Ci sono viaggi che cominciano dopo ore di strada. Altri iniziano quando alziamo gli occhi su qualcosa che è sempre stato lì. La Torre di Sutrium sotto le stelle, nell’immagine di Samuele Bucci, racconta proprio questa seconda possibilità: ritrovare la meraviglia nel luogo che chiamiamo casa.
Siamo a Bussi sul Tirino, in Abruzzo. La notte avvolge la vegetazione, la pietra emerge dall’oscurità e una scia luminosa attraversa il cielo in diagonale. Davanti a questa visione, viene voglia di fermarsi. Non per cercare qualcosa, ma per accorgersi di ciò che abbiamo davanti.
La Torre di Sutrium sotto le stelle, una scoperta dopo trent’anni
Samuele vive a Bussi sul Tirino da trent’anni e da tempo coltiva il desiderio di fotografare i paesaggi della propria regione. Per l’astrofotografia, però, la vicinanza dei centri abitati e l’inquinamento luminoso rendono la ricerca più complessa rispetto ad altri luoghi.
Quella torre faceva già parte del paesaggio. Eppure, come racconta l’autore, soltanto da qualche mese aveva davvero catturato la sua attenzione, fino a diventare un soggetto per il suo progetto di fotografia notturna.
È un passaggio che conosciamo: vedere ogni giorno un luogo non significa averlo guardato davvero. Qui la meraviglia arriva quando l’abitudine si interrompe e una presenza familiare torna a essere una scoperta.
Per Samuele, questo lavoro rappresenta la prima vera immagine Fine Art realizzata nel paese in cui vive, secondo la propria idea di fotografia. Non soltanto una veduta, dunque, ma un paesaggio trasformato in racconto personale.
Pietra, buio e un cielo che sembra muoversi
In primo piano, la torre occupa la scena con la sua massa scura e irregolare. Le pietre conservano una ruvidità quasi tangibile; il profilo spezzato sale verso l’alto, mentre la vegetazione disegna una fascia d’ombra ai suoi piedi.
Una luce brilla nella parte bassa dell’apertura, come una piccola risposta terrestre all’immensità del cielo. Sopra, la Via Lattea distende chiarori lattiginosi, zone scure e sfumature rosate. La composizione accompagna lo sguardo dalla terra alle stelle, senza lasciare che l’una cancelli le altre.
La Torre di Sutrium, chiamata nel dialetto locale “La Torr d’Sant’Rocc”, viene descritta da Samuele come una rara fortezza medievale a pianta triangolare, risalente al XII secolo. Un tempo avamposto a guardia della valle, oggi diventa, nella sua interpretazione, una presenza solitaria che sembra vegliare sul buio.
Non servono figure umane per sentire una relazione con questo paesaggio. Bastano quelle mura e il cielo: due modi diversi di misurare il tempo.
La fotografia Fine Art e la trasparenza del racconto
La forza evocativa dell’opera si accompagna a una precisazione importante dell’autore. Il cielo è stato fotografato nella stessa serata nella vicina località di Capodacqua, con un grado Bortle, indicatore dell’oscurità del cielo, praticamente equivalente.
Anche il punto luminoso nella torre appartiene alla costruzione espressiva dell’immagine: la luce è in parte reale, ma Samuele ha lavorato in fase di editing per simulare meglio l’effetto spot che desiderava.
Non siamo quindi davanti alla registrazione di un unico istante così come appariva a occhio nudo. È un’opera Fine Art che unisce riprese e interventi dichiarati, dando forma a un’intenzione precisa: mettere in dialogo la torre, la notte e lo stupore di riscoprire casa.
Bussi sul Tirino, il viaggio comincia dallo sguardo
Questo scorcio d’Abruzzo suggerisce un modo lento di avvicinarsi ai luoghi: osservare le tracce della storia, lasciare spazio al paesaggio, concedersi il tempo di guardare anche ciò che non occupa il centro delle nostre giornate.
È questo il viaggio che Samuele Bucci condivide con la community di “Le Foto dei Lettori”. Immaginiamoci davanti a quella pietra, con il paese vicino e gli occhi rivolti in alto: a volte la distanza necessaria per sorprenderci è soltanto quella tra un’occhiata distratta e uno sguardo nuovo.
Avete anche voi un luogo familiare che una fotografia vi ha fatto riscoprire? Inviate i vostri scatti e le vostre storie alla rubrica “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia: il prossimo racconto potrebbe cominciare proprio vicino a casa. Di seguito la foto nel suo formato originale.





























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