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Emilia Romagna. L’Abbazia San Colombano a Bobbio, quella de “Il nome della Rosa” di Umberto Eco

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L’Abbazia di Bobbio è un monastero fondato dall’irlandese San Colombano nel 614, attorno al quale in seguito è cresciuto il comune di Bobbio, in provincia di Piacenza, Emilia-Romagna, Italia

È dedicato a San Colombano. Era famoso come centro di resistenza all’arianesimo e come una delle più grandi biblioteche del Medioevo, ed era l’originale su cui si basava il monastero nel romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa, insieme alla Sacra di San Michele. L’abbazia fu sciolta sotto l’amministrazione francese nel 1803, anche se molti edifici rimangono in altri usi.

Basilica

L’attuale Basilica di San Colombano fu costruita tra il 1456 e il 1530 in stile rinascimentale. La Basilica ha una pianta a croce latina con una navata e due navate, un transetto e l’abside rettangolare. Include un fonte battesimale del IX secolo. La decorazione ad affresco della navata fu completata nel XVI secolo da Bernardino Lanzani. 

La cripta del XV secolo ospita il sarcofago di San Colombano, opera di Giovanni dei Patriarchi (1480), e quelli dei primi due abati, San Attala e San Bertolfo. Sempre nella cripta si trova un mosaico pavimentale del XII secolo con le storie dei Maccabei e del Ciclo dei Mesi. Non sono visibili strutture dei primi edifici del monastero.

Il campanile (fine del IX secolo) e l’abside più piccola sono dell’originale edificio romanico. La Torre Comunale fu costruita nel 1456–85.

Il Museo dell’Abbazia comprende reperti e resti di epoca romana (tombe, altari, sculture) e di epoca longobarda (capitelli, lapidi). Ospita anche un polittico di Bernardino Luini e la collezione Bobbio, la seconda più grande al mondo, delle ampolle di Monza, fiaschi di pellegrinaggio del VI secolo.

Biblioteca

Il nucleo della biblioteca dell’abbazia potrebbe essere stato formato dai manoscritti che Colombano aveva portato dall’Irlanda (anche se questi devono essere stati estremamente pochi) e dai trattati che egli stesso scrisse. Il dotto Saint Dungo (morto dopo l’827) lasciò in eredità all’abbazia la sua preziosa biblioteca, composta da circa 27 volumi.

Foto di Di Fabio Poggi, CC BY 3.0, Collegamento. Iscriviti anche tu al gruppo Viaggiando Italia (gruppo ufficiale) per vedere altre foto e per inviare le tue.

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