A Montemarano, negli ultimi giorni di settembre, l’aria cambia prima ancora che arrivino i colori dell’autunno. Nei vicoli del centro storico si sente l’odore dell’uva appena raccolta, dalle cantine risale il profumo dolce del mosto e, nelle piazze, la musica popolare invita a fermarsi. È il momento delle settimane del mosto, quando i paesi arroccati lungo il fiume Calore raccontano la vendemmia attraverso calici, pigiature, ricette contadine e tarantelle. Un’occasione per visitare l’Irpinia senza inseguire un programma serrato: bastano un fine settimana, scarpe adatte e la disponibilità a seguire il ritmo dei borghi.
Montemarano, il paese dove il vino incontra la tarantella
Montemarano si trova a circa 820 metri di altitudine, nell’alta Valle del Calore, a una ventina di chilometri da Avellino. Il paese è conosciuto soprattutto per due elementi che durante la vendemmia si incontrano con naturalezza: l’Aglianico e la tarantella montemaranese.
Il centro storico si visita a piedi. Le strade salgono e scendono tra case in pietra, archi e facciate essenziali; in alcuni punti la pavimentazione può essere irregolare e le auto parcheggiate restringono il passaggio. Conviene lasciare la macchina nelle aree disponibili ai margini del borgo e proseguire senza fretta verso Piazza del Popolo.
Tra le tappe da inserire nell’itinerario c’è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificio legato alla storia religiosa del paese, e il Museo Civico Etnomusicale “Celestino Coscia e Antonio Bocchino”. Il museo raccoglie strumenti, documenti e testimonianze della cultura musicale locale: visitarlo aiuta a capire perché la tarantella non sia soltanto una danza da Carnevale, ma una pratica tramandata, riconoscibile nei suoi ritmi e nei suoi strumenti.
Da vedere anche il Museo dei Paramenti Sacri, ospitato nell’ex Chiesa del Purgatorio, in piazza Mercato. Prima di partire è consigliabile verificare l’apertura dei musei presso il Comune o gli uffici turistici locali, perché gli orari possono cambiare fuori dai giorni delle manifestazioni.
VOCE DEL TREND
“La vendemmia permette di entrare nei paesi quando il lavoro è ancora visibile: si vedono le cassette, si ascoltano i racconti dei produttori, si assaggiano vini legati a una collina precisa. La festa funziona quando accompagna questa dimensione quotidiana, senza trasformarla in una semplice scenografia.”
Le settimane del mosto: cosa aspettarsi a fine settembre
Le iniziative dedicate al mosto e all’Aglianico si concentrano tradizionalmente nell’ultimo fine settimana di settembre, anche se le date variano ogni anno e vanno controllate sui canali ufficiali del Comune, della Pro Loco e degli organizzatori.
Il programma può comprendere degustazioni, visite nelle cantine, stand gastronomici, musica folk e percorsi nel centro storico. La pigiatura dell’uva è il momento più facilmente associato alla festa: per i bambini è un’attività divertente, mentre per gli adulti diventa un modo semplice per osservare una fase della lavorazione che raramente si vede nei normali tour enologici.
Durante le visite in cantina, il consiglio è di fare domande concrete. Quali sono i terreni? Quanto dura la fermentazione? In quali botti riposa il vino? L’Aglianico irpino ha bisogno di tempo e il suo carattere cambia con l’affinamento. Un assaggio guidato permette di riconoscere differenze che, davanti a un’unica degustazione veloce, rischiano di sfuggire.
Per partecipare alle visite è meglio prenotare in anticipo. Le cantine hanno spazi limitati e durante gli eventi più frequentati le disponibilità si esauriscono rapidamente.
Dai vicoli alle cantine: un itinerario di una giornata
Mattina: il centro storico di Montemarano
Arrivando presto si può iniziare dalla parte alta del paese e scendere gradualmente verso le piazze principali. La mattina è il momento più comodo per fotografare le strade senza la folla e per visitare i musei con maggiore tranquillità.
Dopo la cattedrale, raggiungete il Museo Etnomusicale e lasciate spazio a una sosta nei bar del centro. Non aspettatevi una sequenza continua di locali aperti: fuori dagli orari degli eventi alcuni esercizi possono iniziare la giornata più tardi. Per questo è utile informarsi prima se si desidera fare colazione o pranzare in paese.
Pranzo: piatti irpini e prodotti della vendemmia
Nei giorni della festa gli stand possono proporre piatti della tradizione locale, salumi, formaggi, pasta fatta a mano e preparazioni a base di prodotti stagionali. Tra le specialità da cercare c’è la maccaronara, pasta fresca tipica dell’Irpinia, spesso condita con sughi semplici e consistenti.
Il vino va assaggiato con moderazione, soprattutto se nel pomeriggio sono previste visite in altri borghi. Chi guida può orientarsi su degustazioni ridotte oppure scegliere un accompagnatore: le strade sono collinari, strette e poco adatte a improvvisare dopo diversi calici.
Pomeriggio: Castelvetere sul Calore
A breve distanza si trova Castelvetere sul Calore, altro paese da inserire in un percorso dedicato ai borghi del vino Aglianico. Il centro conserva elementi architettonici interessanti, tra cui la torre campanaria, il palazzo baronale e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Il Museo del Carnevale racconta una tradizione popolare diversa, ma collegata allo stesso modo di vivere la festa attraverso musica, costumi e partecipazione collettiva. È una tappa utile per ampliare il racconto della Valle del Calore oltre la sola enogastronomia.
Da Castelvetere si può proseguire verso le aree rurali e i vigneti, verificando con le aziende agricole la possibilità di visite e degustazioni. Gli spostamenti tra i paesi richiedono l’auto: il trasporto pubblico non è la soluzione più pratica per costruire un itinerario enologico.
Gli altri borghi del vino nella Valle del Calore
Montemarano è il punto di partenza più immediato, ma il paesaggio della Valle del Calore comprende diversi comuni da esplorare con più tempo.
Castelvetere sul Calore è adatto a chi desidera unire architettura e tradizioni popolari. Per una visita più ampia si possono considerare anche Taurasi, legata alla grande tradizione enologica irpina, e Sant’Angelo all’Esca, circondata da colline coltivate a vite.
Il percorso non va organizzato come una corsa tra cantine. Le distanze sulle mappe possono sembrare brevi, mentre le strade provinciali e i tratti collinari allungano i tempi. Meglio scegliere due borghi in una giornata e lasciare margine per una visita prenotata, una sosta gastronomica o una passeggiata tra i vigneti.
Per approfondire gli itinerari istituzionali nella zona è utile consultare la pagina della Valle del Calore di Sistema Irpinia. Per altri suggerimenti di viaggio in Campania si può esplorare anche la sezione Campania di Viaggiando Italia.
Consigli pratici per organizzare la visita
- Periodo migliore: gli ultimi giorni di settembre, in coincidenza con gli eventi dedicati al mosto. L’autunno inoltrato è più indicato per chi vuole concentrarsi sulle cantine senza l’affollamento delle feste.
- Come arrivare: l’auto è la soluzione più comoda. Da Avellino si raggiunge Montemarano percorrendo le strade dell’alta Irpinia; il navigatore può proporre tratti tortuosi, quindi calcolate tempi più lunghi rispetto alla distanza indicata.
- Abbigliamento: scarpe con suola antiscivolo, soprattutto dopo la pioggia. La sera in quota può essere fresca anche a fine settembre.
- Prenotazioni: contattate cantine, musei e ristoranti prima della partenza. Durante le manifestazioni la richiesta aumenta.
- Famiglie: la pigiatura e le attività all’aperto possono interessare i bambini; i vicoli ripidi richiedono però passeggini leggeri o, meglio ancora, marsupi.
- Camminatori: per passeggiare tra vigne e boschi servono tracce aggiornate e indicazioni locali. Non imboccate sentieri agricoli senza sapere se sono accessibili.
- Errore da evitare: concentrare troppe degustazioni nella stessa giornata. Il vino si comprende meglio quando resta parte del percorso, non quando diventa l’unica tappa.
FAQ: domande frequenti su Montemarano e la Valle del Calore
Quando si svolgono le settimane del mosto?
Le iniziative si tengono generalmente negli ultimi giorni di settembre, spesso durante l’ultimo fine settimana del mese. Le date ufficiali cambiano ogni anno.
Cosa vedere a Montemarano oltre alle cantine?
Il centro storico, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Museo Etnomusicale “Celestino Coscia e Antonio Bocchino” e il Museo dei Paramenti Sacri.
È possibile visitare le cantine senza prenotazione?
Durante le feste alcune cantine organizzano accessi pubblici, ma per visite guidate e degustazioni è preferibile prenotare.
Montemarano è adatto a una gita in famiglia?
Sì, soprattutto durante gli eventi con pigiatura e attività popolari. Il centro presenta però salite, scalinate e pavimentazioni irregolari.
Quali altri borghi visitare vicino a Montemarano?
Castelvetere sul Calore è la scelta più semplice da abbinare nella stessa giornata. Con più tempo si possono valutare Taurasi e Sant’Angelo all’Esca.
Le settimane del mosto mostrano un’Irpinia concreta, fatta di strade in salita, cantine da cercare e appuntamenti da verificare con attenzione. Montemarano offre il punto di partenza più completo: il vino si assaggia, la musica si riconosce, il paese si percorre a piedi. Resta da scegliere quanto lasciare spazio agli eventi e quanto, invece, seguire una strada secondaria tra i vigneti: la prossima partenza potrebbe cominciare proprio da questa decisione.




























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