dal paesaggio collinare alle storie dipinte sulle facciate.
È un invito a camminare senza una meta precisa, lasciandosi sorprendere da una scalinata colorata o da un’immagine comparsa accanto a una porta. A fermarsi davanti a un murale, cercando nei volti e nei gesti rappresentati qualcosa del carattere del territorio.
Il reportage di Daniela ci ricorda che la fotografia può diventare un modo per ascoltare un paese. E Bomba, attraverso i suoi muri, sembra avere ancora molte cose da raccontare.
Invia anche tu le tue fotografie e la tua storia alla rubrica “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia: ogni scatto può custodire un viaggio, un’emozione e un angolo d’Italia capace di restare nel cuore.





































Discussion about this post