Ci sono boschi che sembrano custodire la luce anziché lasciarla passare. La faggeta di Marsia, nello scatto di Alessio Lucci, ha proprio questa grazia: trattiene l’oro dell’autunno tra i rami e lo accompagna fino a terra, dove un tappeto di foglie nasconde quasi ogni traccia del sentiero.
Per “Le Foto dei Lettori”, il nostro viaggiatore-fotografo ci porta in un angolo d’Abruzzo nel quale lo sguardo trova subito una direzione: quella di tre piccole figure, in fondo alla scena, incamminate verso il punto più luminoso del bosco. Basta seguirle con gli occhi per sentirsi già un poco dentro il paesaggio.Faggeta-Marsia-Alessio-Lucci.jpg
Faggeta di Marsia: dove l’autunno diventa un abbraccio
Il primo incontro è con gli alberi. Un grande tronco occupa il lato sinistro dell’inquadratura: ha una corteccia irregolare, ombre profonde e radici che sembrano ancorarlo al margine della scena. Intorno, altri fusti si alzano sul terreno ondulato, mentre i rami si allungano gli uni verso gli altri.
Sopra il cammino, le chiome compongono una volta di gialli, verdi e sfumature ramate. Non è un autunno di un solo colore: alcune foglie conservano ancora il verde, altre hanno già acceso il bosco di toni caldi. A terra, invece, domina una distesa bruna, interrotta da pietre, radici e piccoli rilievi.
È facile immaginare il fruscio delle foglie sotto le scarpe. Viene quasi spontaneo rallentare, scegliere dove appoggiare il piede, alzare di nuovo lo sguardo: non per arrivare prima, ma per accorgersi di quello che cambia a ogni passo.
Lo sguardo di Alessio Lucci, tra ombra e luce
Alessio Lucci ha immortalato una scena nella quale il bosco conserva tutta la propria imponenza senza diventare distante. Il punto di osservazione lascia spazio al terreno in primo piano e conduce gradualmente verso l’apertura luminosa sullo sfondo.
Le tre persone restituiscono la misura degli alberi. Sono presenze discrete: non occupano il paesaggio, lo attraversano. Guardandole, si avverte quanto possa essere piccolo un passo umano sotto chiome così ampie.
Non sappiamo che cosa abbia preceduto lo scatto, né quali pensieri abbiano accompagnato l’autore. L’immagine, però, suggerisce una sosta: quel momento in cui, durante un cammino, ci si ferma perché la disposizione dei rami, la luce e le figure lontane sembrano trovare un equilibrio.
Il suo centro emotivo è proprio lì, nella luce che affiora oltre le ombre. Non cancella i dettagli del bosco: invita a cercarli.
Un paesaggio d’Abruzzo da attraversare lentamente
La Marsia raccontata da questa fotografia ha il volto raccolto di un ambiente boschivo, fatto di pendenze morbide, tronchi ravvicinati e profondità inattese. Più che promettere grandi vedute, invita a osservare ciò che si trova vicino: una radice scoperta, una pietra tra le foglie, un ramo che disegna un arco sopra il passaggio.
È questo il viaggio che lo scatto fa immaginare: una camminata senza fretta, con qualche pausa per guardare in alto e altre per voltarsi indietro. Perché anche lo stesso tratto di bosco, osservato dalla direzione opposta, può diventare un’altra storia.
Provate a immaginarvi laggiù, accanto a quelle tre figure, mentre il tappeto di foglie continua sotto i vostri passi. E se anche voi avete incontrato un paesaggio capace di farvi fermare, condividete immagini e racconti con “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia: a volte un viaggio da raccontare comincia proprio da una sosta. Di seguito la foto nel suo formato originale.





























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