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Sicilia. Cefalù, una mescola di culture che ti farà restare senza fiato

Cefalù è un comune nella città metropolitana di Palermo, situata sulla costa tirrenica della Sicilia a circa 70 km a est del capoluogo e 185 km a ovest di Messina. La città, con una popolazione di poco meno di 14.000 abitanti, è una delle maggiori attrazioni turistiche della regione. Nonostante le sue dimensioni, ogni anno attira milioni di turisti da tutte le parti della Sicilia e anche da tutta Italia ed Europa.

Cosa visitare a Cefalù

Cattedrale di Cefalù

La Cattedrale, iniziata nel 1131, in uno stile di architettura normanna che sarebbe più precisamente chiamato romanico siciliano. L’esterno è ben conservato ed è ampiamente decorato con archi a punta intrecciati; anche le finestre sono appuntite. Su ciascun lato della facciata è presente una massiccia torre di quattro piani. Il portale normanno a testa tonda è degno di nota. Un’abside semicircolare è incastonata nella parete dell’estremità orientale. I suoi contrasti di rinforzo che funzionano come contrafforti, sono modellati come colonne accoppiate per alleggerirne l’aspetto. La volta a crociera del tetto è visibile nel coro e nel transetto destro, mentre il resto della chiesa ha un tetto in legno. Adiacenti ottimi chiostri, coevi con la cattedrale.

L’interno della cattedrale fu restaurato nel 1559, sebbene siano ancora visibili gli archi a punta della navata, sostenuti da antiche colonne di granito; e gli unici mosaici conservati sono quelli dell’abside e dell’ultima baia del coro; sono straordinari esemplari dell’arte bizantina del periodo (1148) e, sebbene restaurati nel 1859-1862, hanno sofferto molto meno di quelli di Palermo e Monreale a causa del processo. La figura del Pantocratore che abbellisce l’abside è particolarmente degna di nota.

La cattedrale è una delle nove strutture che comprendono il patrimonio mondiale dell’UNESCO, la Palermo arabo-normanna e le chiese della cattedrale di Cefalù e Monreale.

Altre chiese

    • Santa Maria dell’Odigitria, popolarmente chiamata semplicemente Itria, prende il nome dalla resa in italiano della greca Hodegetria, una delle rappresentazioni iconografiche standard della Vergine Maria. Probabilmente costruito su una preesistente chiesa bizantina con lo stesso nome, l’edificio attuale risale al 16 ° secolo. Fino al 1961 consisteva in due diversi edifici religiosi, il secondo era una cappella dedicata a San Michele Arcangelo; entrambi erano di proprietà della Confraternita di Santa Maria dell’Odigitria.
    • Santa Oliva (1787). Ha un portale in tufo.
    • San Sebastiano (probabilmente 1523). Ha un’unica navata con due nicchie affrescate su ogni lato.
    • Sant’Andrea.
    • San Leonardo, menzionato dal 1159 e, fino al restauro del 1558, intitolato a San Giorgio. Il portale originale, ora chiuso dietro un muro, presenta decorazioni vegetali simili a quelle della Cattedrale.
    • Immacolatella (1661).
    • L’oratorio del Santissimo Sacramento (1688).
    • Cappella di San Biagio (San Biagio).
    • Santo Stefano o Chiesa del Purgatorio.
    • Santissima Trinità.
    • Santissima Annunziata (1511 circa). La facciata ha un grande rosone e un rilievo con l’Annunciazione.
    • Il monastero di Santa Caterina.

Foto di Nicola Giordano da Pixabay. Iscriviti anche tu al gruppo Viaggiando Italia (gruppo ufficiale) per vedere altre foto e per inviare le tue.

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