Ci sono tradizioni che raccontano un territorio attraverso gesti semplici: una candela accesa, una zucca scavata, qualcosa da mangiare lasciato per chi non c’è più. A Serramonacesca, in provincia di Pescara, queste memorie diventano il filo conduttore di un fine settimana dedicato alla cultura popolare e ai sapori dell’autunno.
Sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026, il centro storico accoglie L’Aneme de le Morte e la Sagra della Zucca. Due giornate organizzate dall’Associazione Retroterra, nelle quali gastronomia, musica e spettacoli si intrecciano con le credenze abruzzesi legate alla commemorazione dei defunti.
Per chi cerca un’idea di viaggio in Abruzzo tra fine ottobre e Ognissanti, è un’occasione per conoscere il paese attraverso le sue storie. E per affiancare alla festa una visita al territorio di Serramonacesca, dove abbazie, eremi e testimonianze medievali dialogano con il paesaggio della Maiella.
L’Aneme de le Morte: il significato delle zucche illuminate
Il cuore della manifestazione è il rapporto tra la comunità e il ricordo dei propri morti. Secondo le credenze popolari richiamate dall’evento, nella notte tra il 1° e il 2 novembre le anime tornavano a camminare per le strade dei paesi.
Le famiglie preparavano un’accoglienza fatta di cibo e vino, mentre le zucche intagliate, illuminate dall’interno con una candela, accompagnavano simbolicamente quel ritorno. Un’usanza che unisce la dimensione domestica a quella collettiva e restituisce alla commemorazione un linguaggio concreto, fatto di luce, attesa e ospitalità.
L’Aneme de le Morte recupera questo patrimonio attraverso racconti, rievocazioni e momenti di partecipazione. Le tradizioni non rimangono soltanto qualcosa da osservare: diventano gesti da conoscere e ripetere, anche insieme ai bambini.
Sabato 31 ottobre: Sagra della Zucca e musica tra le vie
La festa comincia sabato 31 ottobre dalle 19:00, con l’apertura degli stand gastronomici. La Sagra della Zucca porta nel centro storico specialità autunnali e preparazioni della tradizione, invitando a costruire la serata tra una sosta a tavola e una passeggiata nel borgo.
Il programma musicale affida un ruolo importante alla Cungreghe de le Canture, che animerà le vie con musica popolare itinerante. Canti e balli intorno al fuoco aggiungeranno alla serata una dimensione condivisa, nella quale il pubblico potrà ritrovare il carattere conviviale della festa di paese.
Sono previste anche le esibizioni di The Speltorers e AKNA, insieme al gruppo di musica tradizionale Grappolo Sonoro. L’ascolto diventa così parte dell’esperienza: non soltanto accompagnamento alla cena, ma occasione per fermarsi e vivere il centro storico.
Domenica 1° novembre: spettacoli, burattini e zucche da intagliare
Domenica la manifestazione riparte dalle 12:00, con una giornata che alterna gastronomia, musica e proposte dedicate alle famiglie. Gli stand torneranno ad aprire anche alle 18:00: un dettaglio utile per chi desidera trattenersi fino a sera.
Tra gli appuntamenti annunciati figurano:
- la Seven Sins Dixieland Orchestra, per la parte musicale;
- gli artisti di strada Diavoli Rossi;
- il Teate Nostra, con racconti di fantasmi e magia;
- l’Antico Teatro di Pulcinella, protagonista degli spettacoli di burattini.
Il pomeriggio offre inoltre la possibilità di avvicinarsi direttamente a uno dei simboli della ricorrenza. Alle 16:00 si terrà “Faceme la checocce avvurnite”, laboratorio dedicato alla lavorazione delle zucche e alla realizzazione delle Cocce de Morte.
Alle 17:00 sarà invece il momento di “La checocce chiò belle”, la gara che premierà la zucca più bella tra le creazioni partecipanti. Due appuntamenti legati fra loro, che trasformano un’antica consuetudine in un’attività da vivere in prima persona.
Cosa mangiare alla Sagra della Zucca di Serramonacesca
La gastronomia accompagna entrambe le giornate, mantenendo al centro i prodotti e i sapori della stagione. La zucca sarà protagonista delle proposte degli stand, accanto a castagne, pizze fritte, dolci tradizionali e altre specialità locali.
Non mancherà il vino cotto, presenza annunciata nel percorso gastronomico della manifestazione. Il programma non specifica le singole ricette: il modo migliore per orientarsi sarà quindi consultare le proposte disponibili sul posto.
Sono previsti posti a sedere al coperto e opzioni senza glutine. Per esigenze alimentari specifiche, conviene contattare preventivamente l’organizzazione e chiedere dettagli sulle preparazioni e sulle modalità di servizio.
Cosa vedere a Serramonacesca e nei dintorni
Arrivare prima dell’inizio della festa permette di dedicare qualche ora anche al territorio. Poco distante dall’abitato si trova l’abbazia benedettina di San Liberatore a Maiella, risalente ai primi decenni dell’XI secolo: una tappa che aiuta a comprendere la lunga storia religiosa e culturale di quest’area.
Nei pressi dell’abbazia, il paesaggio dell’Alento custodisce testimonianze rupestri e scorci nei quali natura e presenza umana si incontrano. Il Parco della Maiella segnala, tra i luoghi d’interesse, le tombe lungo il fiume e il sito di Santa Maria.
Chi desidera approfondire la scoperta può considerare anche l’eremo di Sant’Onofrio e i ruderi di Castel Menardo. Sono mete differenti per atmosfera e carattere: raccoglimento e spiritualità nel primo caso, testimonianze fortificate e vedute sul territorio nel secondo.
Le visite vanno organizzate separatamente dal programma della sagra, verificando accessibilità, condizioni dei percorsi e aperture. Non tutti gli itinerari sono semplici passeggiate: alcuni tratti presentano fondo sconnesso e gradoni rocciosi.
Informazioni utili per partecipare
L’appuntamento è nel centro storico di Serramonacesca, in provincia di Pescara:
- sabato 31 ottobre 2026, dalle 19:00;
- domenica 1° novembre 2026, dalle 12:00, con riapertura degli stand alle 18:00;
- laboratorio delle zucche domenica alle 16:00;
- concorso delle zucche domenica alle 17:00.
Per aggiornamenti sul programma, modalità di partecipazione ai laboratori ed eventuali variazioni, il riferimento è il sito ufficiale Aneme delle Morte e l’Associazione Retroterra. È disponibile anche il numero 339 7830801. Prima della partenza è consigliabile verificare le informazioni presso gli organizzatori.
Tra una zucca da intagliare, una storia da ascoltare e una specialità autunnale da assaggiare, Serramonacesca invita a scoprire un Abruzzo nel quale la memoria passa ancora attraverso la partecipazione. Un viaggio da vivere senza fretta, lasciando spazio tanto alla festa quanto ai luoghi che la custodiscono.




























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