Verona. Caselli, dazi, torri e muraglioni. L’importanza del fiume Adige nella storia della città

Un visitatore che arriva in città, si accorge subito che l’Adige oggi scorre a Verona all’interno di possenti muraglioni. Una struttura complessa di argini costruiti dopo la terribile alluvione del 1882, per proteggere la città da altre possibili piene. Il fiume, quindi, attraversa la città chiuso tra questi muraglioni.

Ma fino a tempi relativamente recenti, Verona era una città visceralmente legata al suo fiume che, con la sua notevole portata, alimentava e agevolava le numerose attività commerciali e industriali. L’Adige era una via di comunicazione di primaria importanza che si poteva navigare fino a Trento.


Il fiume Adige, il cuore della città

Il fiume è stato utilizzato sin dall’antichità per il trasporto di merci, e il suo tragitto era quindi servito da approdi, da caselli daziari, da torri utilizzate per sostenere catene, tese da una parte all’altra del fiume per trattenere le merci (a Verona è ancora presente quella a monte della città, mentre quella a valle è andata persa), e da castelli e forti. A sud della città, nel rione Filippini, è ancora presente la Dogana delle merci che si affaccia sull’Adige con una grande Darsena, ai lati sono ancora presenti i ganci e gli anelli dove ormeggiavano le imbarcazioni.

Foto di Maurizio Lotze e Antonella Di Miero sul gruppo Viaggiando Abruzzo (gruppo ufficiale)

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