La prima cosa che si sente, arrivando a Mottagrossa, è il fruscio secco della sabbia sotto le scarpe: non il rumore da stabilimento, ma quello più ruvido di una costa che si concede senza truccarsi. Alle spalle resta la campagna di Vasto, davanti si apre un tratto di Adriatico che cambia colore con una rapidità quasi insolente, dal verde pallido del mattino al blu denso del tardo pomeriggio.
Qui la spiaggia non si impone con effetti speciali: si lascia attraversare. E proprio per questo resta in testa.
Dove siamo davvero
Mottagrossa si trova sul litorale di Vasto, lungo la fascia costiera che gravita attorno alla Riserva Naturale di Punta Aderci, una delle porzioni più riconoscibili della Costa dei Trabocchi. Il riferimento geografico più utile, per chi imposta il navigatore, resta l’uscita Vasto Nord–Casalbordino dell’A14, poi le indicazioni per Punta Aderci e la contrada Torre Sinello.
Per chi preferisce una lettura più precisa del territorio, noi di Viaggiando Italia la consideriamo una spiaggia di margine: vicino alla riserva, ma con un carattere suo, meno celebrato, più schietto. E proprio per questo spesso meno affollato dei tratti più famosi della costa vastese.
Il riferimento da tenere a mente
- Riserva Naturale di Punta Aderci
- Torre Sinello
- Costa dei Trabocchi
- A14, uscita Vasto Nord–Casalbordino
L’accesso, senza giri inutili
L’accesso più comodo avviene in auto, seguendo le indicazioni per la spiaggia o per la riserva. Il fondo stradale, in alcuni tratti, non ha nulla di urbano: si passa da strade poderali e sterrati sabbiosi, con il classico effetto collaterale che i navigatori non raccontano mai abbastanza bene, cioè l’ultimo chilometro più lento del previsto.
Un dettaglio pratico che fa la differenza: con un’auto bassa conviene evitare di improvvisare. La strada di avvicinamento può risultare disconnessa, con tratti di sabbia e irregolarità che chiedono pazienza più che velocità. Se si arriva in alta stagione, meglio puntare alle prime ore del mattino, quando il parcheggio è ancora gestibile e l’aria non ha ancora quella consistenza da forno marino che arriva dopo le undici.
- Arrivo più lineare: A14, uscita Vasto Nord–Casalbordino
- Riferimento utile: direzione Punta Aderci / Torre Sinello
- Consiglio pratico: parcheggiare presto, soprattutto tra luglio e agosto
- Attenzione: fondo non sempre adatto alle utilitarie più basse
L’atmosfera
Mottagrossa non ha bisogno di ombrelloni in fila per raccontarsi. Bastano la linea bassa della spiaggia, qualche cespuglio resistente alla salsedine e il mare che sembra più vicino proprio perché non ci sono filtri in mezzo.
La luce, nelle ore giuste, lavora bene su questa costa. Al mattino la sabbia appare quasi chiara, con riflessi freddi; verso sera prende sfumature più calde, e la macchia mediterranea alle spalle, se c’è vento, diffonde un odore misto di sale, erba secca e terra scaldata dal sole.
Chi cerca il classico litorale da cartolina lucidissima resterà forse spiazzato. Meglio così. Mottagrossa conserva quella franchezza un po’ antica delle spiagge abruzzesi che hanno vissuto più di un passaggio di pescatori, contadini e camminatori.
Il dettaglio da non perdere
C’è un momento, spesso tra tardo pomeriggio e tramonto, in cui il mare prende una tinta metallica e la riva sembra abbassare il volume. Non è silenzio assoluto; è piuttosto un rumore più basso, fatto di risacca corta e vento. In quell’istante si capisce bene la geografia di questo tratto di costa: un litorale che sta tra campagna e Adriatico, tra la luce aperta e il respiro più selvatico della riserva.
Qui torna utile ricordare la presenza di Punta Aderci, che non è un nome decorativo ma un vero spartiacque paesaggistico: a un lato la spiaggia, dall’altro il promontorio e i sentieri che si allungano verso la riserva. È il tipo di luogo in cui conviene fermarsi prima di parlare troppo. Il mare, da solo, fa già metà del lavoro.
A tavola, tra mare e terra
A Vasto la tavola non si limita a “stare vicino al mare”: lo traduce in piatti concreti. Il primo nome da tenere è il brodetto alla vastese, zuppa di pesce identitaria della città, legata alla cucina povera dei pescatori e alla disponibilità del pescato locale. È un piatto che racconta bene il carattere della costa: una cucina senza teatralità, costruita su quello che il mare dava davvero, con pomodoro, odori, peperone e pesci diversi cucinati insieme.
Poi ci sono le tavole dei trabocchi della Costa dei Trabocchi, che da soli valgono un capitolo a parte. Il legame tra Mottagrossa e questa geografia culinaria è diretto: si mangia dentro una costa che ha vissuto di pesca, di piccoli approdi, di stagionalità secche e fortunate.
Se cercate un indirizzo utile per approfondire il lato gastronomico di Vasto, può essere comodo partire da una guida affidabile alla cucina locale come questa: https://www.cibotoday.it/mappe/dove-mangiare-costa-trabocchi.html
E per un approfondimento interno, utile a completare la visita: https://www.viaggiando-italia.it/spiaggia-di-mottagrossa/
Cosa ordinare senza pensarci troppo
- Brodetto alla vastese
- Pasta alla chitarra con sugo di pesce
- Antipasti di mare della costa
- Vino bianco abruzzese fresco, secco, poco invadente
Oltre il confine
A pochi minuti da Mottagrossa, il passo naturale è la Riserva Naturale di Punta Aderci. È la deviazione che cambia il ritmo della giornata: sentieri panoramici, promontorio, vista larga sulla costa e quella sensazione molto abruzzese di passare dal livello del mare a una terrazza naturale senza troppi annunci.
Chi vuole allargare la visita può spingersi verso il tratto dei trabocchi lungo la costa vastese, oppure salire verso il centro di Vasto, dove il paesaggio cambia registro e la pietra prende il posto della sabbia. Il contrasto funziona bene: mare al mattino, centro storico nel pomeriggio, cena con il profumo del pesce che torna protagonista.
Il trucco del posto
Se si arriva tra luglio e agosto, il vero vantaggio non è “vedere di più”, ma arrivare prima degli altri. La fascia migliore, per noi, è tra le 8:00 e le 9:30: il parcheggio è più semplice, la luce è pulita e la spiaggia non ha ancora accumulato il traffico umano del pieno giorno.
Un altro dettaglio che vale oro: se il mare è mosso o il vento spira da nord, la permanenza sulla sabbia può diventare più breve del previsto. Non è una spiaggia da giornata forzata. Conviene restare leggeri, con acqua abbondante e scarpe comode per il tratto finale.
L’info in più
- Periodo migliore: fine maggio, giugno e settembre; in piena estate, meglio arrivare presto.
- Accesso: da A14 uscita Vasto Nord–Casalbordino, poi direzione Punta Aderci / Torre Sinello.
- Parcheggio: cercare l’area di sosta più vicina all’accesso spiaggia, ma non fidarsi delle manovre troppo ottimistiche con auto basse.
- Ambiente: non lasciare rifiuti, non calpestare la vegetazione dunale o le zone più fragili, portare l’acqua da casa.
- Nota utile: in giornate ventose la sabbia si sposta facilmente; meglio zaini chiusi e teli ben fissati.
Il tono giusto per andarci
Mottagrossa non chiede performance. Chiede attenzione. Una visita fatta bene qui non consiste nel “fare tutto”, ma nel capire il disegno della costa: la spiaggia, la riserva, il profilo di Vasto in lontananza, il mare che cambia pelle con il passare delle ore.
Quando si riparte, spesso resta addosso una cosa semplice: un po’ di sale sulle braccia e la sensazione che il tratto più interessante del viaggio fosse già nella strada sterrata che portava giù.




























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