Ci sono montagne che, per farsi guardare davvero, scendono nell’acqua. Al Lago Pietranzoni il Corno Grande sembra fare proprio questo: lascia la sua impronta di roccia dentro il blu e ci invita a cercarlo due volte, tra le vette e sotto la superficie.
Dario Avolio, viaggiatore-fotografo della nostra community, ha fermato questo incontro in uno scatto dal tema «Lo specchio d’Abruzzo…». Una distesa luminosa, i cavalli lungo la riva e una montagna che trova nell’acqua un’altra dimensione: bastano questi elementi per sentirsi già un po’ lontani dalla fretta.
Lago Pietranzoni: una montagna da guardare due volte
La prima sensazione è quella di una giornata aperta, piena di luce. Il cielo occupa lo spazio sopra i pendii con un azzurro intenso, attraversato da poche nuvole bianche; a terra, il verde dei prati si mescola a sfumature dorate e alle striature chiare della roccia.
Poi lo sguardo scende. Nell’acqua vicina alla riva si distinguono i sassi, uno accanto all’altro, come attraverso un vetro. Più in là, il fondale lascia spazio al riflesso: il cielo entra nel lago e il profilo del Corno Grande si ricompone capovolto.
È questa la meraviglia custodita nell’inquadratura di Dario: poter vedere contemporaneamente la consistenza della terra e la leggerezza della sua immagine. La montagna resta imponente, ma nell’acqua sembra quasi accessibile, vicina alle mani.
I cavalli sulla riva e il ritmo lento del paesaggio
Sulla sponda opposta alcuni cavalli abbassano il muso verso l’acqua. I mantelli chiari e bruni interrompono il confine tra prato e lago, mentre i loro riflessi prolungano le figure sulla superficie.
Poco più indietro, alcune persone camminano o sostano lungo le tracce che attraversano il paesaggio. Sono presenze piccole rispetto ai pendii: aiutano a percepire l’ampiezza dello spazio senza sottrargli il ruolo di protagonista.
Guardando questa scena viene naturale immaginare il rumore leggero dei passi sulla ghiaia, qualche voce lontana, una pausa durante il cammino. Non sappiamo quale percorso abbia condotto Dario fin qui; il suo scatto, però, ci consegna un punto preciso da cui fermarci a osservare.
La scelta di lasciare in primo piano i sassi sommersi rende la riva quasi tangibile. Sembra di essere arrivati proprio lì, sul bordo, e di dover soltanto abbassare gli occhi prima di tornare a sollevarli verso la vetta.
Il Corno Grande riflesso, un invito a cambiare sguardo
In questa immagine l’Abruzzo si racconta attraverso i contrasti: la roccia frastagliata e l’acqua distesa, i versanti segnati da pieghe e il cielo aperto, la grandezza delle montagne e i piccoli gesti lungo la sponda.
Il Lago Pietranzoni diventa così molto più di uno sfondo. È il centro del racconto, il luogo in cui tutti gli elementi si incontrano e trovano un equilibrio. Persino i colori sembrano passare da una parte all’altra della riva, senza interrompersi.
Viene voglia di camminare con calma, cercare un’inquadratura diversa, osservare come cambia il riflesso spostandosi di pochi passi. Oppure semplicemente restare, senza chiedere al paesaggio altro che il tempo di guardarlo.
È questo il viaggio che lo scatto di Dario Avolio ci permette di immaginare: una sosta davanti all’acqua, con la montagna negli occhi e nessuna necessità di ripartire subito. Provate a figurarvi su quella riva, tra i sassi chiari e il blu. E se anche voi avete incontrato un luogo capace di trattenervi così, condividete le vostre immagini e le vostre storie con “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia.

























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