Ci sono luoghi che ti fanno abbassare il passo e alzare gli occhi. Poi, un istante dopo, ti invitano a guardare per terra: anche una foglia sul legno può meritare tutta la tua attenzione.
Pescasseroli in autunno, attraverso lo sguardo di Maria Baldino, ha questa bellezza vicina, a portata di passeggiata. Nel suo racconto fotografico di Pescasseroli e dintorni, condiviso con la community di “Le Foto dei Lettori”, i rami si accendono di arancio, il cielo conserva un azzurro intenso e gli animali diventano protagonisti di incontri pieni di tenerezza.
«Questo è l’Abruzzo, una terra da amare, rispettare»: le parole di Maria accompagnano le immagini come un pensiero semplice, da tenere con sé durante il cammino.
Pescasseroli in autunno, la meraviglia comincia dai dettagli
A guardare questi scatti viene voglia di entrare nella giornata senza un programma preciso. Seguire la luce, fermarsi davanti a un albero, lasciare che sia un colore a suggerire la prossima sosta.
Tra i tronchi sottili e i rami intrecciati affiora una casa, quasi custodita dalle chiome. Il verde resiste accanto al rame e all’oro, mentre grappoli di bacche rosse punteggiano un altro angolo di cielo: l’autunno non cancella tutto insieme, ma cambia il paesaggio una foglia alla volta.
Poi lo sguardo scende su una panca di legno, segnata dal tempo e attraversata dal sole. Poche foglie raccolte sulla superficie sembrano una minuscola composizione spontanea; tutt’intorno, il terreno ne è ricoperto. È uno di quei dettagli davanti ai quali ci si ferma quasi senza accorgersene, perché una cosa ordinaria, in quella luce, diventa bellissima.
Gli incontri che danno un volto alla passeggiata
C’è una dolcezza immediata nel muso della pecora che si avvicina al bordo di pietra. Una foglia gialla occupa il primo piano, qualche filo d’erba si appoggia sul pelo chiaro: basta questa vicinanza a trasformare l’immagine in un incontro, anziché in una semplice osservazione.
Poco oltre, nel racconto di Maria, due cavalli si accostano l’uno all’altro. Sullo sfondo, un terzo tiene il muso basso verso il terreno, dentro una cornice di alberi e foglie cadute. La scena suggerisce una quiete concreta, fatta di spazio, luce e gesti che non hanno bisogno della nostra presenza.
Anche una testa di cavallo scolpita nel legno trova posto nel reportage. La superficie consumata, il sostegno dalle sfumature verdi e il ferro di cavallo accanto compongono un dettaglio rustico che trattiene lo sguardo. Accostata agli animali veri, questa figura aggiunge al percorso una piccola sorpresa.
Un ponticello e il piacere di non avere fretta
Sotto un ponticello con parapetti di legno scorre un corso d’acqua poco profondo. Il fondo, visibile attraverso la corrente, prende tonalità dorate; sulle sponde l’erba resta verde, mentre gli alberi tutt’intorno raccontano il cambio di stagione.
È facile immaginarsi lì, con una mano sul parapetto e qualche minuto da lasciare libero. Guardare l’acqua, cercare con gli occhi le foglie, tornare a osservare un ramo illuminato: il viaggio suggerito da queste fotografie ha il ritmo di una passeggiata che concede spazio alla curiosità.
Pescasseroli e dintorni emergono così attraverso particolari quotidiani, senza bisogno di un panorama grandioso. Maria Baldino ci consegna un Abruzzo da avvicinare con rispetto: lasciando agli animali il loro spazio e ai luoghi la possibilità di restare come li abbiamo incontrati.
Proviamo a immaginarci dentro quella luce, davanti al ponticello o accanto alla panca coperta di foglie. E se anche voi avete custodito un incontro, un colore o un piccolo momento di viaggio, condividete le vostre fotografie e la vostra storia con “Le Foto dei Lettori” di Viaggiando Italia: un altro racconto può cominciare proprio da ciò che vi ha fatto fermare.





























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