Le quattro torri del Castello Caldora spuntano sopra i tetti di pietra come dita scure, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce scivola dalla Valle Peligna verso i versanti della Maiella. Pacentro si raccoglie sotto quel profilo fortificato, a circa 10 km da Sulmona, con strade che salgono, archi bassi e facciate segnate dall’inverno.
Arrivando dalla SS17, si imbocca la SR487 in direzione Pacentro. L’ultimo tratto è in salita e presenta curve strette: meglio lasciare l’auto nelle aree esterne all’abitato e proseguire a piedi, evitando di infilarsi con troppa fiducia nelle vie più anguste del centro storico.
La prima impressione è verticale. Il paese non si attraversa in fretta: si sale verso il castello, si scende lungo vicoli acciottolati, poi si torna a guardare la valle da una piazza o da un affaccio improvviso.
Sotto le torri
Il nucleo più antico si sviluppa attorno al Castello Caldora-Cantelmo, sul Colle Castello, a circa 718 metri di quota. La pianta trapezoidale e le torri angolari raccontano una funzione difensiva precisa: da questa posizione si controllava la Valle Peligna e il passaggio verso la montagna.
Il castello è il punto da cui cominciare. Le mura restaurate mostrano pietre irregolari, consumate dalla pioggia e dal gelo; dalla torre lo sguardo si apre verso Sulmona, i rilievi circostanti e i pendii che conducono alla Maiella.
Per informazioni sulle visite e sulle escursioni nel territorio si può fare riferimento al Centro Informazioni del Parco Nazionale della Maiella a Pacentro, in Piazza del Popolo 7.
Dalla fortezza, il percorso più piacevole continua senza una meta rigida:
- Borgo Caldora, nella parte alta;
- Piazza del Popolo, punto di riferimento del paese;
- la Chiesa di Santa Maria Maggiore;
- le scalinate e i passaggi che collegano le contrade più antiche.
Le distanze sono brevi, le pendenze invece si fanno sentire. Per una visita tranquilla bastano scarpe con suola aderente; il pavé bagnato, dopo un temporale, può diventare scivoloso.
Il paese dopo le nove
Al mattino presto Pacentro ha un ritmo quasi domestico. Le serrande dei locali si alzano una alla volta, il rumore delle scope raggiunge i vicoli e l’aria porta l’odore umido della pietra. In estate conviene arrivare prima delle 9.30 oppure nel tardo pomeriggio, quando il sole non batte più direttamente sulle facciate e i gruppi arrivati per una passeggiata giornaliera hanno iniziato a ripartire.
Noi di Viaggiando Italia sceglieremmo la fascia tra le 17 e le 19: il castello prende una luce più calda, la valle si colora di verde scuro e il paese conserva ancora qualche ora di vita prima della cena.
Pacentro è conosciuto anche per il legame con la tradizione della Corsa degli Zingari, manifestazione popolare che richiama concorrenti e pubblico nel mese di settembre. La corsa, legata alla devozione per la Madonna di Loreto, si svolge su un percorso ripido e impegnativo: chi parte affronta la discesa a piedi nudi lungo il pendio, in una prova fisica che appartiene alla memoria del paese più che al calendario turistico.
La polta pacentrana
La cucina locale ha il carattere dei paesi di montagna: ingredienti poveri, cotture semplici e piatti capaci di sostenere giornate fredde e lavori all’aperto.
La specialità da cercare è la polta pacentrana, preparata con cavolo e patate, saltati in padella con olio d’oliva e peperoncino, spesso insieme ai fagioli. Il cavolo porta il gusto vegetale e leggermente dolce dell’orto invernale; il peperoncino aggiunge una nota secca, quasi affumicata, che scalda il piatto senza coprirlo.
È una ricetta legata alla geografia del luogo: nelle case della valle, patate, legumi e verdure conservabili costituivano una dispensa concreta, adatta ai mesi in cui la neve rendeva più difficile raggiungere i centri maggiori.
A tavola vale la pena chiedere anche quali prodotti siano disponibili in quel giorno, invece di inseguire un menu costruito per i visitatori. A Pacentro la cucina più interessante può comparire come contorno, piatto del giorno o preparazione stagionale.
La deviazione verso Passo San Leonardo
Dopo il borgo, la strada conduce verso le faggete di Passo San Leonardo, nel territorio del Parco Nazionale della Maiella. È una deviazione adatta a chi vuole aggiungere al centro storico una passeggiata nel paesaggio montano, soprattutto tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno.
Il Parco segnala, nell’area di Pacentro, anche il Sentiero delle Capanne, dove si incontrano costruzioni in pietra a secco legate alla pastorizia e all’uso tradizionale della montagna. Sono manufatti bassi, costruiti con materiale raccolto sul posto, che raccontano un’economia fatta di pascoli, transumanza e ripari temporanei.
Per chi desidera un itinerario più impegnativo, dal territorio partono anche percorsi collegati al Sentiero dello Spirito e al Sentiero della Libertà. Prima di partire bisogna verificare condizioni, segnaletica e accessibilità presso il Centro Informazioni del Parco: in quota il meteo cambia rapidamente e alcuni tratti richiedono abbigliamento da escursione.
Il dettaglio da trattenere
A Pacentro il particolare più rivelatore non è soltanto il castello. È il rapporto tra le case e la pendenza.
Le abitazioni sembrano appoggiarsi l’una all’altra, mentre le strade si restringono fino a diventare scale. In alcuni punti il selciato lascia spazio a una vista improvvisa sulla valle; in altri, una porta di legno o un balcone con vasi di gerani interrompe la severità della pietra.
D’inverno il paese assume tonalità grigie e brune, con la neve che può fermarsi sui tetti e sulle torri. In estate, invece, le facciate riscaldate dal sole contrastano con il verde intenso dei versanti. Settembre è il mese più particolare per assistere alla Corsa degli Zingari, mentre maggio, giugno e ottobre offrono condizioni più equilibrate per camminare senza il caldo delle ore centrali.
L’INFO IN PIÙ
- Dove si trova: Pacentro, provincia dell’Aquila, all’ingresso della Maiella e a circa 10 km da Sulmona.
- Come arrivare: dall’autostrada A25 uscire a Pratola Peligna–Sulmona, seguire la SS17 verso Sulmona e poi la SR487 per Pacentro.
- Dove lasciare l’auto: nelle aree di parcheggio esterne o nella parte bassa del paese; il centro storico ha vicoli stretti e tratti in salita.
- Quando andare: maggio, giugno e ottobre per camminare con temperature più gradevoli; settembre per la Corsa degli Zingari, con possibile maggiore affluenza.
- Escursioni: per Sentiero delle Capanne, Passo San Leonardo, Sentiero dello Spirito e Sentiero della Libertà chiedere informazioni al Centro del Parco.
- Rispetto del luogo: non raccogliere fiori, non abbandonare rifiuti e non uscire dai tracciati nelle faggete e nei pascoli.
- Da portare: acqua, scarpe con buona aderenza e una giacca anche nelle giornate estive se si sale verso i passi montani.
Per completare la visita si può leggere anche l’approfondimento di Viaggiando Italia dedicato a Pacentro e al suo castello.
Prima di ripartire, conviene fermarsi qualche minuto sotto le torri e aspettare che la luce perda intensità. Quando il paese si fa rame e la valle comincia a scurire, Pacentro mostra il suo dettaglio più sincero: la montagna non fa da sfondo, arriva fin dentro le strade.




























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