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Viaggiando Italia | Luoghi da visitare, Eventi, Idee di Viaggio, Roma, Venezia, Salento, Case Vacanza

7 posti magici e surreali da visitare tra Lazio e Abruzzo nella tua prossima gita

Redazione by Redazione
10 Ottobre 2026
in Abruzzo, Cosa visitare, Italia, Lazio, Posti magici e surreali

Tra Lazio e Abruzzo esistono paesaggi che sembrano usciti da un film fantastico: borghi sospesi su crinali fragili, canyon scavati dall’acqua, laghi a forma di cuore e colline erose fino a sembrare deserti. Questa selezione riunisce sette luoghi insoliti e facili da inserire in un weekend, con consigli pratici per visitarli nel modo giusto.

Perché scegliere un viaggio “surreale”

Non serve volare all’altro capo del mondo per trovare scenari fuori dal comune. A poche ore da Roma, tra l’Appennino abruzzese e la campagna laziale, la natura e la storia hanno creato luoghi dal forte impatto visivo: tufo e calanchi, gole profonde, acque trasparenti, eremi nella roccia e fortificazioni sull’orlo del vuoto.

Sono mete ideali per chi cerca turismo lento, escursioni, fotografia di paesaggio e borghi autentici. Molti di questi posti si visitano bene anche in una giornata, ma meritano almeno un pernottamento per goderseli nelle ore più belle: alba, tramonto e prime luci della sera.

1. Civita di Bagnoregio, il borgo sospeso nel vuoto

In provincia di Viterbo, Civita di Bagnoregio è forse il luogo più iconico del Lazio insolito. Il borgo medievale sorge su uno sperone di tufo circondato dalla Valle dei Calanchi, un paesaggio di argille erose, creste giallastre e burroni che cambia aspetto con la luce. Per questo è nota come “la città che muore”: l’erosione ha reso il sito fragile e ha ridotto la popolazione residente a pochissime persone.

Si raggiunge solo a piedi attraversando un lungo ponte pedonale. Una volta superata Porta Santa Maria, l’unica superstite delle cinque porte originarie, si entra in un labirinto di vicoli in pietra, piccole piazze e case antiche. Vale la pena visitare la chiesa di San Donato e il Museo Geologico e delle Frane, che spiega bene perché questo paesaggio sia così particolare.

Consiglio pratico: vai al tramonto o presto al mattino, quando la luce accende i calanchi e il borgo è più tranquillo. Indossa scarpe comode: il ponte è panoramico ma esposto al vento.

2. Parco dei Mostri di Bomarzo, un giardino enigmatico

Nel territorio di Bomarzo, sempre in provincia di Viterbo, il Sacro Bosco è uno dei giardini più strani d’Italia. Voluto nel XVI secolo da Pier Francesco Orsini, è popolato da enormi sculture in pietra: mostri, divinità, animali fantastici, volti spalancati e una casa inclinata che altera la percezione dell’equilibrio.

Non è un parco divertimenti, ma un luogo rinascimentale carico di simboli e ironia. Camminare tra muschio, querce e statue gigantesche crea un effetto quasi onirico, soprattutto nelle giornate nuvolose o nella luce bassa del pomeriggio.

Info utili: il parco è aperto tutto l’anno, tranne il giorno di Natale; gli orari cambiano con la stagione e l’ingresso è a pagamento. Verifica sempre il sito ufficiale prima di partire, perché date e tariffe possono variare.

3. Lago di Scanno, un cuore d’acqua in Abruzzo

Il Lago di Scanno, in provincia dell’Aquila, è una delle immagini più famose dell’Abruzzo: un bacino dalle sagoma quasi perfettamente a forma di cuore, incastonato nella Valle del Sagittario. È circondato dai borghi di Scanno e Villalago, entrambi tra i Borghi più Belli d’Italia.

Il modo migliore per apprezzarne la forma è percorrere il Sentiero del Cuore, che dal paese sale fino a un belvedere panoramico. Il percorso richiede circa mezz’ora, ma la vista ripaga ogni sforzo. In estate è possibile fermarsi lungo le rive, mentre in autunno i boschi circostanti assumono toni dorati e ramati.

Esperienza ideale per: coppie, fotografi e viaggiatori slow. Abbina la passeggiata al lago con una visita ai vicoli di Scanno, famoso per le sue tradizioni, le case in pietra e l’atmosfera di borgo di montagna.

4. Gole del Sagittario, il canyon dell’Abruzzo

Poco lontano da Scanno, le Gole del Sagittario sono un canyon spettacolare scavato dal fiume Sagittario tra pareti calcaree altissime. Si trovano nel territorio di Anversa degli Abruzzi, a circa 17 km da Sulmona, e fanno da porta d’accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

È un ambiente selvaggio, protetto come riserva naturale e oasi WWF, dove vivono specie simbolo dell’Appennino come l’orso bruno marsicano, il lupo e l’aquila reale. Oltre ai sentieri, vale la pena fermarsi al Lago di San Domenico, dalle acque limpide, e ammirare l’eremo di San Domenico immerso nel verde.

Consiglio pratico: scegli scarpe da trekking e parti al mattino. In primavera l’acqua è più abbondante; in autunno i colori delle faggete rendono il paesaggio ancora più scenografico.

5. Borgo fantasma di Buonanotte, il tempo sospeso in Val di Sangro

Nel territorio di Montebello sul Sangro, in provincia di Chieti, il borgo fantasma di Buonanotte è una delle mete più inquietanti e affascinanti dell’Abruzzo interno. L’antico nucleo abitato, un tempo chiamato anche Malanotte, sorge sul crinale del Monte Vecchio, a circa 810 metri di altitudine, e domina la Valle del Sangro con un paesaggio di case in pietra, vicoli abbandonati e ruderi.

Il paese fu progressivamente abbandonato a causa di frane e instabilità del versante; nel 1969 il comune assunse il nome attuale di Montebello sul Sangro, mentre il borgo antico rimase disabitato. Oggi le rovine raccontano un tempo interrotto: porte socchiuse, muri consumati, tracce della vita quotidiana e una vista ampia sulla vallata che rende l’atmosfera quasi cinematografica.

La visita è libera e gratuita, ma richiede attenzione: alcune strutture sono instabili e il terreno può essere scivoloso dopo la pioggia. Si raggiunge il sito dal paese nuovo, percorrendo a piedi una breve salita; dopo una galleria stradale si trova l’accesso con la scalinata che conduce al borgo vecchio.

Consiglio pratico: visita Buonanotte nel tardo pomeriggio, quando la luce bassa valorizza le pietre e la vallata. Non entrare negli edifici pericolanti e resta sui percorsi più evidenti. È una tappa perfetta per fotografi, amanti dei borghi abbandonati e viaggiatori curiosi di storie di territorio; abbinala alle vicine Gole di Pennadomo per una gita di mezza giornata.

6. Calanchi di Atri, un paesaggio lunare sull’Adriatico

Poco lontano dalla costa teramana, i Calanchi di Atri sembrano un piccolo deserto di argilla. Queste formazioni erosive, chiamate anche “Bolge” o “Scrimoni”, si estendono per circa 600 ettari e creano creste affilate, solchi profondi e colline dalle forme quasi lunari.

La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Calanchi di Atri è libera e gratuita: i sentieri partono dal centro visite e si snodano tra fossi, laghetti, boschi e aree coltivate. È un habitat sorprendente, frequentato da rapaci diurni e notturni e da numerosi uccelli.

Errori da evitare: non avventurarti fuori dai sentieri, soprattutto dopo le piogge, quando il terreno argilloso diventa scivoloso. In estate evita le ore centrali della giornata e ricorda che i droni richiedono autorizzazione.

7. Grotte di Stiffe, un mondo sotterraneo nel Gran Sasso

A San Demetrio ne’ Vestini, nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, le Grotte di Stiffe offrono un’esperienza completamente diversa: un percorso nel sottosuolo tra gallerie, laghi interni e forme carsiche. La visita guidata dura circa un’ora e permette di comprendere come l’acqua abbia modellato la montagna nel corso dei millenni.

Le grotte sono aperte tutti i giorni, con orari diversi tra periodo estivo e invernale. All’interno la temperatura è bassa anche d’estate: porta una felpa leggera anche in luglio o agosto.

Perfette per: famiglie con bambini, giornate di pioggia e chi vuole alternare trekking, borghi e natura sotterranea. Abbina la visita a Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio per un weekend completo nel Gran Sasso.

Rocca Calascio: la tappa bonus da non perdere

Se il tuo itinerario include le Grotte di Stiffe, aggiungi Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio. La rocca, a circa 1.500 metri di altitudine, è considerata la fortificazione più alta dell’Appennino e domina un paesaggio di montagna che ha attratto registi e fotografi da tutto il mondo.

Il castello è visitabile gratuitamente ogni giorno dalle 9 fino al tramonto. Si può arrivare in auto vicino al borgo, poi proseguire a piedi oppure con la navetta; per chi cammina, il collegamento con Santo Stefano di Sessanio è un anello di circa 10 km, di difficoltà media.

Quando andare: il periodo migliore

PeriodoCosa trovareMete più indicate
PrimaveraNatura rigogliosa, acqua abbondante, giornate mitiGole del Sagittario, Calanchi di Atri, Civita di Bagnoregio
EstateGiornate lunghe, laghi e grotte fresche, ma più visitatoriLago di Scanno, Grotte di Stiffe
AutunnoColori delle faggete, luce morbida, minore affollamentoScanno, Rocca Calascio, Civita, Borgo fantasma di Buonanotte
InvernoAtmosfere silenziose e paesaggi più essenzialiBomarzo, Civita, borghi del Gran Sasso

Consigli pratici per il viaggio

  • Muoviti in auto: molti luoghi sono in aree montane o rurali, dove i mezzi pubblici possono essere limitati.
  • Prenota le visite al chiuso: per Grotte di Stiffe e Parco dei Mostri conviene controllare orari, biglietti e disponibilità prima della partenza.
  • Scegli scarpe adeguate: sentieri, calanchi e ponti panoramici richiedono calzature chiuse e stabili.
  • Rispetta le aree protette: resta sui percorsi segnalati, non disturbare la fauna e non lasciare rifiuti.
  • Evita il mezzogiorno in estate: soprattutto nei calanchi e lungo i sentieri esposti.
  • Prevedi almeno due giorni: Lazio e Abruzzo sono vicini, ma le distanze montane richiedono tempo e soste.

FAQ

Quali sono i posti più surreali tra Lazio e Abruzzo?
Civita di Bagnoregio, il Parco dei Mostri di Bomarzo, il Lago di Scanno, le Gole del Sagittario, il Borgo fantasma di Buonanotte, i Calanchi di Atri e le Grotte di Stiffe sono tra le meti più suggestive e insolite.

Quanti giorni servono per visitarli tutti?
Per un ritmo comodo servono almeno 3 o 4 giorni. In un weekend è meglio scegliere una zona: Bomarzo e Civita per il Lazio, oppure Scanno, le Gole del Sagittario e Buonanotte per l’Abruzzo.

Qual è il periodo migliore per un itinerario tra Lazio e Abruzzo?
La primavera e l’autunno sono ideali per escursioni e fotografie. L’estate è adatta a laghi e grotte, mentre l’inverno regala borghi più silenziosi e atmosfere più intense.

Questi luoghi sono adatti alle famiglie?
Sì. Grotte di Stiffe, Lago di Scanno e Parco dei Mostri sono adatti alle famiglie. Per i sentieri più impegnativi, come quelli del Gran Sasso o delle Gole del Sagittario, valuta l’età dei bambini e le condizioni del percorso.

Serve un’auto per visitare questi posti?
È fortemente consigliata. Alcune località sono raggiungibili con mezzi pubblici o navette, ma un’auto permette di ottimizzare tempi, soste e spostamenti tra borghi, laghi e riserve naturali.

Conclusione

Tra Lazio e Abruzzo il “surreale” non è un effetto speciale: è il risultato di secoli di erosione, acqua, pietra e vita umana. Questi sette luoghi raccontano un’Italia meno scontata, fatta di borghi sospesi, canyon profondi e paesaggi che cambiano con la stagione. Chi li visita con calma, senza inseguire solo la foto perfetta, scopre territori autentici e sorprendentemente vicini tra loro.

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