Le prime foglie color rame si incontrano spesso lungo la strada che sale verso lo Chalet del Sirente, sopra Secinaro. A metà mattina il sole filtra tra i faggi del versante settentrionale e illumina il sottobosco a chiazze: il terreno è scuro, umido, coperto da foglie ancora intere. Più in alto, sulle radure, l’aria è già fredda e il vento porta l’odore della legna bruciata dai paesi della Valle Subequana. È uno dei luoghi più affidabili per ammirare il foliage nella provincia dell’Aquila, ma non l’unico. Dalle faggete del Parco Sirente-Velino ai boschi di Opi e Bisegna, l’autunno cambia volto con la quota e con l’esposizione dei versanti.
Il momento giusto
Il periodo migliore per vedere il foliage in provincia dell’Aquila va generalmente dalla seconda metà di ottobre ai primi giorni di novembre. La finestra, però, varia ogni anno in base alle temperature e alle piogge.
Nelle zone più alte i colori arrivano prima: i faggi del Sirente possono iniziare a virare già verso metà ottobre. Nei fondovalle, lungo i corsi d’acqua e vicino ai laghi, le tonalità autunnali resistono spesso qualche giorno in più. La seconda metà di ottobre è quindi il compromesso più pratico per organizzare un itinerario con boschi, borghi e soste gastronomiche.
Per fotografare le chiome conviene arrivare tra le 9 e le 11, quando la luce è ancora obliqua. Nel pomeriggio il sole basso rende bene i prati e i crinali, ma nei boschi più fitti può già mancare luminosità. Dopo una giornata piovosa i sentieri diventano più scenografici, anche se fango e foglie bagnate richiedono scarpe con una suola adatta.
La faggeta del Sirente
Tra i luoghi più interessanti per il foliage nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino c’è il versante settentrionale del Monte Sirente, raggiungibile dall’area dello Chalet del Sirente, nel territorio di Secinaro.
Da qui si possono seguire itinerari nel bosco verso la Valle del Condotto e Fonte Canale, scegliendo il percorso in base alla preparazione e alle condizioni del terreno. Il tratto iniziale è adatto anche a chi vuole limitarsi a una passeggiata breve; gli itinerari più lunghi richiedono invece abitudine alla montagna, orientamento e una traccia aggiornata.
Il bosco è composto soprattutto da faggi. In autunno le foglie passano dal verde al giallo pallido, poi all’arancio e al bruno. I tronchi chiari risaltano sul terreno scuro e, nei tratti meno esposti, il tappeto di foglie può nascondere pietre e radici. È un dettaglio pratico da considerare: la passeggiata è semplice soltanto finché il fondo resta asciutto.
Per un’escursione più completa si può abbinare il bosco alla visita di Rocca di Mezzo, con una sosta nel centro storico, oppure a Secinaro, dove il paesaggio dell’altopiano lascia spazio a scorci più raccolti sulla Valle Subequana.
Ovindoli e l’altopiano
Anche i dintorni di Ovindoli sono una buona scelta per chi cerca colori d’autunno senza affrontare una lunga escursione. Le strade forestali e i percorsi dell’altopiano permettono di alternare tratti nel bosco a punti panoramici aperti.
Il paese può essere utilizzato come base per una giornata tra sentieri e ristorazione locale. In caso di pioggia, però, è meglio evitare di infilarsi su strade sterrate prive di indicazioni: alcuni tratti diventano rapidamente scivolosi e la segnaletica non è sempre visibile sotto le foglie.
Per le famiglie sceglierei una camminata breve nei dintorni dell’abitato, con rientro prima del tramonto. I bambini possono godersi il bosco senza affrontare dislivelli importanti, mentre chi cammina abitualmente può proseguire verso itinerari più lunghi del Parco Sirente-Velino.
Bisegna, Opi e la Marsica
Spostandosi verso sud, il foliage cambia ambiente. Nel territorio di Bisegna, nelle Alte Terre Marsicane, le faggete del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise offrono percorsi più appartati e un paesaggio segnato da valloni, pascoli e pendii boscosi.
Un riferimento utile è il sentiero A1 del Parco, da affrontare con scarponcini e una carta escursionistica aggiornata. In questa zona il telefono può avere copertura discontinua e non conviene affidarsi soltanto alla navigazione sullo smartphone.
Per una giornata più semplice si può scegliere Val Fondillo, nel territorio di Opi. Il percorso segue l’area della valle e permette di osservare il cambiamento dei colori vicino all’acqua e nel bosco. Il rumore del torrente accompagna diversi tratti, mentre nelle radure è più facile incontrare escursionisti e famiglie.
Da Opi si può poi raggiungere Pescasseroli, utile per una pausa, l’acquisto di prodotti locali o una visita al paese. In autunno le temperature scendono rapidamente nel pomeriggio: una giacca impermeabile nello zaino serve anche nelle giornate limpide.
Forca d’Acero e la strada dei faggi
Sul confine tra Lazio e Abruzzo, Forca d’Acero è uno dei punti più noti per ammirare il foliage appenninico. La strada attraversa una grande faggeta e offre diversi slarghi panoramici, ma nei fine settimana di ottobre può esserci traffico, soprattutto nelle ore centrali.
Il consiglio è di evitare le soste improvvisate lungo la carreggiata. Meglio utilizzare gli spazi consentiti e proseguire a piedi soltanto dove il percorso è sicuro. La luce del mattino valorizza i tronchi e le chiome; nel pomeriggio, invece, i colori diventano più caldi, con tonalità ramate particolarmente adatte alla fotografia.
Forca d’Acero si presta a un itinerario in auto, mentre Bisegna, Opi e Val Fondillo sono più indicati per chi vuole camminare.
L’autunno nel piatto
Il foliage nella provincia dell’Aquila si abbina bene ai sapori della stagione. Nei paesi dell’Appennino si incontrano spesso zuppe, paste tirate a mano, formaggi stagionati, funghi e castagne. La disponibilità cambia da ristorante a ristorante e conviene verificare il menu del giorno.
Nella Valle dell’Aterno, tra Navelli e gli abitati del Parco Sirente-Velino, l’autunno è anche il periodo dello zafferano dell’Aquila DOP. I campi assumono sfumature violacee durante la fioritura e la raccolta degli stimmi richiede lavoro manuale. In cucina lo zafferano viene utilizzato per insaporire primi piatti, risotti, zuppe e preparazioni della tradizione.
Per una sosta gastronomica si possono cercare trattorie e produttori tra Navelli, Caporciano e San Pio delle Camere, verificando in anticipo aperture e disponibilità. Dopo una camminata nel bosco, un piatto caldo allo zafferano o una fetta di dolce alle castagne ha una logica più concreta di qualsiasi souvenir: arriva quando serve.
Oltre il bosco: borghi e laghi
Il foliage può diventare l’occasione per visitare luoghi che meritano una deviazione breve.
A Santo Stefano di Sessanio, le case in pietra e le strade strette sono particolarmente piacevoli nelle ore meno affollate. Il borgo è esposto e spesso ventoso: in ottobre il sole può essere intenso, ma l’aria resta fresca.
A Scanno, il lago offre un punto di osservazione diverso. I boschi circostanti si riflettono sull’acqua nei giorni calmi, mentre il paese conserva scorci interessanti tra archi, scalinate e portali in pietra. La strada di accesso può essere tortuosa e richiede tempo, soprattutto nei fine settimana.
Per informazioni su sentieri e aree protette è utile consultare il sito ufficiale del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino. Per un approfondimento sul periodo e sui principali luoghi del foliage si può leggere anche la guida di Viaggiando Italia dedicata ai colori d’autunno in provincia dell’Aquila.
L’INFO IN PIÙ
- Periodo consigliato: dalla seconda metà di ottobre ai primi giorni di novembre; in quota il cambio di colore può arrivare prima.
- Dove iniziare: Chalet del Sirente per la faggeta del versante settentrionale; Val Fondillo presso Opi per un percorso più accessibile.
- Come arrivare: le località sono collegate soprattutto tramite strade provinciali e montane; in autunno è utile controllare viabilità e meteo prima della partenza.
- Cosa portare: scarponcini con suola scolpita, giacca impermeabile, acqua, carta escursionistica e una torcia se si prevede di rientrare tardi.
- Da evitare: parcheggiare sui prati, raccogliere piante o funghi senza conoscere le regole locali e uscire dai sentieri nelle aree protette.
- Per fotografare: mattina nei boschi, pomeriggio sui belvedere e nei pressi dei laghi.
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per il foliage in provincia dell’Aquila?
Generalmente dalla seconda metà di ottobre ai primi giorni di novembre. Le faggete in quota cambiano colore prima rispetto ai fondovalle.
Dove vedere il foliage con una passeggiata semplice?
Val Fondillo, presso Opi, offre percorsi adatti anche a chi non cerca un’escursione impegnativa. La difficoltà varia in base al tratto scelto.
Qual è il luogo più indicato per un’escursione nel bosco?
La zona dello Chalet del Sirente permette di raggiungere la faggeta del versante settentrionale e di scegliere tra passeggiate brevi e itinerari più lunghi.
Il foliage è adatto alle famiglie con bambini?
Sì, scegliendo percorsi brevi, con fondo stabile e rientro prima del tramonto. Dopo la pioggia alcuni sentieri possono diventare scivolosi.
Dove abbinare boschi e gastronomia?
Navelli e la Valle dell’Aterno sono indicati per scoprire lo zafferano dell’Aquila DOP. Nell’area del Parco d’Abruzzo si trovano invece piatti di montagna, castagne, funghi e formaggi, con disponibilità variabile secondo la stagione.
La provincia dell’Aquila non concentra il foliage in un solo punto. Cambiando valle cambiano anche la luce, l’altitudine e il momento della giornata più adatto: il Sirente offre faggete compatte, Bisegna e Opi boschi più appartati, Forca d’Acero grandi panorami stradali, mentre Navelli aggiunge il colore inatteso dei campi di zafferano. Conviene scegliere una zona, controllare il meteo e lasciare spazio alle soste: in montagna, spesso, il tratto più interessante è quello che non avevamo previsto.



























Discussion about this post