Vivere l’esperienza di un viaggio in Giappone è un sogno per tantissime persone. Parliamo, infatti, di un Paese ricco di fascino e dove sono nate numerose espressioni artistiche, tra cui il manga, che rappresentano, per molti, una passione speciale. Per rendere davvero indimenticabile il viaggio è essenziale informarsi prima su cosa visitare.
Un consiglio utile al proposito è quello di mettere da parte le guide dei grandi gruppi editoriali, complete senza dubbio, ma prive di quell’anima che solo chi viaggia per vera passione – e animato dallo stesso sentimento racconta le proprie avventure in giro per il mondo – è in grado di far trasparire (per scoprire un contenuto con queste caratteristiche, puoi leggere la guida di Valentina di BeBorghi su cosa vedere a Tokyo in tre giorni).
Il passo successivo riguarda il fatto di sfatare alcuni luoghi comuni che, ancora oggi, nonostante le informazioni che corrono veloci sul web sono ancora molto diffusi quando si parla di Sol Levante. Vediamone alcuni nelle prossime righe!
In Giappone si mangia solo pesce
Non è affatto vero! Una cosa che non tutti sanno è che gli abitanti del Sol Levante sono dei più che assidui consumatori di carne e che, a dispetto delle credenze di chi poco conosce il Paese, trovare un ristorante di sushi è tutto tranne che semplice.
A dir poco diffusi sono invece locali dove si servono piatti di carne con verdure. Giusto per citare alcuni dei più famosi, ricordiamo gli spiedini a base di pollo e il tonkatsu, una cotoletta preparata con carne di maiale.
Tokyo è l’anagramma di Kyoto
I due toponimi in lingua nipponica non sono affatto anagrammi. L’unica cosa che hanno in comune è il kanji, il carattere di origine cinese impiegato nella scrittura giapponese, che chiama in causa il concetto di capitale.
I giapponesi sono super tecnologici
Sì, il Giappone è la patria di alcune delle principali innovazioni nella storia della tecnologia (per rendersene conto, basta pensare ai videogiochi). Quando, però, si arriva nel Paese, è facile accorgersi che, nel momento in cui si tratta di utilizzarla nella vita quotidiana, il loro atteggiamento può definirsi, a ragione, come estremamente restio.
Chiara testimonianza di tutto ciò si può vedere nelle metropolitane. Quando si acquista un biglietto, è normale trovarsi davanti a macchine che li stampano con gli aghi, strumenti risalenti ai preistorici anni ’80.
Da non dimenticare è anche l’utilizzo, negli uffici pubblici, di device che definire obsoleti è poco. Non c’è che dire: questo caso dimostra davvero che, molte volte, tra quello che si dice di un Paese e quello che è la sua realtà quotidiana è pratica c’è di mezzo il mare!
I giapponesi sono persone con un carattere estremamente schivo
Questo falso mito si è diffuso sulla scia delle informazioni – vere – relative all’etica lavorativa ferrea che caratterizza la cultura giapponese. Nonostante questo approccio da molti criticato, che porta, in alcuni casi, a conseguenze estreme, i giapponesi hanno un carattere che non è affatto schivo (ovviamente si parla in generale, senza considerare l’unicità di ogni persona).
Importante per creare un’atmosfera serena e all’insegna della cordialità è conoscere alcune usanze per loro fondamentali durante le interazioni interpersonali.
Tra queste rientra il fatto di iniziare le conversazioni con un piccolo inchino, segno dell’inizio di un dialogo tra due persone in posizione di parità.
Da evitare assolutamente è l’utilizzo delle scarpe in casa e il fatto di camminare a piedi non nudi sui tatami. Altrettanto importante è impostare il cellulare sul silenzioso o sulla vibrazione quando si viaggia sui mezzi pubblici e, sempre per mettere in primo piano atteggiamenti che risultano gradevoli per gli abitanti del Sol Levante, non visionare video con l’audio e non telefonare (molto spesso, i giapponesi approfittano del tempo passato sui mezzi pubblici per dormire).




























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