Tra i carruggi in salita di Bussana Vecchia, a pochi chilometri dal mare di Sanremo, le pietre conservano ancora i segni del terremoto del 23 febbraio 1887. Archi puntellati, muri senza intonaco e finestre che incorniciano ulivi e cielo raccontano la storia di un paese evacuato e poi lentamente ripopolato dagli artisti. È il borgo fantasma più noto della Liguria, ma non l’unico. Dalle alture dell’Imperiese alle valli dell’entroterra genovese, diversi nuclei abbandonati compaiono sulle mappe come piccole interruzioni nel bosco. Alcuni si visitano facilmente; altri richiedono cammini veri, scarpe adatte e una certa prudenza.
La mappa dei borghi abbandonati
La Liguria non possiede una sola “mappa ufficiale” dei borghi fantasma. I luoghi sono distribuiti soprattutto nell’entroterra, spesso lontani dalle strade principali.
Ecco una selezione utile per organizzare il viaggio:
- Bussana Vecchia, frazione collinare di Sanremo, in provincia di Imperia: borgo terremotato e rinato come comunità artistica.
- Rocchetta Nervina, nell’entroterra di Ventimiglia: paese vivo, ma circondato da nuclei rurali e insediamenti semiabbandonati sulle vecchie mulattiere.
- Colletta di Castelbianco, in provincia di Savona: antico borgo spopolato e recuperato, oggi abitato soprattutto in modo discontinuo.
- Canate, sulle alture della Val Bisagno, nel territorio di Genova: borgo abbandonato a circa 595 metri di quota, raggiungibile a piedi dalla frazione di Marsiglia.
- Siestri, sempre nell’entroterra genovese: piccolo nucleo rurale abbandonato, legato alla rete di antichi percorsi tra le valli.
Per una prima visita consigliamo Bussana Vecchia: è il luogo più accessibile e permette di unire il borgo a Sanremo, alla costa e ai paesi della Valle Argentina.
Bussana Vecchia, la pietra dopo il terremoto
La strada sale da Bussana Nuova tra case sparse, serre e fasce coltivate. Dopo alcune curve diventa più stretta; il parcheggio si trova lungo la strada d’accesso, prima dell’area pedonale. Da quel punto si procede a piedi.
Bussana Vecchia fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1887. Gli abitanti lasciarono le case e fondarono Bussana Nuova più a valle. Per decenni il paese rimase quasi completamente vuoto, esposto alla pioggia e alla crescita della vegetazione. A partire dagli anni Cinquanta arrivarono artisti e artigiani, attratti dalla struttura medievale e dagli edifici ancora recuperabili.
Il risultato è insolito: non si visita un rudere intatto e nemmeno un borgo tradizionale perfettamente restaurato. Le botteghe e gli atelier convivono con murature lesionate, scalinate irregolari e resti dell’antico abitato. Alcuni vicoli sono stretti al punto che due persone fanno fatica a passare affiancate.
Il riferimento principale è la chiesa di Sant’Egidio, edificio simbolo del terremoto, con la facciata e gli interni segnati dal crollo. L’accesso alle strutture non sempre è consentito: transenne, cartelli e proprietà private vanno rispettati senza eccezioni.
A nostro avviso, il momento migliore per camminare nel borgo è la prima mattina. La luce entra di taglio tra le case e il caldo estivo non ha ancora trasformato la salita in una prova atletica. Nel pomeriggio, invece, l’atmosfera è più animata e alcune botteghe possono essere aperte.
Per informazioni turistiche su Sanremo e Bussana Vecchia è utile consultare il sito ufficiale del Comune di Sanremo.
Colletta di Castelbianco, il borgo recuperato
Colletta di Castelbianco si trova nella valle del Neva, nell’entroterra di Albenga. È spesso inserito negli articoli sui borghi fantasma della Liguria perché per lungo tempo fu quasi completamente spopolato. Oggi, però, definirlo semplicemente “abbandonato” è impreciso: il nucleo storico è stato recuperato e alcune case sono tornate a essere utilizzate.
Il borgo si riconosce per le abitazioni in pietra addossate le une alle altre, i passaggi coperti e la posizione raccolta tra i versanti. Le facciate hanno un aspetto compatto, con poche aperture e persiane dai colori sobri. L’impianto medievale si legge meglio percorrendo lentamente le vie interne, senza cercare un punto panoramico spettacolare a ogni curva.
Colletta è una buona tappa per chi viaggia in coppia o cerca un itinerario breve tra Liguria costiera e Alpi Liguri. La visita può essere abbinata a Castelbianco e alle falesie della valle, frequentate dagli arrampicatori. Conviene verificare prima l’accessibilità degli edifici e delle strutture ricettive: il borgo non funziona come un museo con orari uniformi.
Canate, due ore nella Val Bisagno
Canate richiede un approccio diverso. Il borgo si trova nel territorio del Comune di Genova, a circa 595 metri di altitudine, e si raggiunge dalla frazione di Marsiglia attraverso un percorso pedonale di circa due ore.
Il cammino segue vecchie mulattiere e attraversa zone boscose. Il fondo può diventare scivoloso dopo la pioggia; in alcuni tratti la vegetazione restringe il passaggio. Non è una passeggiata da affrontare con scarpe da città, anche se la distanza non sembra impegnativa sulla carta.
A Canate restano case in pietra, muri di contenimento e segni della vita agricola di un tempo. Non ci sono servizi, fontane affidabili o punti vendita. L’escursione va quindi preparata come un piccolo trekking: acqua, pranzo al sacco, batteria del telefono e una traccia aggiornata del percorso.
Il borgo interessa soprattutto i camminatori e chi vuole osservare il paesaggio rurale dell’entroterra genovese. Le case non vanno esplorate all’interno: i tetti possono essere instabili e alcune strutture sono pericolanti.
Rocchetta Nervina e le valli dell’Imperiese
Rocchetta Nervina non è un borgo fantasma, e proprio per questo rappresenta una base pratica per esplorare i nuclei abbandonati dell’alta Val Nervia. Il paese conserva case in pietra, passaggi coperti e una posizione incastrata tra torrenti e versanti boscosi.
Dal centro si possono raggiungere sentieri e mulattiere diretti verso piccoli insediamenti rurali, antichi terrazzamenti e cappelle isolate. La zona è adatta a chi preferisce combinare una visita storica con una camminata nel paesaggio ligure interno. Le gole e le pozze del torrente attirano visitatori nei mesi caldi, ma i sentieri possono essere scivolosi e alcune aree non sono adatte ai bambini piccoli.
Per questa zona è consigliabile chiedere informazioni sul posto prima di partire. La segnaletica non è sempre omogenea e una vecchia mulattiera può risultare impraticabile dopo lavori, frane o forte pioggia.
L’anima nel piatto
Nei dintorni di Bussana Vecchia e Sanremo la cucina porta il segno dell’olivo, delle erbe aromatiche e della vicinanza del mare. Da assaggiare è la sardenaira, focaccia con pomodoro, olive taggiasche, acciughe, capperi e aglio. A differenza della pizza, ha una base più morbida e una copertura intensa, salata e profumata.
L’oliva taggiasca appartiene soprattutto all’estremo Ponente ligure e compare in molte preparazioni locali. Nei borghi dell’entroterra si trovano anche coniglio alla ligure, verdure ripiene, farinata e torta verde. La cucina racconta una geografia precisa: poco spazio coltivabile, fasce terrazzate, oliveti e prodotti conservabili.
Dopo Bussana Vecchia, una sosta a Sanremo permette di acquistare olive, olio extravergine e prodotti da forno. Per un approfondimento sul patrimonio gastronomico regionale si può consultare anche la sezione dedicata alla Liguria su Viaggiando Italia.
Oltre il confine: Sanremo, Taggia e la Valle Argentina
La visita a Bussana Vecchia occupa generalmente mezza giornata. Per completare l’itinerario si può scendere verso Taggia, con il centro storico medievale, il ponte romanico e le chiese della zona. Il borgo offre un contrasto interessante: strade più vive, botteghe e monumenti conservati permettono di capire come funzionava un centro abitato della stessa area prima dello spopolamento delle frazioni collinari.
Un’altra deviazione conduce verso la Valle Argentina, nell’entroterra di Arma di Taggia. Strada facendo, i terrazzamenti lasciano spazio a boschi e paesi arroccati. È un percorso da guidare senza fretta: la carreggiata si restringe e i tempi indicati dai navigatori possono essere ottimistici.
Per chi desidera un itinerario più impegnativo, Canate può diventare una giornata separata. Non conviene collegarlo nello stesso giorno a Bussana Vecchia: la distanza geografica e la diversa natura dei percorsi rendono il programma troppo compresso.
L’INFO IN PIÙ
- Periodo migliore: aprile-giugno e settembre-ottobre. In estate Bussana Vecchia può essere calda e affollata; per Canate è preferibile una giornata asciutta.
- Accesso a Bussana Vecchia: si arriva dalla zona di Bussana Nuova, seguendo le indicazioni per il borgo; l’ultimo tratto si percorre a piedi.
- Parcheggio: gli spazi sono limitati e distribuiti lungo la strada; evitare di bloccare curve, accessi privati o passaggi di emergenza.
- Abbigliamento: scarpe con suola aderente per Bussana e indispensabili calzature da trekking per Canate.
- Rispetto del luogo: non entrare negli edifici abbandonati, non prelevare pietre e non fotografare atelier o abitazioni private senza permesso.
- Acqua e servizi: nei borghi abbandonati non sono garantiti bar, fontane o servizi igienici; portare acqua da casa.
- Famiglie: Bussana Vecchia è adatta a una visita breve con bambini già abituati a scalini e pavimentazioni irregolari. Canate richiede invece maggiore autonomia e resistenza.
Domande frequenti
Qual è il borgo fantasma più famoso della Liguria?
Bussana Vecchia, frazione di Sanremo, è il più conosciuto. Fu abbandonato dopo il terremoto del 1887 e in seguito recuperato da artisti e artigiani.
Bussana Vecchia è visitabile?
Sì, il borgo è visitabile a piedi. Alcuni edifici sono privati o pericolanti: bisogna seguire la segnaletica e non oltrepassare transenne e recinzioni.
Quanto dura la visita?
Per vedere Bussana Vecchia con calma bastano circa due ore, escluso il tempo per una sosta gastronomica o per visitare le botteghe.
Esistono borghi abbandonati vicino a Genova?
Sì. Canate, nel territorio genovese, è uno dei più noti. Si raggiunge dalla frazione di Marsiglia con un percorso pedonale di circa due ore.
I borghi fantasma liguri sono adatti ai bambini?
Bussana Vecchia può essere adatta, con attenzione a scalini e rovine. I percorsi verso Canate e altri nuclei abbandonati richiedono invece scarpe adeguate, acqua e condizioni meteorologiche favorevoli.
I borghi fantasma della Liguria non formano un circuito uniforme: alcuni sono diventati luoghi d’arte, altri restano raggiungibili soltanto attraverso vecchie mulattiere. Bussana Vecchia è il punto di partenza più semplice, mentre Canate e i nuclei delle valli interne richiedono più preparazione. In tutti i casi, la visita acquista senso quando si osservano insieme le case, le strade e il paesaggio che un tempo sosteneva la vita quotidiana.




























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