Quando l’autunno tinge di ambra i boschi dei Monti Cimini, Canepina si trasforma in una delle mete più autentiche della Tuscia viterbese. La 44ª edizione delle Giornate della Castagna riporta nelle strade, nelle piazze e nelle antiche cantine scavate nel tufo il profumo della frutta secca, del vino e della cucina contadina. È una festa che non celebra soltanto un prodotto: racconta un territorio, le sue mani esperte e una tradizione che si rinnova ogni anno.
Il borgo, a pochi chilometri da Viterbo, vive per alcune settimane al ritmo di musica dal vivo, rievocazioni storiche, mercatini e degustazioni. Le date si concentrano nei weekend di ottobre e all’inizio di novembre 2026, con nove giornate di festeggiamenti che trasformano Canepina in una tappa ideale per chi cerca una sagra autentica nel Lazio.
Un’autunno da vivere tra vicoli e castagneti
Le Giornate della Castagna di Canepina si svolgono il sabato 10 e la domenica 11 ottobre, il weekend 17-18 ottobre, il 24-25 ottobre e infine sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre. La manifestazione si apre invece venerdì 2 ottobre con una cena di solidarietà presso la Cantina di Santa Corona, un appuntamento che anticipa l’atmosfera della festa.
Il programma unisce gastronomia, folklore e scoperta del territorio. Tra le proposte più caratteristiche c’è la camminata gratuita “Contadino per un giorno”, dedicata alla raccolta delle castagne nei castagneti insieme all’associazione Asini in Libertà. È un’occasione rara per avvicinarsi al ritmo della campagna e capire quanto il frutto del castagno abbia segnato la storia economica e sociale della zona.
Durante le giornate festive, il centro storico si anima con la fiera mercato, i mercatini artigianali e la Strada dei Sapori, un percorso enogastronomico pensato per valorizzare i prodotti della Tuscia. A ciò si aggiungono visite guidate, mostre, sfilate in costume e spettacoli in piazza.
Le cantine in tufo: il cuore gastronomico della festa
Il vero fascino di Canepina si respira sotto terra. Le storiche cantine ricavate nella roccia tufacea aprono le porte per pranzo, dalle ore 13:00, e per cena, dalle ore 20:00. Qui il visitatore trova non solo un luogo dove mangiare, ma un ambiente raccolto e familiare, dove le ricette vengono tramandate da generazioni.
Tra i piatti da assaggiare ci sono:
- Maccarone canepinese, anche chiamato “fieno di Canepina”: una pasta all’uovo sottilissima, tagliata a mano e tradizionalmente condita con sugo di carne.
- Ceciliani, altro formato tipico della pasta fresca locale, spesso proposto con funghi porcini.
- Carni alla brace, formaggi e salumi della tradizione contadina.
- Dolci preparati con castagne, da accompagnare con un calice di vino locale.
La castagna resta ovviamente la protagonista. Ogni domenica, intorno alle ore 17:00, in Piazza Garibaldi vengono distribuite gratuitamente caldarroste cotte su grandi bracieri: un gesto semplice che riassume lo spirito della festa, fatto di condivisione e convivialità.
Palio degli Asini e Palio delle Botti
Chi cerca spettacolo non può perdere i due appuntamenti più attesi del calendario. Domenica 18 ottobre, alle ore 15:30, Via Roma ospita il 34° Palio degli Asini, preceduto da una passeggiata folcloristica che rievoca l’antico trasporto delle castagne a dorso d’asino. La Fanfara dei Bersaglieri accompagna il corteo, restituendo un’atmosfera sospesa tra memoria rurale e festa di paese.
Una settimana dopo, domenica 25 ottobre sempre alle ore 15:30, arriva il Palio delle Botti. Le cantine di Canepina si sfidano spingendo a mano grandi botti lungo le vie del borgo, in una gara rumorosa, partecipata e piena di colore. La Banda La Rustica accompagna la competizione, mentre il pubblico si affolla lungo il percorso per tifare per la propria cantina.
Sono momenti che spiegano bene l’anima di questa manifestazione: non una semplice sagra gastronomica, ma una festa identitaria in cui la comunità mette in scena il proprio passato.
Cosa vedere a Canepina e nei dintorni
Canepina si trova nella Tuscia viterbese, un territorio di boschi, borghi antichi, strade tufacee e paesaggi vulcanici. Durante la festa resta aperto il Museo delle Tradizioni Popolari, una tappa utile per comprendere la vita contadina locale, gli antichi mestieri e il legame con i castagneti.
Per completare la gita, vale la pena considerare alcune mete vicine:
- Viterbo, con il suo centro medievale, il Palazzo dei Papi e il quartiere di San Pellegrino.
- San Martino al Cimino, borgo di origine cistercense immerso nei boschi.
- Vallerano, altro paese della zona noto per le sue tradizioni autunnali.
- Lago di Vico, ideale per una passeggiata o per ammirare il paesaggio dei Monti Cimini.
Informazioni pratiche per la visita
Le cantine aprono alle ore 13:00 per il pranzo e alle ore 20:00 per la cena. La distribuzione gratuita delle caldarroste è prevista tutte le domeniche nel pomeriggio, intorno alle ore 17:00, in Piazza Garibaldi.
Per evitare traffico nel centro storico, è attivo un servizio di navetta gratuito dalle ore 11:00 alle ore 20:00. Collega l’area di parcheggio della zona industriale, in località Cornacchiola, con l’ingresso della festa.
Prima di partire, è consigliabile consultare il sito della Pro Loco di Canepina oppure la pagina dedicata alle Giornate della Castagna per verificare orari aggiornati, programma dei concerti serali e disponibilità dei tavoli nelle cantine. Gli eventi all’aperto e le degustazioni possono infatti subire modifiche in base alle condizioni meteo o all’organizzazione.
Un viaggio nel gusto della Tuscia
Le Giornate della Castagna di Canepina 2026 offrono il ritratto più sincero dell’autunno nella Tuscia: profumi di legna, piatti della tradizione, musica nelle piazze e una comunità che custodisce con orgoglio le proprie radici. Che si arrivi per le caldarroste, per il Palio delle Botti o per una cena nelle cantine in tufo, la festa regala un’esperienza che va oltre il semplice weekend enogastronomico.
Canepina aspetta chi vuole rallentare, assaggiare e scoprire un pezzo autentico del Lazio interno. Un borgo, un castagno, una botte che corre lungo una strada in salita: a volte sono proprio questi dettagli a trasformare una gita in un ricordo da portare con sé.




























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