A Gerace, nella prima metà di settembre, la luce arriva già più obliqua sulle pietre e l’aria cambia appena il sole scende dietro la collina. Al mattino le strade del centro storico sono tranquille; nel pomeriggio il profumo degli agrumi accompagna le soste nei bar e nelle botteghe. È il momento adatto per esplorare l’entroterra calabrese camminando, con temperature più gestibili rispetto all’estate e un ritmo meno affollato. Tra i borghi d’alta quota dell’Aspromonte, Gerace permette di costruire un itinerario semplice e ricco: una passeggiata tra chiese normanne, vicoli scavati nel tufo, scorci sulla Locride e una granita al bergamotto.
Gerace, il borgo delle cento chiese
Gerace si trova nella provincia di Reggio Calabria, a circa 470 metri di altitudine, su una collina che domina la Locride e la costa ionica. Il centro storico conserva una struttura medievale fatta di strade in salita, archi, scalinate, palazzi nobiliari e numerosi edifici religiosi.
L’appellativo “borgo delle cento chiese” appartiene alla memoria storica del paese: oggi le chiese ancora visibili sono molte meno, ma il patrimonio architettonico resta notevole. Secondo le informazioni turistiche regionali, sono 17 gli edifici religiosi tuttora presenti nel borgo, con la Cattedrale come monumento principale.[8]
Gerace è anche una base interessante per conoscere altri luoghi dell’Aspromonte e della Locride. In automobile si possono raggiungere il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, sulla costa, e altri centri storici dell’area, tra cui Mammola, Bova e San Giorgio Morgeto, indicati tra i borghi più rappresentativi del Parco Nazionale dell’Aspromonte.[1]
Cosa vedere a Gerace: itinerario a piedi di mezza giornata
Il modo più efficace per visitare Gerace è lasciare l’automobile nelle aree consentite all’esterno del nucleo più antico e proseguire a piedi. Le distanze non sono grandi, ma il fondo irregolare e le salite richiedono scarpe comode.
1. La Cattedrale Normanna
Il punto di partenza è Piazza Tribuna, dove si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Costruita tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, è considerata uno dei principali esempi di architettura normanna in Calabria. La sua imponenza si percepisce già dall’esterno: la facciata è severa, mentre il grande volume dell’edificio domina la piazza e le case circostanti.
All’interno meritano attenzione la cripta e la Cappella del Santissimo Sacramento. La chiesa ha attraversato secoli di trasformazioni e restauri; per questo la visita va affrontata come una lettura stratificata del borgo, dove elementi normanni, bizantini e romanici convivono nello stesso spazio.
Prima di partire conviene verificare gli orari di apertura, soprattutto nei giorni feriali e fuori stagione. Le visite possono dipendere dalle celebrazioni religiose o da aperture affidate a personale locale.
2. Piazza del Tocco e i vicoli del centro storico
Dalla Cattedrale si può proseguire verso Piazza del Tocco, uno degli spazi più riconoscibili di Gerace. Il percorso attraversa vicoli stretti e passaggi tra edifici in pietra, con scorci improvvisi sulla valle e sulla costa quando la strada si apre.
Il centro storico si visita senza fretta, seguendo le indicazioni per le principali chiese e lasciandosi qualche deviazione. Alcuni tratti sono ripidi e le pavimentazioni possono diventare scivolose dopo la pioggia. A settembre questo aspetto conta: un temporale breve può cambiare rapidamente le condizioni delle scalinate e delle strade in pendenza.
3. Le botteghe scavate nel tufo
Uno degli elementi più curiosi del borgo sono le botteghe ricavate negli ambienti scavati o ricavati nella roccia tufacea. Non si tratta soltanto di spazi commerciali: raccontano il modo in cui il paese ha utilizzato la collina, adattando cantine e locali alle esigenze della vita quotidiana.
Le attività possono avere aperture discontinue, soprattutto nei giorni meno affollati. Per questo è preferibile visitare il borgo durante la mattina oppure nel tardo pomeriggio, quando è più facile trovare artigiani e commercianti disponibili a raccontare lavorazioni e prodotti.
Qui si possono incontrare oggetti in ceramica, lavorazioni artigianali e specialità alimentari calabresi. Vale la pena chiedere la provenienza di ciò che si acquista e distinguere i prodotti realizzati in paese da quelli semplicemente distribuiti nei negozi.
La pausa più calabrese: il granito al bergamotto
Il bergamotto è legato soprattutto alla costa reggina, ma il suo profumo arriva anche nei borghi della Locride e dell’Aspromonte. A Gerace può diventare il gusto giusto per una sosta dopo la passeggiata: il granito al bergamotto è fresco, aromatico e meno pesante di molti dessert tradizionali.
La qualità dipende dalla lavorazione e dall’uso del succo o della scorza. Per orientarsi, si può chiedere se il prodotto è preparato con bergamotto calabrese e se viene realizzato direttamente dal locale. Una granita consumata in piazza, dopo aver camminato tra le salite del centro, è una pausa concreta e semplice. Non serve aggiungere altro.
Per un pranzo più sostanzioso, conviene cercare trattorie e ristoranti che propongano piatti della cucina reggina e della Locride. Il menu può includere salumi, formaggi, conserve, pasta fatta in casa e preparazioni con peperoncino. Gli orari di apertura cambiano durante la settimana: una telefonata resta il modo più sicuro per evitare di arrivare a cucina chiusa.
La voce del trend
“A Gerace la visita funziona quando si accetta di camminare senza inseguire un elenco di monumenti. La Cattedrale è il punto di partenza, poi il paese si capisce nei passaggi più piccoli: una scala, una bottega aperta, una piazza quasi vuota. A settembre è più facile parlare con chi vive e lavora qui.”
La formula del micro-viaggio nell’entroterra calabrese nasce proprio da questa possibilità: dedicare una giornata o un fine settimana a un solo borgo, abbinando il centro storico a un’escursione, a una visita gastronomica o a un altro paese dell’Aspromonte.
Perché visitare Gerace nella prima metà di settembre
La prima metà di settembre permette di camminare nelle ore centrali con maggiore comfort rispetto a luglio e agosto. Le temperature possono comunque essere elevate, soprattutto nelle giornate soleggiate, ma il caldo è generalmente più affrontabile se si alternano visite al coperto e soste all’ombra.
Il momento migliore della giornata è la mattina, quando la pietra conserva ancora una temperatura piacevole, oppure il tardo pomeriggio. La luce radente valorizza i rilievi delle facciate e rende più leggibili le differenze tra i materiali del borgo.
Per chi arriva dalla costa, Gerace è una deviazione significativa dalla statale ionica. La strada sale verso l’entroterra con curve e tratti stretti: è meglio guidare senza fretta e controllare il navigatore prima di partire. Il trasporto pubblico può essere meno pratico per una visita autonoma; l’automobile consente di collegare Gerace a Locri e agli altri centri della zona.
Consigli pratici per la visita
- Dedica a Gerace almeno mezza giornata; con pranzo e visite interne, una giornata intera è più comoda.
- Indossa scarpe con suola aderente: il centro presenta salite, scalinate e pavimentazioni irregolari.
- Porta acqua, soprattutto nei giorni ancora caldi di settembre.
- Arriva al mattino o dopo le 16 per trovare una luce migliore e camminare con meno calore.
- Verifica prima gli orari della Cattedrale e degli eventuali musei.
- Non dare per scontata l’apertura delle botteghe nei giorni feriali.
- Con bambini piccoli, organizza soste frequenti: il percorso è fattibile, ma alcune salite possono stancare.
- Per un itinerario più ampio, abbina Gerace al Parco Archeologico di Locri Epizefiri o a un altro borgo dell’Aspromonte.
- Consulta il sito ufficiale del Parco Nazionale dell’Aspromonte prima di programmare escursioni nei dintorni.
- Per un approfondimento dedicato, puoi leggere anche Gerace in settembre: cosa vedere nel borgo delle cento chiese.
FAQ: visitare Gerace e i borghi dell’Aspromonte
Quanto tempo serve per visitare Gerace?
Per vedere la Cattedrale, le piazze principali e i vicoli sono sufficienti tre o quattro ore. Con pranzo e visite interne, è preferibile dedicare l’intera giornata.
Qual è il periodo migliore per andare a Gerace?
La prima metà di settembre è una buona scelta per evitare il caldo più intenso dell’estate. Anche primavera e autunno sono indicati per camminare nel centro storico.
Gerace è adatta alle famiglie?
Sì, se i bambini sono abituati a camminare. Le strade in salita e le scalinate richiedono attenzione con passeggini e zaini porta-bambino.
Dove si trova la Cattedrale Normanna?
La Cattedrale di Santa Maria Assunta si trova in Piazza Tribuna, nel centro storico di Gerace. È il punto più pratico da cui iniziare la visita.
Cosa mangiare a Gerace?
Oltre ai piatti della cucina calabrese, vale la pena cercare una granita al bergamotto, prodotto aromatico legato alla provincia di Reggio Calabria.
Gerace si lascia attraversare a piedi, con qualche salita e pause brevi. La sua forza sta nella distanza tra i monumenti più noti e i dettagli che compaiono lungo il percorso: una porta, una parete scavata, una bottega aperta nel momento giusto. Per la prossima partenza, preferiresti aggiungere molti luoghi all’itinerario o fermarti più a lungo in uno solo?




























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