Il vento arriva prima delle case. A Radicofani, nella provincia di Siena, sale dalla Val d’Orcia e passa tra i muri scuri della Rocca, portando l’odore secco dell’erba e quello più umido dei boschi del Monte Amiata. Il borgo è appoggiato a 814 metri sul livello del mare, ai piedi di una rupe vulcanica che lo rende riconoscibile da lontano. Più a nord, lungo l’Appennino pistoiese, la strada dell’Abetone raggiunge quote ancora maggiori, tra faggete, impianti sciistici e passi di montagna. I borghi più alti della Toscana non formano un elenco uniforme: alcuni sono paesi medievali, altri centri montani o frazioni nate lungo antiche vie di collegamento.
Radicofani, sulla rupe vulcanica
Radicofani è il punto di partenza più interessante per chi cerca i borghi più alti della Toscana e vuole unire storia, panorami e camminate. Il centro abitato si trova a circa 814 metri, mentre la fortezza domina una quota superiore sulla rupe basaltica.
Le strade del borgo salgono lentamente verso la Rocca di Radicofani. Le facciate in pietra hanno una tonalità bruna, quasi nera in alcuni punti, legata alla natura vulcanica del rilievo. In piazza San Pietro meritano una sosta la Pieve di San Pietro, di origine romanica, e la vicina chiesa di Sant’Agata, che conserva opere in terracotta invetriata.
Il punto di riferimento principale resta la Rocca. Dalla terrazza panoramica lo sguardo attraversa la Val d’Orcia e raggiunge, nelle giornate limpide, il Monte Amiata e il Monte Cetona. Il vento può essere deciso anche in estate: conviene avere con sé una giacca leggera, soprattutto se si sale nel tardo pomeriggio.
Radicofani è attraversata dalla Via Francigena, che passa ai piedi del borgo. Il tratto locale consente di leggere il paesaggio con più calma rispetto alla visita concentrata nel centro storico: strade bianche, cipressi, campi coltivati e pendii che cambiano colore tra aprile e ottobre.
Il piatto della zona
La cucina di Radicofani è quella povera e sostanziosa dell’entroterra senese. La ribollita, le zuppe di legumi e il pane toscano senza sale appartengono a una tradizione costruita su ingredienti conservabili e facilmente reperibili. Nei negozi e nelle trattorie della Val d’Orcia si incontrano inoltre pecorini stagionati, salumi di Cinta Senese e pici, spesso conditi con ragù, aglione o sughi di cacciagione.
Abetone, il paese più alto
Quando la strada statale 12 del Brennero lascia alle spalle Cutigliano e sale verso il passo dell’Abetone, la Toscana assume un aspetto diverso. Le colline coltivate cedono il posto a boschi di abete e faggio; le case diventano più rade e l’aria, soprattutto al mattino, è sensibilmente più fresca.
La frazione di Abetone si trova intorno ai 1.388 metri ed è il principale centro sciistico della Toscana. Il paese è legato al valico che collega la provincia di Pistoia all’Emilia-Romagna e mantiene una struttura più funzionale che monumentale: alberghi, seconde case, bar e impianti si dispongono lungo la strada e nelle vie laterali.
Il riferimento geografico è il Passo dell’Abetone, con la piramide monumentale dedicata ai confini storici tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena. In inverno la zona è adatta allo sci alpino e alle ciaspolate, sempre verificando prima l’apertura degli impianti e le condizioni della neve. In estate, invece, i boschi offrono sentieri ombreggiati e percorsi per mountain bike.
Chi cerca un borgo più raccolto può scendere verso Cutigliano, sede comunale a circa 678 metri. Il centro storico conserva palazzi in pietra, portali antichi e strade in pendenza. La funivia Cutigliano-Doganaccia collega il paese alla montagna e rappresenta una soluzione pratica per raggiungere una quota elevata senza affrontare subito un’escursione lunga.
Il Monte Amiata e i paesi d’altura
Sulle pendici del Monte Amiata si trovano alcuni dei centri abitati più alti e caratteristici della Toscana meridionale. Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Castel del Piano si sviluppano tra boschi di castagno, faggete e vecchie aree minerarie.
Abbadia San Salvatore, a oltre 800 metri, conserva l’abbazia di San Salvatore, fondata nell’alto Medioevo. La cripta, con le sue colonne irregolari e la luce bassa, è il punto più raccolto della visita. Il paese è anche una buona base per raggiungere la vetta del Monte Amiata, a 1.738 metri, dove si trovano la Croce monumentale e vari sentieri nel bosco.
Piancastagnaio, poco distante, si raccoglie attorno alla Rocca Aldobrandesca. Il suo nome ricorda una delle principali risorse del territorio: i castagneti. In autunno i boschi diventano una meta concreta per passeggiate e raccolta dei frutti, sempre rispettando le regole locali e i terreni privati.
Cosa assaggiare
Sul Monte Amiata la castagna ha avuto per secoli un ruolo essenziale nell’alimentazione contadina. Oggi si trova in dolci, farine, necci e preparazioni stagionali. Da provare anche la minestra di farro, i formaggi di montagna e i piatti con funghi raccolti nei boschi, quando disponibili nei ristoranti e nelle botteghe autorizzate.
Castelnuovo di Garfagnana e la montagna lucchese
Castelnuovo di Garfagnana si trova a una quota più bassa rispetto ad Abetone e Radicofani, ma rappresenta un importante punto di accesso ai borghi e ai paesi d’altura della Garfagnana. La valle è racchiusa tra Alpi Apuane e Appennino, con strade che risalgono verso piccoli centri in pietra e frazioni dove il paesaggio rurale è ancora leggibile.
La Rocca Ariostesca, nel centro di Castelnuovo, ricorda il periodo in cui Ludovico Ariosto fu governatore della Garfagnana. Da qui si può organizzare un itinerario verso Careggine, Vagli e Isola Santa, scegliendo in base alla stagione e alle condizioni della viabilità.
La cucina locale ruota attorno a farro, patate, castagne e carni dell’Appennino. La zuppa di farro della Garfagnana è uno dei piatti più rappresentativi: densa, profumata di erbe e legata a un’agricoltura di montagna che ha sempre dovuto fare i conti con terreni difficili e inverni lunghi.
Oltre il confine: una deviazione da Radicofani
A circa mezz’ora d’auto da Radicofani si raggiunge Bagni San Filippo, nel comune di Castiglione d’Orcia. Il sentiero conduce alle formazioni calcaree bianche conosciute come Fosso Bianco, modellate dall’acqua termale. Il contrasto con il bosco è netto: rocce chiare, vapori e pozze naturali compaiono tra faggi e vegetazione ripariale.
L’area è delicata e può diventare scivolosa. È necessario seguire i percorsi consentiti, non usare saponi nelle acque e lasciare intatta la vegetazione. Per informazioni sul territorio della Val d’Orcia è utile consultare il sito ufficiale del Comune di Radicofani.
Per un approfondimento su altri paesi e itinerari toscani si può visitare anche la sezione borghi e luoghi da scoprire su Viaggiando Italia.
L’info in più
- Il periodo migliore per Radicofani è tra aprile e giugno oppure tra settembre e ottobre, quando la luce valorizza i panorami e le temperature sono più adatte alle passeggiate.
- Per Abetone la stagione dipende dall’attività: neve e sport invernali tra dicembre e marzo, escursioni nei boschi da maggio a ottobre.
- La Rocca di Radicofani si raggiunge dal centro storico seguendo le indicazioni per la fortezza; la salita è breve, ma presenta pendenza e fondo irregolare.
- Nei borghi appenninici i servizi possono essere distanti tra loro: meglio fare rifornimento e controllare il livello del carburante prima di salire.
- Nei boschi non si devono raccogliere castagne, funghi o altri prodotti senza conoscere le norme locali e senza autorizzazione quando richiesta.
- Dopo piogge intense, alcuni sentieri possono diventare fangosi: scarpe con suola scolpita sono più utili di calzature leggere da città.
Quale borgo scegliere
Per una visita culturale e panoramica, Radicofani è la scelta più completa. Abetone è indicato a chi cerca montagna, neve e percorsi forestali. Abbadia San Salvatore funziona bene per un fine settimana tra abbazia, boschi e Monte Amiata. Cutigliano è più adatto a chi preferisce un centro storico appenninico con accesso agevole agli impianti della Doganaccia.
Le distanze tra questi luoghi rendono poco pratica una visita concentrata in una sola giornata. Meglio scegliere un’area: Val d’Orcia e Amiata da una parte, Appennino pistoiese e Garfagnana dall’altra. La rete stradale è panoramica, ma spesso tortuosa; i tempi di percorrenza possono aumentare nei fine settimana e durante gli eventi stagionali.
Domande frequenti
Qual è il borgo più alto della Toscana?
Tra i centri abitati più alti spicca la frazione di Abetone, nel comune di Abetone Cutigliano, a circa 1.388 metri. Tra i borghi storici, Radicofani raggiunge circa 814 metri.
Radicofani è adatta alle famiglie?
Sì, per una visita breve nel centro storico e alla Rocca. Le strade sono in salita e con pavimentazione irregolare, quindi passeggini e carrozzine possono risultare scomodi.
Quando visitare Abetone?
In inverno per sci e neve, da maggio a ottobre per camminate e attività nei boschi. Prima di partire è consigliabile verificare viabilità e apertura degli impianti.
Quali prodotti tipici assaggiare?
Pici, pecorini, salumi toscani e zuppe nella zona di Radicofani; castagne, farro e formaggi di montagna sull’Amiata e in Garfagnana.
Si possono visitare più borghi in un giorno?
È possibile accostare Radicofani e Bagni San Filippo, oppure Abetone e Cutigliano. Unire Val d’Orcia e Appennino pistoiese nella stessa giornata significa invece trascorrere molte ore in auto.
I borghi più alti della Toscana richiedono qualche curva in più e una programmazione attenta. In cambio offrono paesi costruiti in pietra, boschi che cambiano colore con la stagione e panorami leggibili a distanza: la Val d’Orcia dalla Rocca di Radicofani, l’Appennino dai tornanti dell’Abetone, il Monte Amiata dalle faggete e dai castagneti.




























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