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Itinerario per tutti. Alla scoperta di Raiano, Eremo e Sorgenti della Solfa, Goriano Sicoli per una gita bellissima

Iniziate la visita con l’Eremo di San Venazio che si trova all’interno delle omonime Gole. Questo eremo risale al XV secolo e fu visitato anche dal filosofo Benedetto Croce. Un ponte a loggia fornisce l’accesso alla chiesa principale che si trova proprio sopra il letto del fiume. 

La struttura esterna della chiesa è a capanna, molto semplice. L’interno, invece, è rettangolare a navata unica con volta a botte. Le statue di San Giovanni Battista e San Pietro Celestino sono poste sui due altari laterali. Attraverso un corridoio si arriva nelle celle degli eremiti e alla Scala Santa direttamente scavata nella roccia. 

Foto di Franco Di Carlo

Tornando verso il paese, suggeriamo una sosta alla Sorgente la Solfa e le Acque Sulfuree di Raiano. Le acque sulfuree di Raiano sgorganti dalla sorgente chiamata La Solfa sono ubicate in un ambiente molto particolare con mura risalenti al II secolo a.C. che, secondo alcuni studi, attestano che questo luogo era frequentato già dai tempi antichi. La presenza di questi resti, unita a dati archeologici e al valore che aveva l’acqua proprio in quei tempi, fa supporre che la fonte sia stata considerata dagli antichi come “sacra”. Queste acque sulfuree hanno anche proprietà diuretiche, purificanti e disintossicanti e le stesse sono utilizzate per alimentare le recenti Terme di Raiano

Proseguite fino nel paese di Raiano con la visita alla Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, la Chiesa della Madonna delle Grazie e la Chiesa di Sant’Andrea e, tra le architetture civili, da visitare la Torre dell’Orologio, il Palazzo Lepore e il Palazzo Muzi.

Foto di Ascanio Buccella

Per concludere in bellezza la gita, vi consigliamo di visitare anche il vicino borgo di Goriano Sicoli che ha un tipico aspetto medievale, con una torre campanaria della  chiesa parrocchiale che secoli fa era l’antico castello feudo di Rinaldo conte di Celano. Le origini medievali del paese sono testimoniate dalle architetture esterne e dalle massicce mura che circondano la chiesa e dalle quali spuntano ancora alcune feritoie e saettiere. Nei dintorni è presente un ampio bosco pubblico di 50.000 metri quadrati circa, il bosco de “I Cerri”.

Foto di Claudio Parente

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