Ci sono colori che fanno fermare lo sguardo. Al Lago di San Domenico, a Villalago, in Abruzzo, il turchese sembra aprire uno spazio luminoso fra le montagne: una parentesi d’acqua che invita a dimenticare, per un momento, tutto il resto.
Antonio Di Iorio, viaggiatore-fotografo della nostra community, ha fissato questo incontro fra luce e paesaggio. Nel suo scatto le pendici abbracciano il lago, mentre il verde degli alberi lascia spazio a pennellate gialle e aranciate, suggerendo un’atmosfera autunnale. È un’immagine nella quale viene spontaneo entrare piano.
Lago di San Domenico, dove il turchese incontra la montagna
La prima cosa che mi raggiunge, guardando lo scatto di Antonio, è l’acqua. Vicino alla riva, sulla destra, diventa chiara, quasi trasparente; poco più in là si accende di turchese, poi cambia ancora, fino al blu intenso delle zone in ombra. Il fondale affiora attraverso le sfumature più luminose, come un dettaglio che il lago concede soltanto a chi si sofferma.
Lo sguardo segue la curva della sponda, gira intorno alla piccola sporgenza rocciosa coperta di vegetazione e risale verso il passaggio stretto fra i rilievi. L’acqua sembra continuare oltre ciò che possiamo vedere. Proprio lì nasce la curiosità: viene voglia di scoprire che cosa custodisca quella piega del paesaggio.
In primo piano, arbusti e piccoli alberi danno profondità alla scena. Sulla sinistra, una strada segue il fianco roccioso della montagna: una presenza discreta, che restituisce la misura umana di fronte all’ampiezza dei versanti.
Lo sguardo di Antonio Di Iorio, una sosta dentro il colore
Antonio ci porta a osservare il lago dall’alto, lasciando che siano le sue curve a guidare il racconto. Non sappiamo quale cammino lo abbia condotto fin qui, né se questa veduta fosse una meta cercata o una sorpresa lungo il percorso. Possiamo però immaginare la forza di un panorama capace di interrompere il passo.
È facile figurarsi una sosta, gli occhi che passano dalla riva luminosa al bosco, il desiderio di tenere insieme tutte quelle sfumature in una sola inquadratura. La fotografia conserva proprio questa possibilità: restare ancora un poco davanti a qualcosa che, altrimenti, avremmo soltanto attraversato.
La luce distingue ogni parte del paesaggio. Accarezza le rocce chiare e le chiome gialle, mentre sull’altro versante l’ombra rende il bosco più fitto allo sguardo. Sopra la stretta della valle, un profilo montuoso più lontano compare sotto il cielo azzurro.
Villalago e l’Abruzzo da osservare senza fretta
Questo scorcio del Lago di San Domenico racconta un Abruzzo di contrasti vicinissimi: la roccia e le foglie, le pendici ripide e la distesa dell’acqua, il sole pieno e l’ombra. Non occorre aggiungere molto perché venga voglia di esserci.
Mi immagino una pausa davanti a questa veduta, il tempo di seguire con gli occhi il bordo del lago e accorgermi di una sfumatura prima trascurata. I suoni e i profumi restano fuori dall’immagine: ciascuno può immaginarli, lasciandosi accompagnare da quella sensazione di raccoglimento che il paesaggio suggerisce.
È questo il viaggio che lo scatto di Antonio Di Iorio ci permette di fare: avvicinarci a un luogo attraverso l’attenzione di un’altra persona. Prima arriva il colore, poi emergono i dettagli, infine resta il desiderio di fermarsi davvero davanti a quell’acqua.
Provate a immaginarvi qui, con le montagne davanti e il turchese a riempire lo sguardo. E se anche voi avete incontrato un paesaggio che vi ha fatto rallentare, inviate le vostre fotografie e le vostre storie a “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia: il prossimo viaggio potrebbe cominciare dal vostro modo di guardare.




























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